Chi trova Sayang Ku (e Serena Ciliberti) trova un tesoro

In quel di Torino, vive e lavora una giovane donna: ha gli occhi azzurri, una graziosa frangia bionda, un sorriso contagioso e mani d’oro con le quali riesce a trasformare gli oggetti più disparati – metri da sarta, spolette e ditali da cucito, mollette da bucato, forcine, cucchiaini, penne e matite colorate – in monili affascinanti.

No, non è il principio di una favola, è la storia di Serena Ciliberti e del suo brand Sayang Ku.

Ripensando a quando ci siamo conosciute, non so se ridere o piangere, anzi, aspettate: sorrido decisamente perché, nonostante una neve fittissima che stava flagellando ininterrottamente la Settimana della Moda di febbraio dell’anno scorso (febbraio 2013), d’un tratto ho incontrato lei, luminosa perfino in quel giorno da lupi. È riuscita a raddrizzare una giornata decisamente storta (ero fradicia da testa a piedi), facendo sì che mi innamorassi all’istante e perdutamente delle sue creazioni.

Da allora, non ho mai smesso di indossarle: i suoi pezzi sono non convenzionali, portatori di ironia, allegria, vivacità e personalità. Se sono di cattivo umore e tiro fuori una sua collana o un suo bracciale, mi torna il sorriso all’istante.

E poi, quando porto un suo pezzo, mi succede sempre qualcosa di bello e divertente.

Una volta, alla presentazione di un libro, ho incontrato Giusi Ferré: indossavo una collana di Serena con una seggiolina bianca e la famosa giornalista (che considero un’icona) è stata attirata proprio da quel gioiello originale.

Un’altra volta, ho indossato una collana con cucchiaini sempre opera di Serena per andare a una presentazione: giunta a destinazione, ho scoperto che si trattava dell’evento di una nota marca di caffè.

Indovinate? Grazie alla mia collana sono diventata la beniamina delle ragazze dell’ufficio stampa, completamente conquistate da quel monile perfettamente in tema.

In realtà, devo confessare che colui che era allora il mio capo non era stato molto chiaro in merito e io ero dunque arrivata del tutto ignara, convinta di andare a vedere una collezione di abiti.

Serena Ciliberti
Serena Ciliberti

C’era una persona con me e può testimoniare la veridicità dell’episodio: ovviamente, ho incassato con nonchalance lo stupore per la coincidenza incredibilmente fortunata, fingendomi perfettamente padrona della situazione.

Ecco perché dico che i pezzi Sayang Ku sono portatori di cose positive e di felicità: lo sono già dal loro nome che significa “il mio tesoro” in lingua indonesiana, un tesoro che Serena costruisce e arricchisce ogni giorno grazie a quelle sue mani d’oro, mosse da un cervello di prim’ordine sempre pieno di idee scoppiettanti.

Serena è una grande appassionata di design e di architettura: queste passioni hanno fatto nascere in lei la decisa propensione verso la ricerca di oggetti originali, inconsueti, fuori dall’ordinario, dotati di una buona dose di estro e – perché no? – di eccentricità.

La sua sana stravaganza e la visione particolare le hanno permesso di sdoganare il concetto tradizionale, accademico e talvolta un po’ troppo formale (non me ne voglia nessuno) di architettura, materia nella quale lei è laureata con una tesi dedicata a Bali e al progetto di un resort.

A questo punto, capirete che la scelta non è casuale: l’Indonesia, infatti, è la sua seconda casa ed è un paese che lei ama, tanto da scegliere proprio un’espressione in questa lingua come nome del suo progetto.

Sayang Ku by Serena Ciliberti, bracciale con matite (vere!) argento
Sayang Ku by Serena Ciliberti, bracciale con matite (vere!) argento
Sayang Ku by Serena Ciliberti, bracciale con matite (vere!) nere
Sayang Ku by Serena Ciliberti, bracciale con matite (vere!) nere

Una volta conseguita la laurea, Serena ha capito che le canoniche otto ore d’ufficio e la classica carriera da architetto non facevano per lei e così ha fondato Sayang Ku che, dal 2010, è il nome del suo brand nonché quello del suo negozio a Torino.

