Omaggio a Iris Apfel, icona senza età e senza tempo
Dovete sapere che c’è stato un periodo, anni fa, in cui il mio abbigliamento è stato molto estroso e colorato. Naturalmente, anche i bijou che indossavo erano particolari, grandi e decisamente evidenti. Vistosi. Talvolta anche un pochino esagerati, dai, lo ammetto.
Il nostro stile è (o dovrebbe essere) costantemente in evoluzione insieme a noi e al nostro cammino e così quel momento di esagerazione è passato. Oggi ho incanalato il mio estro in modi forse meno evidenti, più interiorizzati. Resta, naturalmente, la mia passione per la particolarità.
In quel mio periodo esagerato, diverse persone mi paragonavano a Iris Apfel. Per me quel paragone era un onore sebbene, ahimè, nessuno potrebbe essere come Iris Apfel poiché la sua personalità è assolutamente unica e irripetibile. E uso il presente intenzionalmente, nonostante la nota imprenditrice e interior designer statunitense sia purtroppo scomparsa il 1° marzo 2024 a 102 anni.
Il suo senso dello stile, la sua idea stessa di stile, la sua capacità di creare outfit in cui ogni elemento aveva un preciso senso… tutto ciò era ed è assolutamente unico. La sua visione era forse esagerata, perfino estrema, ma lontana anni luce dall’essere una semplice accozzaglia di cose.
La sola che sento non di paragonare bensì di affiancarle è la grande giornalista Anna Piaggi (1931-2012). Entrambe avevano una cultura e un senso della moda – segni, significati, forma, colore – che va oltre qualsiasi comune approccio. Entrambe esprimevano tutto ciò in maniera estremamente forte e personale ed è per questo che le pongo una accanto all’altra e non le paragono. E considero entrambe icone assolute e inavvicinabili.
Potete quindi immaginare quanto il paragone con Apfel mi riempisse di gioia. Io, però, mi sono sempre considerata soltanto una sua umile ammiratrice, lontana dal poterle assomigliare. E non solo perché il mio guardaroba si è evoluto in un’altra direzione. Ma perché lei era, è e resterà sempre unica e inimitabile, lo sottolineo ancora.
Iris Apfel o meglio Iris Barrel Apfel (Barrel era il suo cognome da nubile) era nata il 29 agosto 1921 a New York. Nel 1948 aveva sposato Carl Apfel e con lui aveva avviato un sodalizio non solo affettivo, ma anche artistico e lavorativo attraverso la creazione di una loro azienda tessile.
Nel ruolo di interior designer e disegnatrice di tessuti, aveva progettato gli interni per la Casa Bianca sotto varie presidenze, da Truman ed Eisenhower passando per Kennedy e Nixon. E fino ad arrivare a Reagan e Clinton.
Il suo successo non si limitava però all’ambiente presidenziale e si estendeva a consulenze per celebrità del calibro di Greta Garbo ed Estée Lauder.

La passione e la curiosità di Iris Apfel si sono sempre spinte oltre l’interior design.
Collezionava abiti e accessori provenienti da tutto il mondo. Ha saputo attraversare un intero secolo nonché la mutevolezza dell’estetica con grande personalità e anche senso dell’umorismo, unendo capi d’alta moda ad altri trovati grazie alle ricerche nei mercatini delle pulci. Si è distinta come spirito libero e indipendente, ignorando i diktat delle passerelle.
E cosi nel 2005 era arrivata una proposta. Il Costume Institute del Met – Metropolitan Museum di New York l’aveva coinvolta in una mostra sul suo guardaroba. Era nato così ‘Rara Avis, The Irreverent Iris Apfel’, evento espositivo rimasto in cartellone per oltre quattro mesi, dal 13 settembre 2005 al 22 gennaio 2006.
Dopo la mostra al Metropolitan, Iris Apfel era diventata un’icona globale.
Aveva iniziato a collaborare con tanti brand per realizzare capsule collection. Condivideva i suoi coloratissimi outfit attraverso i social e in particolare attraverso Instagram dove il suo account (da cui è tratta la foto qui sopra) conta oggi ben 3,1 milioni di follower. Con ironia e divertimento, Apfel condivideva anche gli omaggi dei suoi innumerevoli ammiratori che creavano outfit oppure accessori, tutti ispirati a lei e da lei.
Carl era purtroppo scomparso nel 2015, lasciandola vedova dopo ben 67 anni di matrimonio e di sodalizio a 360°. Una forte comunione, quella tra Carl e Iris, tanto che lei aveva sempre costantemente continuato a condividere il ricordo di lui anche via social. Qui ne trovate uno degli ultimi, pubblicato dalla Apfel lo scorso dicembre. «Missing my holiday party date», aveva scritto con semplicità, facendo capire quanto le mancasse il compagno di tutta una vita.
C’è perfino una Barbie creata a sua immagine e somiglianza, omaggio riservato solo ai personaggi pubblici più rappresentativi e amati. Mattel gliel’aveva dedicata nel 2018. L’anno scorso Apfel si era unita alle congratulazioni per il successo del film Barbie, sottolineando però (qui) come in quella pellicola mancasse la rappresentazione di una Barbie, ovvero lei. Indomabile Iris!
Indomabile e con una grande autoironia, tant’è che si definiva ‘geriatric starlet’ ma anche ‘the world’s oldest living teenager’. Dispensando, nel frattempo, pensieri che rappresentano oggi il suo lascito.
«More is more & less is a bore» era forse il suo motto più famoso, il manifesto del suo stile che non temeva l’esagerazione e che reputava noioso il minimalismo.
Quelle parole continuano a spiccare tuttora nel suo account Instagram.
