Ricominciano le scuole e noi vi portiamo al Museo dei Quaderni di Scuola

A settembre succede qualcosa di curioso: non cambia l’anno, eppure molte persone avvertono una sensazione di ripartenza quasi più concreta di quella che si avverte a gennaio.

Per i bambini e i ragazzi ricominciano le scuole, mentre le agende degli adulti si riempiono di nuovi appuntamenti e nuovi impegni. C’è chi decide di iscriversi in palestra, chi riprende in mano un progetto accantonato, chi sente il bisogno di cambiare qualche abitudine. Insomma, se è vero che a gennaio inizia formalmente un nuovo anno, è altrettanto vero che settembre è il mese in cui tutto riparte dopo il periodo di rallentamento e sospensione rappresentato dall’estate.

A rafforzare questa sensazione contribuisce probabilmente il fatto che, per lunghi anni e per tutti, settembre è stato realmente l’inizio di qualcosa: la scuola, appunto. Talvolta con una nuova classe, nuovi compagni e nuovi insegnanti, nuovi libri.

Quel periodo, quello degli studi, permea profondamente anche la nostra vita adulta. Corsi sportivi, programmazioni lavorative, progetti professionali e personali riprendono dopo l’estate proprio perché, fin da piccoli, abbiamo imparato ad associare settembre all’idea di ricominciare. E di ricominciare molto prima di gennaio.

La verità è che gli anni della scuola si ricordano per sempre. Nel bene e nel male, tra insegnanti e compagni, primi successi e prime sconfitte. E tra libri e quaderni, tanto che proprio da questi ultimi è nato un originalissimo museo. Si tratta del Museo dei Quaderni di Scuola, situato nel cuore di Milano in via Broletto 18.

Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)
Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)

Inaugurato nel 2024 e gestito dalla Associazione Quaderni Aperti APS-ETS, il Museo dei Quaderni di Scuola è il primo e unico polo al mondo dedicato alle memorie d’infanzia e adolescenza attraverso quaderni scolastici, diari e lettere, tutti scritti da bambini e bambine tra la fine del 1700 e i primi anni 2000.

Ma se l’inaugurazione è recente, dietro ci sono ben venti anni di lavoro. È il tempo che è stato dedicato alla raccolta, archiviazione, digitalizzazione, trascrizione, traduzione di testimonianze di infanzia provenienti dall’Italia e dal mondo. Il museo tutela oggi un patrimonio di oltre 2.500 documenti provenienti da 36 diversi Paesi. Questa ricca collezione viene regolarmente accresciuta grazie all’impegno di circa 300 volontari da tutto il mondo.

L’obiettivo è quello di valorizzare le memorie di infanzia e adolescenza e di trasformarle in strumenti di ricerca e di dialogo intergenerazionale. Nei quaderni, i bambini parlano di sé, della propria vita quotidiana, di scuola, di famiglia e di amicizia, del mondo che li circonda. Le loro narrazioni sono una porta di accesso privilegiata allo sguardo e ai pensieri dei più piccoli.

Il Museo dei Quaderni di Scuola è piccolo ma dinamico, proprio come la sua collezione in costante crescita e come le attività e i progetti dell’associazione che lo anima, tra percorsi espositivi, laboratori didattici e ricerca accademica.

I contenuti cambiano e si aggiornano costantemente, permettendo di scoprire a ogni visita qualcosa di nuovo. È rivolto a persone di tutte le età: bambini, ragazzi e adulti possono esplorare ognuno a proprio modo il museo. E possono contribuire ad arricchirlo condividendo le proprie esperienze e scambiando idee e pensieri con il personale e i volontari presenti, in uno spirito di massima apertura.

Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)
Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)

Un ponte tra generazioni utile per le famiglie

«Il momento del ritorno a scuola – spiega Thomas Pololi, direttore e curatore del Museo – è carico di aspettative, emozioni e anche qualche timore, oggi esattamente come cento anni fa. Visitare il nostro spazio in questo periodo dell’anno permette alle famiglie di vivere un momento di condivisione unico. Le parole scritte dai bambini del passato diventano lo spunto per un dialogo nuovo tra genitori e figli, avvicinando epoche apparentemente lontanissime ma unite dagli stessi sogni, dalle stesse speranze e dalle stesse paure».

Il Museo dei Quaderni di Scuola rappresenta dunque un ottimo spunto per un’attività da fare insieme a settembre, offrendo varie opportunità alle famiglie.

Permette di scoprire com’era il rientro in classe… senza schermi, per un autentico viaggio nel tempo. I bambini di oggi possono scoprire com’era la vita scolastica prima dell’avvento di tablet e smartphone, misurandosi con pennini, calamai e calligrafie rigorose. Gli adulti, invece, possono vivere un tuffo nostalgico nei ricordi dei propri anni scolastici e della propria infanzia.

