Omaggio a Carlo Petrini, il fondatore visionario di Slow Food
Nella tarda serata di giovedì 21 maggio 2026, nella sua abitazione a Bra, in provincia di Cuneo, è mancato Carlo Petrini, gastronomo, giornalista, scrittore.
Nato nel 1949, Petrini era Carlin per tutti, semplicemente. Dalla sua grande capacità di visione e dall’amore per il bene comune, per le relazioni tra gli esseri umani, per la natura e la biodiversità sono nati il movimento Slow Food, la rete Terra Madre e l’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.
«Chi semina utopia, raccoglie realtà»: sintetizzava così la sua vita. Era convinto che sogni e visioni, quando sono belli, giusti, capaci di coinvolgere e vissuti con convinzione e passione, possono essere realizzabili.
Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e di lavorare con lui dice che sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare. Amava lavorare con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia. Il tutto con energia, empatia, voglia di fare, esempio pratico e concreto.
Ha dato concretezza alle sue idee già nel 1986, quando ha fondato Arcigola, divenuta il movimento internazionale Slow Food nel 1989. L’ha fatto nuovamente quando, nel 2004, ha dato il via a due operazioni culturali e politiche: la prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo, che ha dato al cibo dignità accademica, e Terra Madre, la rete internazionale di contadini, pescatori, cuochi e scienziati presente in 160 Paesi.

Non si è fermato lì.
Nel 2011, è nato il progetto degli Orti in Africa, un modo per rivendicare il diritto delle comunità di riprendere il controllo sulla produzione del proprio cibo, tutelare la biodiversità locale e costruire sistemi alimentari giusti e resilienti, fondati sulla cultura e sulla cura. Tale iniziativa ha sostenuto migliaia di orti scolastici e comunitari in tutto il continente, coinvolgendo oltre mezzo milione di persone e ampliando l’accesso a cibo fresco e sano per intere comunità.
Carlo Petrini ha creduto profondamente nell’educazione e nel suo potere di trasformare il futuro. Proprio per questo motivo ha lavorato instancabilmente per aprire le porte dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo agli studenti africani. L’obiettivo? Contribuire a formare una nuova generazione di leader pronti a ripensare i sistemi alimentari con responsabilità, curiosità e rispetto per la diversità culturale e biologica. Attraverso le borse di studio, giovani di talento hanno la possibilità di formarsi, crescere e riportare il cambiamento nelle proprie comunità.
È stato, inoltre, co-fondatore delle Comunità Laudato si’ (2017), ispirate all’enciclica di Papa Francesco.
La redazione di A glittering magazine si unisce al cordoglio della famiglia e degli amici di Petrini, di Slow Food e dell’Università di Pollenzo per la scomparsa di un uomo rivoluzionario, visionario, coraggioso.
Diamo dunque volentieri voce alla loro volontà. Chiunque volesse ricordare Carlo Petrini e rendergli omaggio con un gesto concreto può effettuare una donazione alla Fondazione Slow Food ETS. Le donazioni verranno destinate agli Orti in Africa e alle borse di studio per l’Università di Pollenzo. Chi volesse approfondire e sapere come effettuare la donazione può informarsi qui.
Ciao Carlin, ora riposa in pace.