Papa Leone XIV nella Vogue’s 55 Best Dressed People of 2025: chi lo veste?
Dicembre è il mese in cui si fanno buoni propositi, proprio come in settembre. Si fanno anche pronostici per l’anno nuovo e non mancano, naturalmente, i bilanci, con tutto il meglio (e a volte anche il peggio) dell’anno che sta per finire.
La rivista Vogue, per esempio, stila varie classifiche e una delle più attese è, senza dubbio, quella delle personalità meglio vestite dell’anno. Nella classifica 2025 c’è un nome forse inaspettato per molti: Papa Leone XIV.
«Known for: breaking with the humble tastes of his predecessor, Pope Francis—but keeping his tailor and maintaining the papal legacy for fine-fitting liturgical vestments»: così recita la motivazione.
In poche parole, la blasonata testata Vogue sostiene che, pur rompendo con i gusti umili di Papa Francesco ma mantenendo il suo stesso sarto, Papa Leone XIV stia perpetuando l’eredità papale per paramenti liturgici di pregio. E viene dunque riconosciuta – e apprezzata – la mano del sarto che, da oltre 20 anni, crea vesti e accessori sacri indossati negli appuntamenti più importanti.
Qualcuno, forse, si scandalizzerà per il fatto che un uomo di Dio rientri in una classifica così terrena. Ma, in realtà, questo riconoscimento conferma, per l’ennesima volta, una grande verità: l’abito non è solo superficialità ma, se trattato in un certo modo, è essenza e linguaggio.
Oggi, A glittering magazine vi porta alla scoperta di LAVS, l’atelier di Filippo Sorcinelli che ha potuto vestire il Santo Padre in questi primi mesi di pontificato.
LAVS collabora in stretta sinergia con l’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice da oltre 20 anni, come già sottolineato. Sono state numerose le cerimonie officiate da Papa Leone XIV dalla sua nomina avvenuta giovedì 8 maggio 2025. Ecco una carrellata di immagini per ricordare alcune occasioni in cui ha indossato le creazioni dell’atelier guidato da Filippo Sorcinelli.


Parlare di Papa Leone XIV e della classifica di Vogue è un’ottima occasione per parlare di LAVS, di un Made in Italy autentico e nobile.
LAVS è l’acronimo di Laboratorio Atelier Vesti Sacre. Non solo: LAVS è riconducibile anche a laus che, in latino, significa lode, gloria, elogio, ovvero ciò che l’uomo rende a Dio attraverso l’opera delle proprie mani.
Con sede a Santarcangelo di Romagna, l’atelier si occupa dello studio, della progettazione e della realizzazione di vesti sacre, suppellettili e accessori per la sacra liturgia cattolica.

L’avventura di LAVS ha inizio a Mondolfo: è il piccolo borgo incantato, nella provincia di Pesaro Urbino, in cui nasce Filippo Sorcinelli nel 1975. La sua forte fascinazione per il sacro inizia già da bambino: frequentando la chiesa di paese, rimane ammaliato dai paramenti lì custoditi e dal suono dell’organo.
Intraprende un percorso di studi incentrato sull’arte. Ottiene la Licenza di Maestro d’Arte e la maturità in Arti Applicate: si diploma al Conservatorio Rossini di Pesaro, perfezionandosi al Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma. Nel corso degli anni, Sorcinelli diventa organista titolare presso le cattedrali di Fano, Rimini e San Benedetto del Tronto. Viene particolarmente apprezzato a livello internazionale per le sue capacità di improvvisazione.
Nel frattempo, osservando la zia e la sorella, entrambe sarte, inizia ad apprendere l’arte della sartoria e del ricamo. È grazie a una telefonata, arrivata sul finire del 2000, che il suo percorso lavorativo prende una nuova e inaspettata direzione. A fare la telefonata è un amico che sta per prendere i voti. Sorcinelli decide di confezionare per lui la sua prima casula, la veste liturgica dei sacerdoti. È così che, spinto dal desiderio di sperimentarsi in un territorio nuovo e inesplorato, fonda LAVS nel 2001.
La storia non finisce qui.
Sorcinelli decide anche di profumare le confezioni che custodiscono i paramenti sacri e che poi vengono spedite. Nel 2013, fonda il marchio di profumi d’arte FILIPPO SORCINELLI.
Oltre all’Atelier a Santarcangelo di Romagna, LAVS ha due negozi. Uno è a Roma, in Borgo Vittorio, a pochi passi dalla Città del Vaticano. L’altro è ad Assisi.
Così, tra la Romagna, Roma e Assisi, la migliore tradizione sartoriale italiana continua. E, come afferma Vittorio Viola, arcivescovo citato nel sito di Filippo Sorcinelli, «ogni veste coprendo svela».
A chi fosse ancora scandalizzato per la classifica Vogue, va fatto notare che il Reverendo Viola è Segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Chi più di lui potrebbe sapere quanto un abito liturgico sia essenza.
Emanuela Pirré
Crediti fotografici
LAVS by Vittorio Sorcinelli
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.