Giovanni Gastel Rewind, a Palazzo Citterio la mostra sul grande fotografo

Dal 30 gennaio al 26 luglio 2026 (prorogata al 13 settembre), Palazzo Citterio a Milano ospita la mostra intitolata Giovanni Gastel Rewind.

«Fotografare è una necessità e non un lavoro. Rendere eterno un incontro tra due anime mi incanta». Sono parole di Giovanni Gastel (1955-2021), maestro della fotografia contemporanea a cui l’esposizione rende omaggio.

Curata da Uberto Frigerio, la mostra si presenta come un viaggio emotivo e immersivo che consente di rivedere la parabola artistica e l’intera carriera del grande fotografo da una nuova prospettiva, non cronologica ma tematica, poetica e profondamente personale. Il suo stile si è distinto per una visione unica, filtrata dalla sua interiorità. Tra i pochissimi fotografi italiani a sperimentare la post-produzione digitale fin dagli anni Novanta del Novecento, Gastel ha saputo unire artigianalità e innovazione, analogico e digitale. E ha così trasformato la sua fotografia in un linguaggio riconoscibile.

«È stato Giovanni stesso – racconta Uberto Frigerio – a guidarci in tutta la mostra. La ricerca del materiale tra testi e appunti privati è stata condotta con l’intento che fossero le sue parole a raccontare ogni frammento della sua vita, come capitoli emotivi. Ogni sezione nasce infatti dal suo pensiero, dalla sua voce interiore. Nessuno più di Giovanni sapeva trasformare la memoria in immagine e l’immagine in racconto. Nasce un percorso in cui il visitatore non osserva soltanto: ascolta. Una narrazione costruita da Giovanni per Giovanni, restituita al pubblico nella sua forma più autentica».

Il percorso espositivo, allestito da Gianni Fiore, si sviluppa all’interno di Palazzo Citterio attraverso oltre 250 immagini. Si va dalle prime copertine di moda del 1977 agli still life più innovativi, dalle campagne che hanno segnato la storia della moda fino ai ritratti di figure iconiche del nostro tempo. Si aggiungono oggetti personali e strumenti di lavoro. Inoltre, per la prima volta, vengono proposti alcuni dei suoi scritti e delle sue poesie, testimonianze preziose che sono state da sempre parti integranti del suo immaginario.

«A cinque anni esatti dalla scomparsa – afferma Angelo Crespi, Direttore Generale Pinacoteca di Brera – l’idea di celebrare non solo la carriera da fotografo, ma in primis la persona di Giovanni, mi sembra il modo migliore di rendere onore a un grande artista che ha saputo essere libero, creativo e che tutti ricordano per l’umanità e l’empatia con cui si relazionava con gli altri nella vita di tutti i giorni. Il suo talento gli permise di creare un mondo che oggi appare, nelle sale allestite di Palazzo Citterio, esorbitante e immaginifico. Come nella recente mostra di Armani, sono convinto che l’obiettivo della Grande Brera sia di essere il centro di una città in cui buon gusto, forma e misura, bellezza e senso sono i valori fondanti. Gastel ha esaltato al massimo grado lo stile di Milano allo stesso tempo rigoroso e audace».

La mostra Giovanni Gastel Rewind è l’occasione per riaffermare anche questo: il rapporto che ha legato Gastel alla sua città. Milano, infatti, non è semplicemente lo sfondo della sua storia professionale. È una vera e propria matrice culturale, familiare, sociale e creativa che ha forgiato il suo stile e il suo sguardo.

Cresciuto in un ambiente aristocratico milanese (la madre apparteneva alla famiglia Visconti), Gastel ha vissuto in una dimensione a metà tra aristocrazia e borghesia, cultura e industria, poesia e pragmatismo. Da questa alchimia è nata la sua cifra stilistica elegante, precisa, intellettuale e, al tempo stesso, leggera, ironica e libera. Milano lo ha accolto, formato, ispirato e lui ha ricambiato con immagini che ne hanno raccontato lo spirito più autentico. Non a caso Harper’s Bazaar lo ha definito «l’ambasciatore di Milano per eccellenza, il più internazionale e il più elegante».

Il suo impegno per la città è stato concreto. Ha sostenuto iniziative sociali tra cui Progetto Itaca Milano e la campagna per lo IEO di Umberto Veronesi, a testimonianza di un legame affettivo che andava oltre la fotografia.

Mostra <em><strong>Giovanni Gastel Rewind</strong></em> / Milano, Palazzo Citterio / immagine di allestimento © Giuseppe Biancofiore
Mostra Giovanni Gastel Rewind / Milano, Palazzo Citterio / immagine di allestimento © Giuseppe Biancofiore

 

GIOVANNI GASTEL REWIND

Milano, Palazzo Citterio, via Brera 12
30 gennaio – 26 luglio 2026 / prorogata al 13 settembre

Orari: da martedì a domenica, 8.30 – 19.15 (ultimo ingresso alle ore 18)

Ingresso a Palazzo Citterio: intero €12 – ridotto €8

Mostra a cura di Uberto Frigerio, realizzata da La Grande Brera con l’Archivio Giovanni Gastel, in collaborazione con l’Agenzia Guardans-Cambó.

Note biografiche

Giovanni Gastel nasce nel 1955 a Milano da Ida Pace Visconti di Modrone e da Giuseppe Gastel. Compie la sua prima formazione estetica e culturale in ambito teatrale, influenzato anche dallo zio Luchino Visconti. Recita in una compagnia sperimentale. Scrive poesie e, a soli 16 anni, pubblica Kasbah. Dal 1972 inizia a fotografare. Tra il 1975 e il 1976 comincia a produrre still life per la casa d’aste Christie’s ed elabora l’identità visiva di diverse aziende italiane.

Dai primi anni Ottanta, Gastel ha collaborato con più di 50 testate italiane e internazionali e ha pubblicato circa 170 copertine. Ha prodotto più di 500 tra campagne e cataloghi per diverse maison di moda e grandi firme di beauty, gioielli e design. I suoi 40 anni di fotografia sono stati segnati dall’uso del banco ottico e delle lastre Polaroid 20 x 25, per poi aprirsi alle tecnologie digitali di cui ha intuito le nuove potenzialità.

Nel 2002 ha ricevuto il premio per la fotografia nella manifestazione La Kore Oscar della Moda. Ha esposto in mostre personali a Milano, Venezia, New York, Mosca, Shanghai, Parigi e in Giappone.

Sono diversi i libri pubblicati, soprattutto di poesia. Nel 2015 è uscita l’autobiografia Un eterno istante per Mondadori. L’anno successivo, è uscita la monografia a cura di Germano Celant per Silvana Editoriale. Raccoglie immagini, documenti, dichiarazioni, testimonianze e opere a formare un volume inedito sulla sua storia.

 

 

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