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Ma, oltre a ciò che Iris Apfel dice nel video che condivido qui sopra, la mia dichiarazione preferita è un’altra.
«When you don’t dress like everybody else, you don’t have to think like everybody else».
Quando non ti vesti come tutti gli altri, non devi pensare come tutti gli altri. L’aveva detto in un’intervista sottolineando come esista un filo conduttore che lega ciò che indossiamo e ciò che pensiamo. Concretizzando ciò che ho sempre pensato anch’io: gli abiti sono un manifesto dei nostri pensieri. Lei ha esplorato questo concetto fino in fondo, giocando con la capacità insita in abiti e accessori di affermare lo stile – e l’individuo – al di sopra della moda.
Ecco, dunque e in definitiva, perché la amavo così tanto. È sempre stata sé stessa e il suo, di conseguenza, è un esempio che va ben oltre la moda.
In un mondo spesso dominato – soprattutto negli ultimi anni – dal conformismo e da una costante ricerca dell’approvazione altrui, non esiste nulla di più potente, di più scandaloso e di più rivoluzionario che avere la forza e il coraggio di essere noi stessi.
Desidero pertanto ringraziare questa donna per ciò che ha significato per me. Iris Apfel è stata un riferimento importante nella ricerca della mia affermazione personale.
E se qualcuno pensa che io cavalchi l’onda del momento… beh, può fare una rapida verifica anche qui nel sito. La prima volta in cui la menziono come icona e guru è in un articolo datato 2014 e da allora è riapparsa tra i miei scritti varie volte e in vari modi, per esempio nel 2016 quando scomparve un’altra icona, il fotografo Bill Cunningham. Nel 2019 ho anche condiviso una foto in cui indossavo una collana con il suo volto come parte centrale…
Con questo articolo, ho voluto dunque rendere omaggio a Iris Apfel, alla sua vita, alla sua personalità e al suo anticonformismo sebbene siano già passati quasi due mesi dalla scomparsa.
Per chi fa il mio mestiere, esiste un concetto quasi sacro che è quello della notiziabilità, ovvero l’urgenza di dare una notizia rilevante quando è fresca. Ma ci sono casi in cui la rilevanza di una persona va ben oltre una breve finestra temporale. Iris Apfel è stata una icona e le icone sono senza tempo. Dunque poco conta che siano passati due mesi dalla sua scomparsa e posso infischiarmene della notiziabilità.
Ho un ultimo pensiero, una speranza. Spero tanto che ora Iris e Carl si siano ricongiunti.
Emanuela Pirré
Post scriptum del 29 agosto 2024…
In occasione di quello che sarebbe stato il suo 103° compleanno, nel suo profilo Instagram ecco pubblicato questo video…
«It’s never too late»
Tanti auguri, cara Iris ♥
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.
Glittering comments
Bellissimo articolo, mia carissima!
Anch’io amavo tanto Iris, non mi sarei mai vestita come lei ma ti confesso che avrei voluto tutti i suoi bijoux per indossarli un pezzo alla volta. Lei, con il suo carisma ed immensa personalità poteva portarli tutti insieme, su di me ne sarebbe bastato uno, ma particolare come piacevano a lei e a me.
Oh Manu, mi ricordo il tuo periodo in cui indossavi tanti bijoux ed io ti guardavo sempre con ammirazione e senza riuscire a vederli tutti, se non nelle tue foto che mi riguardavo la sera, con quell’attenzione da detective esteta in cerca di dettagli unici.
Ecco, a me ricordavi tanto Anna Piaggi più che Iris, ma conoscendoti, penso di non averti offeso.😊
Sai cosa pensavo, magari nella prossima vita avremo la possibilità d’incontrare (oltre ai nostri cari) anche le persone che abbiamo tanto amato e a cui ci siamo ispirati. Già t’immagino a discutere con Anna Piaggi e magari a confrontarti con Mademoiselle ed io a parlare di mughetti con Monsieur Dior.
Termino con una cosa che ho scoperto da poco, nell’impero asburgico si parlava spessissimo della morte a differenza della corte di Versailles, ove l’argomento morte era totalmente bandito. Maria Antonietta non andò nemmeno al funerale dei suoi figli. Al contrario nella corte di Vienna, per Maria Teresa la morte era parte della vita e in una lettera alla giovane Mariantonietta le raccomandava di dedicare un giorno del mese a pensare e a prepararsi alla morte.
L’ho voluto fare anch’io in questo commento, ma in un modo piacevole.
Spero di non essere diventata logorroica.
Buon 25 aprile e buonanotte.😊😘
Laura carissima,
I tuoi commenti sono sempre piacevolissimi e graditissimi.
Non solo non mi hai offesa paragonandomi ad Anna Piaggi, ma anzi mi hai al contrario onorata. Arrossisco e ringrazio infinitamente. Non credo di essere all’altezza del paragone, né con Piaggi né con Apfel, ma ovviamente è per me un immenso onore che tu possa pensarla così. Ed è un onore anche leggere dell’osservazione delle mie foto che riguardavi. Wow.
Ed è molto interessante anche ciò che racconti circa la visione della morte nell’impero asburgico e presso la corte di Versailles… sì, davvero molto interessante…
Infine, mi piace l’idea che possano esserci prossime vite in cui avremo la possibilità di incontrare le persone che abbiamo amato e a cui ci siamo ispirati. A me è capitato di scrivere, in altri articoli, che spero che esista un luogo in cui persone illuminate, definiamole così, discutono amabilmente dei grandi temi della vita. Sarebbe bello poter fare parte di questo paradiso immaginato e sperato.
Un abbraccio,
Manu