Con Sayang Ku, porta avanti una filosofia che mira alla creazione di gioielli che siano caratterizzanti ed esclusivi restando però alla portata di tutti, consentendo “un acquisto spensierato”, come ama dire lei: il suo scopo è creare un look che punti all’accessorio rendendolo protagonista e raccontando così qualcosa di chi l’ha fatto e di chi l’ha scelto.

“L’entusiasmo che governa questo progetto – racconta Serena – non è dato solo dalla risposta positiva e concreta di cui sono prova i premi ricevuti in occasione di varie fiere istituzionali, ma dal riscontro che ricevo quotidianamente dai miei clienti. D’altronde è nato tutto così, da una creazione su misura, dall’esigenza di dare un tocco speciale, ironico e personale a ciò che si indossa tutti i giorni.”

E in effetti è così che io stessa mi sono innamorata di lei: vedere poi, in un secondo momento, la lista dei riconoscimenti e dei progetti portati avanti nonostante la giovane età non ha fatto che consolidare in me l’idea che la prima impressione fosse quella giusta, ovvero… questa ragazza ha talento!

Sayang Ku by Serena Ciliberti, bracciale fatto con rocchetti di filo
Sayang Ku by Serena Ciliberti, bracciale fatto con rocchetti di filo
Sayang Ku by Serena Ciliberti, collana con le rondelle che indicano la taglia di un capo sulle grucce: generalmente… odiose e odiate, qui diventano simpatiche! E ironiche.
Sayang Ku by Serena Ciliberti, collana con le rondelle che indicano la taglia di un capo sulle grucce: generalmente… odiose e odiate, qui diventano simpatiche! E ironiche.

“I miei gioielli attirano l’attenzione e vestono già da soli – continua Serena – e penso che sia importante poterli acquistare senza pensieri: per questo motivo faccio quanto possibile per mantenere i prezzi contenuti e alla portata di tutti. Nel creare la mia linea Sayang Ku Handmade mi diverto a utilizzare oggetti di uso comune come matite, penne tipo Bic, mollette da bucato e così via. Mi piace cambiare e mi piace assemblare i materiali e spesso un’idea nuova viene proprio dalle clienti che chiedono pezzi personalizzati per l’amica appassionata di giardinaggio o per quella sportiva.”

E, ovviamente, attraverso la sua fervida e fertile fantasia, la nostra designer riesce a trovare soluzioni per tutti, trovando la risposta (giusta) per ogni richiesta.

Questa, a mio avviso, è l’idea geniale: oggetti consueti trasformati in inconsueti grazie a un utilizzo originale e fuori dagli schemi.

Tra l’altro, Serena è una grande ammiratrice dell’architetto e designer Fabio Novembre e ha dedicato uno studio approfondito proprio a una sua celebre sedia che riproduce la silhouette anatomica femminile, dichiarandosi soddisfatta solo quando, dopo tanto lavoro, è finalmente riuscita a creare delle miniature del tutto perfette nelle proporzioni.

Come? Usando tecniche come prototipazione rapida e modellazione 3D, altri suoi campi di interesse e nei quali ama sperimentare.

Sayang Ku by Serena Ciliberti, collana omaggio a Fabio Novembre
Sayang Ku by Serena Ciliberti, collana omaggio a Fabio Novembre
Sayang Ku by Serena Ciliberti, collana omaggio a Fabio Novembre
Sayang Ku by Serena Ciliberti, collana omaggio a Fabio Novembre

Da inguaribile romantica, personalmente sono altrettanto affascinata dagli esperimenti fatti con materiali che sanno un po’ di buone cose vecchie, dalle forcine alle spolette delle quali vi ho già accennato fino ad arrivare alle carte da gioco e a certe microscopiche matite colorate che Serena scova in Giappone.

