Esce il 30 gennaio Che cosa pensano le ragazze di oggi? di Gianmichele Laino

Oggi, quando si cita La Zanzara, il pensiero di molti va subito all’omonimo programma radiofonico di Giuseppe Cruciani con David Parenzo. Ma, molto prima, La zanzara è stato il giornale studentesco del liceo classico Parini di Milano. Ed è proprio il titolo di quel giornale a essere stato ripreso da Cruciani per la sua trasmissione.

Fondata nel 1945, la rivista ha avuto nella sua storia giovani redattori divenuti poi firme importanti del giornalismo, tra cui Walter Tobagi. È balzata agli onori della cronaca per uno scandalo scoppiato nel 1966.

Il 14 febbraio 1966, La Zanzara pubblica un’inchiesta: si intitola Che cosa pensano le ragazze d’oggi? e parla di amore, contraccezione, matrimonio, ruolo della donna, educazione sessuale. Le risposte date dalle studentesse accendono immediatamente una scintilla destinata a infiammare tutto il Paese. Parte una denuncia per oscenità da parte di alcuni gruppi di genitori ed esce un articolo del Corriere Lombardo, sei colonne che rilanciano lo «scandalo al Parini». L’educazione sessuale viene considerato un argomento osceno; inoltre, tutte le intervistate sono minorenni.

Il 16 marzo, Marco De Poli, Claudia Beltramo Ceppi e Marco Sassano, ovvero i tre redattori peraltro anche loro minorenni, vengono convocati nello studio del sostituto procuratore della Repubblica Pasquale Carcasio. Qui vengono invitati a spogliarsi per un’ispezione corporale.

Il caso diventa nazionale e non solo. Una lettera di protesta indirizzata alle più alte cariche – il presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, i presidenti delle Camere, il presidente del Consiglio, vari ministri – viene firmata da intellettuali, politici, giornalisti. Nel frattempo, la stampa internazionale – dal New York Times a Le Monde – osserva con il fiato sospeso il dibattimento che si tiene nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Milano. Le udienze, anche se vietate ai minorenni, sono comunque affollatissime, giornalisti inclusi.

Non è solo una vicenda giudiziaria, ma un momento cruciale nella storia dell’emancipazione femminile e della libertà d’espressione in Italia. Il 2 aprile 1966 la sentenza assolve i tre studenti dall’accusa di stampa oscena e corruzione di minorenni.

Venerdì 30 gennaio 2026, esce un libro dedicato proprio a quello scandalo.

Il volume si intitola Che cosa pensano le ragazze di oggi? con sottotitolo Milano, 1966 – La Zanzara, un processo che ha segnato un’epoca. L’autore è il giornalista Gianmichele Laino mentre l’editore è Ponte alle Grazie.

Esattamente sessant’anni dopo la celebre inchiesta, Laino riapre il caso della Zanzara intrecciando documenti e testimonianze, per riportarlo nel nostro presente. Classe 1989, lucano ma di base a Roma, laureato in Filologia e Storia dell’Antichità all’Università di Pisa, il giornalista si è occupato di educazione digitale e di analisi dei mass-media in qualità di direttore della testata Giornalettismo.

Attraverso le parole delle studentesse e degli studenti di oggi, Laino ci invita a interrogarci su quanto sia cambiato, o rimasto uguale, il modo in cui parliamo di libertà, corpo, educazione sessuale. Oltre che per il suo valore storico e per il fatto di aver contribuito ad aprire la strada al successivo movimento degli studenti, l’autore parla di una vicenda che offre un caleidoscopio di significati nei quali tantissimi ragazzi possono ancora identificarsi.

Perché La Zanzara non appartiene solo al passato. Continua a ronzare nelle scuole e in ogni generazione che ha chiesto e chiede di essere ascoltata.

Emanuela Pirré

 

 

Che cosa pensano le ragazze di oggi?
Milano, 1966 – La Zanzara un processo che ha segnato un’epoca

Autore: Gianmichele Laino
Editore: Ponte alle Grazie

In libreria dal 30 gennaio
Pagine: 176 | Prezzo: 16 euro

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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