Ca’ Bragadin a Venezia diventa il nuovo Museo Pierre Cardin

A Milano, precisamente a Palazzo Reale, è in corso una mostra intitolata Dalí e la Moda, aperta fino al 31 gennaio 2027. In una delle sale viene ricordato il Bal Oriental, conosciuto anche come il Ballo del Secolo, organizzato il 3 settembre del 1951 a Palazzo Labia a Venezia dal miliardario e collezionista d’arte Carlos de Beistegui.

A quel ballo partecipò Salvador Dalí insieme alla moglie Gala, al couturier Christian Dior e a diversi loro amici. Per l’occasione indossavano tutti costumi progettati dagli stessi Dalí e Dior con il contributo di Gala e di un giovane talento. Il suo nome? Pierre Cardin. E quello non fu che l’inizio di una sfolgorante carriera.

Non è dunque un caso il fatto che Rodrigo Basilicati Cardin – pronipote e stretto collaboratore di Pierre Cardin nonché presidente della Maison omonima – abbia individuato proprio in Venezia la città ideale in cui creare la prima casa museo Pierre Cardin. Il Museo è stato inaugurato lo scorso 3 settembre e, anche in questo caso, la data non è casuale: corrisponde ai 75 anni dal leggendario Ballo del Secolo.

In realtà, oltre a città e data di inaugurazione, non è casuale nemmeno la scelta della sede del museo. Si tratta di Ca’ Bragadin che è appartenuta a Cardin, una perla incastonata tra antichi palazzi veneziani.

Museo Pierre Cardin @ Ca’ Bragadin, Venezia (photo credit Comune di Venezia)
Museo Pierre Cardin @ Ca’ Bragadin, Venezia (photo credit Comune di Venezia)

PIERRE CARDIN, DALLA PROVINCIA TREVIGIANA ALLA GLORIA INTERNAZIONALE

Pietro Costante Cardin nasce il 7 luglio 1922 a Sant’Andrea di Barbarana, frazione del comune trevigiano di San Biagio di Callalta. È l’ultimo di dieci figli in una famiglia di facoltosi proprietari terrieri e mercanti finiti però in povertà dopo la Prima guerra mondiale. È proprio la miseria a spingere i suoi genitori a trasferirsi in Francia.

Nel 1945, Pietro (il cui nome è ormai francesizzato in Pierre) giunge a Parigi, lavorando prima da Jeanne Paquin e poi da Elsa Schiaparelli. Primo sarto all’apertura della Maison Christian Dior, è partecipe del successo del celeberrimo New Look nel 1947.

Fonda la sua casa di moda nel 1950, al 10 di Rue Richepanse. Appena tre anni dopo, nel 1953, presenta la prima collezione di alta moda femminile. La sua moda rompe con la silhouette tradizionale e privilegia linee pulite. È celebre il suo Bubble Dress o Robe Bulle, l’abito a bolle che crea nel 1954. Diventa una delle immagini più riconoscibili ed emblematiche della sua produzione e incarna perfettamente l’interesse verso le forme geometriche e un corpo ridefinito e trasformato dall’abito. Nello stesso anno, apre la prima boutique di alta moda femminile in Rue du Faubourg-Saint-Honoré, storico indirizzo del marchio ancora oggi.

Cardin diventa noto per il suo stile d’avanguardia. Negli anni Sessanta, insieme ad André Courrèges e Paco Rabanne, è uno dei principali interpreti di quella che è stata definita la moda Space Age. È anche uno dei primi couturier a credere che la moda possa rivolgersi a un pubblico molto più ampio senza rinunciare a un’identità estetica precisa. In quest’ottica, collabora per esempio con un distributore texano per sviluppare i prodotti Pierre Cardin in Nord e Sud America e successivamente in tutto il mondo.

Dalla Robe Bulle al completo Mao indossato dai Beatles (con la giacca dalla linea pulita, priva di revers e senza collo), dalla moda da cosmonauta alla moda unisex, dalla casacca con oblò alla veste in fibra sintetica termo-formata, il nome di Pierre Cardin ha oltrepassato i confini della moda.

Museo Pierre Cardin @ Ca’ Bragadin, Venezia (photo credit Comune di Venezia)
Museo Pierre Cardin @ Ca’ Bragadin, Venezia (photo credit Comune di Venezia)

PIERRE CARDIN OLTRE LA MODA E LA MAISON OGGI

Pierre Cardin progetta anche oggetti e accessori per la casa e nel 1977 sviluppa le Sculptures utilitaires. Questa serie di mobili dalle forme sinuose dimostra quanto sottile sia, nella sua ricerca, il confine tra abito, oggetto e spazio. Il suo universo diventa sempre più ampio e innovativo, tra moda, accessori, gioielli, profumi, arredamento, costumi teatrali, arte della tavola. Continua a estendere la propria influenza a numerosi ambiti della creazione, senza mai smettere di sperimentare.