Il bello con lei è che non so mai cosa mi proporrà al nostro prossimo incontro ed è altrettanto bello l’imbarazzo che provo ogni volta davanti alle sue esposizioni: adoro (e a volte detesto) avere l’imbarazzo della scelta, tanto è ampio il ventaglio di idee tutte accattivanti.

In verità, eviterei di scegliere e porterei a casa tutto, ve lo confesso, per sorridere e per far sorridere quelli che incontro, come puntualmente accade ogni volta che indosso un suo pezzo.

E sorridono perfino le persone più composte, ve l’assicuro.

Provare per credere.

Manu

 

 

Per maggiori informazioni e per approfondire:

Qui trovate il sito di Serena, qui la pagina Facebook, qui e qui trovate gli account Instagram.

Il negozio Sayang Ku si trova in via Barbaroux 14/b a Torino (tel. 011 5611112, dal martedì al venerdì 10:30/13:30 – 15:30/19:30, sabato orario continuato 10:30/19:30, lunedì e domenica chiuso).

Serena sta inoltre aprendo un secondo negozio sempre nel cuore di Torino: da domani, sabato 29 novembre, il nuovo Sereku aprirà i battenti in Via Mazzini 8/i (tel. 011 5611112, dal martedì al venerdì 10:30/13:30 – 15:30/19:30, sabato orario continuato 10:30/19:30, lunedì e domenica chiuso).

Inoltre, la vulcanica designer porterà  le sue creazioni artigianali all’Artigiano in Fiera, la celebre manifestazione che si svolge presso Rho Fiera Milano: sempre da domani, sabato 29 novembre, e fino a lunedì 8 dicembre la troverete al Padiglione 4, Stand K153, area Giovani Designer.

Con la giornalista di moda Giusi Ferré alla presentazione del libro Maglifico, 25-02-2013: indosso una collana con sedia by Sayang Ku
Con la giornalista di moda Giusi Ferré alla presentazione del libro Maglifico, 25-02-2013: indosso una collana con sedia by Sayang Ku
Al press day Domingo Communication, 23-04-2013: indosso una collana con cucchiaini by Sayang Ku
Al press day Domingo Communication, 23-04-2013: indosso una collana con cucchiaini by Sayang Ku
All’inaugurazione del nuovo negozio Sine Modus, 21-10-2014: indosso una collana con ditali da cucito by Sayang Ku
All’inaugurazione del nuovo negozio Sine Modus, 21-10-2014: indosso una collana con ditali da cucito by Sayang Ku
Sayang Ku by Serena Ciliberti, particolare della collana con ditali da cucito
Sayang Ku by Serena Ciliberti, particolare della collana con ditali da cucito

 

 

 

 

 

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, cliché, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso, mi occupo di consulenze sempre in ambito moda e/o comunicazione e infine porto avanti con entusiasmo questo blog. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

Glittering comments

Rosamaria
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Mi piace! Perchè mi piace l’idea di non fermarmi al primo significato delle cose, e di guardare il mondo e anche (soprattutto) quello che riteniamo più semplice e banale con un occhio diverso! Evviva la creatività bella che insegna a ragionare!

Manu
Reply

E a me piace il tuo entusiasmo, cara Rosamaria!
Giuro, mi hai portato un raggio di sole in questa mattinata, in questo lunedì un po’ sottotono.
Posso esprimere una speranza? Che siano in molti a vedere le cose come te, che in molti sappiano vedere come cose semplici possano essere trasformate attraverso l’occhio magico della creatività. Hai detto bene: imparare, ragionare.
E poi, vogliamo aggiungere un altro punto a favore di Serena? Le sue sono creazioni alla portata di tutte le tasche cosa che, oggi come oggi, non guasta, no? A mio avviso è molto accattivante l’idea di avere qualcosa di inusuale a un prezzo che possiamo permetterci senza svenarci e senza farci venire rimorsi.
Ti abbraccio e ti ringrazio,
Manu

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