Il Museo non è una semplice esposizione di vecchi quaderni, in quanto lo spazio è concepito per essere dinamico e multimediale. Attraverso installazioni sonore e dispositivi interattivi, come le Porte dell’Archivio parlanti e la Timeline dei Bambini, la visita si trasforma in un’esperienza coinvolgente e a tutto tondo.

E poi il Museo consente di trattare temi complessi, e ancora attuali, attraverso le storie del passato. Il percorso espositivo permette di sfogliare riproduzioni fedeli e interagire fisicamente con le testimonianze del passato. Per esempio, è possibile leggere i pensieri di un bambino nella Milano bombardata del 1944 oppure di una bambina del Trentino rurale del 1928, scoprendo come, nonostante il passare dei secoli, molte sfaccettature dell’infanzia siano rimaste universali.

La visita è un’esperienza particolare e diversa, che stimola l’empatia, la scoperta e il dialogo all’interno delle famiglie.

Thomas Pololi, Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)
Thomas Pololi, Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)

Le proposte educative dedicate alle scuole

Proprio in occasione del nuovo anno scolastico, il Museo dei Quaderni di Scuola riapre ufficialmente anche le prenotazioni per i laboratori 2026-2027, rinnovando la collaborazione con gli istituti scolastici. Ai docenti viene messa a disposizione un’offerta formativa di alto livello, suddivisa in due modalità di fruizione: le attività all’interno dello spazio museale e i laboratori organizzati direttamente nelle scuole.

«Con queste iniziative – racconta Pololi – vogliamo offrire a docenti e presidi uno strumento diverso e originale per catturare l’attenzione dei ragazzi. I laboratori consentono infatti di integrare la didattica tradizionale con l’esplorazione diretta delle fonti, stimolando un’empatia immediata con la memoria storica. È un modo originale per fare inclusione e appassionare gli studenti partendo dalle parole scritte dai loro coetanei del passato».

Le attività didattiche da fare nel Museo

Le visite negli spazi museali permettono un’immersione diretta attraverso vari moduli e varie proposte.

Il modulo Quaderni di guerra è un percorso nella mostra temporanea per osservare i grandi conflitti mondiali e l’impatto delle dittature attraverso gli occhi, le paure e i temi dei bambini che li hanno vissuti. Questa proposta è adatta a classi 4° e 5° della scuola primaria e alle secondarie di I grado.

Il modulo Viaggio al centro del bambino è un’esplorazione del “mondo interiore” guidata dalle parole dei coetanei di diverse epoche storiche. Dalla scuola alla famiglia, fino ai sogni e alle paure, per scoprire cosa rende universale l’esperienza infantile. Questa proposta è destinata alla classi 1°, 2° e 3° della scuola primaria.

Il terzo modulo è I bambini fanno la storia. È una grande riflessione collettiva su come è mutato il ruolo dei giovani nella società dalla fine del Settecento ai giorni nostri, avvalendosi dei contenuti della grande “parete storica” del museo. Il modulo è adatto alla classi 4° e 5° della primaria e alle secondarie di I e II grado.

Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)
Museo dei Quaderni di Scuola (courtesy Museo)

I laboratori da fare in classe

Per portare il dialogo intergenerazionale direttamente tra i banchi, il Museo ripropone due format specifici da svolgere a scuola.

Il primo è I bambini di oggi incontrano i bambini di ieri. Il format prevede che temi scolastici del passato vengano letti in classe insieme ai loro stessi autori oggi adulti. Un incontro in cui gli alunni, ponendo domande agli ex bambini, possono scoprire un’infanzia apparentemente lontana eppure ricca di parallelismi. Il format è adatto alle classi 4° e 5° della scuola primaria e alle secondarie di I grado.

E, infine, c’è I quaderni di Milano. Si tratta di una lettura delle trasformazioni urbane, dal boom economico all’inquinamento, dal traffico alla socialità, attraverso i temi scritti dai giovani milanesi del passato. Uno spunto fondamentale per stimolare i ragazzi a immaginare e costruire la Milano del futuro. Il format è rivolto alle classi 4° e 5° della primaria e alle secondarie di I grado.

Per tutte le persone interessate al Museo dei Quaderni di Scuola, nel sito ci sono le informazioni riguardanti visite, proposte, attività di un luogo davvero speciale. Perché i quaderni di scuola sono una fonte storica preziosa prodotta dai bambini, di ieri, di oggi e di domani.

Emanuela Pirré

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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