Nel 1971 fonda l’Espace Pierre Cardin a Parigi, un luogo dedicato non soltanto alla moda ma anche al teatro, alla musica, all’arte e al design. Acquista e restaura il castello di Lacoste, in Provenza, legato alla storia del Marchese de Sade, e lo trasforma in un luogo per spettacoli e iniziative culturali. Nel 1990 acquista il Palais Bulles, in Costa Azzurra, composto da una successione di ambienti con pareti curve, oblò e volumi che sembrano bolle sovrapposte. Per Cardin è una sorta di manifesto della propria estetica.

Acquista anche Ca’ Bragadin, storica dimora veneziana nel sestiere di Santa Croce. La utilizza durante i suoi frequenti soggiorni in laguna perché la città rappresenta per lui un legame con le proprie origini italiane e un luogo nel quale trovare ispirazione.

La Francia lo celebra e gli riconosce varie onorificenze, dalla nomina di Cavaliere dell’Ordre des Arts et des Lettres (1983) fino alla nomina di Commendatore dell’Ordre national de la Légion d’honneur (1997), la più alta onorificenza del Paese. Anche l’Italia ne riconosce il valore conferendogli il più alto degli ordini della Repubblica, la nomina di Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana (1987).

Si spegne a 98 anni, il 29 dicembre 2020, non prima di aver compiuto un ultimo passo verso il futuro: la nomina del pronipote Rodrigo Basilicati Cardin (il cui nonno materno era fratello di Pierre) quale proprio erede.

Nato a Padova, classe 1970, Rodrigo Basilicati-Cardin è in azienda dal 1999. Laureato in ingegneria, pianista e concertista, designer di mobili e oggetti, ha diretto decine di produzioni artistiche dell’Espace Pierre Cardin. Oggi è presidente e direttore artistico della Maison. Nel gennaio 2022 ha presentato la sfilata Cosmocorps 3022 ispirata proprio allo Spazio, quel mondo tanto caro al prozio Pierre.

Museo Pierre Cardin @ Ca’ Bragadin, Venezia (photo credit Comune di Venezia)
Museo Pierre Cardin @ Ca’ Bragadin, Venezia (photo credit Comune di Venezia)

IL MUSEO PIERRE CARDIN A VENEZIA

Il nuovo Museo Pierre Cardin è ospitato proprio a Ca’ Bragadin ed è ora aperto al pubblico dopo la grande inaugurazione di inizio settembre. Il palazzo, antica dimora veneziana già proprietà di Pierre Cardin, ospita un’esposizione che racconta oltre settant’anni di ricerca estetica e innovazione a partire dal 1950, l’anno di fondazione della Maison.

Il racconto si concretizza attraverso circa 130 abiti selezionati dall’immenso archivio ed esposti accanto a gioielli, borse, accessori e numerosi elementi di design firmati da Pierre Cardin per un totale di 350 opere. L’allestimento sarà rinnovato a rotazione con nuovi pezzi proprio grazie alla vastità del patrimonio (si parla di ben 30.000 capi) conservato dalla casa di moda.

La notizia di un luogo giustamente consacrato a colui che è stato un grande esponente della moda è positiva per tutti. È un omaggio doveroso ed è una ricchezza per la città, per chi ha conosciuto e amato il Pierre Cardin degli anni d’oro, per chi studia oggi la moda. È un luogo in cui raccontare una carriera segnata da sperimentazione, innovazione e dalla capacità di anticipare linguaggi e forme della moda e del design.

«Gli abiti che preferisco – amava dire Pierre Cardin – sono quelli che ho creato per una vita che ancora non esiste: il mondo di domani».

Per credergli basta visitare Ca’ Bragadin ora Palazzo Cardin, ammirando capi che riescono a risultare contemporanei o addirittura futuristici sebbene siano stati disegnati settanta anni fa.

Emanuela Pirré

 

 

MUSEO PIERRE CARDIN

Santa Croce 2329, Calle de la Regina, Venezia
Lunedì : 14 – 18
Da martedì a domenica : 10-13 / 14-19

Dopo l’inaugurazione, il Museo è ufficialmente aperto al pubblico dal 13 settembre 2026.

In un primo periodo sarà visitabile solo su invito, compilando il modulo di richiesta che si trova nel sito (qui) e indicando un orario di visita ideale.

Le richieste saranno accolte nel limite dei posti disponibili, adattandole quando possibile ai giorni e orari di preferenza.

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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