Primo maggio 2022, nono compleanno Agw

Primo maggio 2022, nono compleanno Agw ovvero A glittering woman.
E mi tocca ammettere che, ultimamente, questo mio spazio è un po’ trascurato; pensate che, l’anno scorso, ho perfino dimenticato l’anniversario…

Lo dicevo giusto qualche giorno fa a una persona: in era post pandemia, fatico a ritornare ai ritmi di prima, a rientrare nei ranghi, a riprendere certe consuetudini e credo di non essere l’unica a sperimentare sensazioni di questo tipo.
Mi è difficile portare avanti anche sito e blog: a volte guardo i numeri e, francamente, mi fanno un po’ impressione quando realizzo che spesso pubblico solo uno o due post al mese. E mi fanno impressione perché non era mai successo prima.

E dire che in passato ci sono stati mesi in cui sono arrivata a scrivere fino a 22 post in un mese.
E dire che tra ciò che insegno ai miei studenti figura anche l’uso dei CMS (Content Management System) e in particolare di WordPress, strumento che serve per aprire e gestire blog e siti e che quindi rappresenta un’utilissima risorsa tecnica.

La verità è che ultimamente sono disorientata – e anche delusa – per tante cose e su diversi fronti e quindi ne soffre la creatività, tanto che ho perfino accarezzato l’idea di chiudere questo spazio, ma la vita è strana e capita che qualcuno ci venga in soccorso in modi del tutto imprevisti.

È stato ciò che è accaduto con Giorgia, studentessa universitaria che in febbraio mi ha inviato il messaggio che vedete in apertura del presente post.

E così, in un momento di grande difficoltà, le parole di Giorgia e il valore che tali parole hanno dato al mio lavoro hanno fatto sì che io cambiassi idea – oltre a commuovermi…

Se una giovane donna che studia all’università e sta preparando una tesi importante trova utile un mio articolo (Giorgia si riferisce a questo), se ne è rimasta affascinata, se si è «sentita catapultata in una miniserie» e se mi chiede il permesso di citarmi in quella tesi (wow, che responsabilità)… beh, forse il mio lavoro ha un valore, magari minimo, e un altrettanto minimo senso.

E allora forza, avanti tutta: non si chiude, neanche se magari continuerò a pubblicare giusto un paio di post al mese, almeno fino a quando riemergerò dalle paludi del disorientamento e della delusione.

In fondo, sono sempre risorta da ogni momento di difficoltà, personale e lavorativo: ce la farò anche stavolta o st(r)avolta, come recita la scritta su un mio bracciale.

Buon nono compleanno Agw e un grazie di cuore a Giorgia che – inconsapevolmente – ha contributo a salvare la vita alla mia creatura.

Emanuela Pirré

 

 

Aggiornamento di novembre 2022…

Mi rendo conto di avere uno strano rapporto con le parole.

Posso dire di nutrire nei loro confronti un rispetto che oserei definire sacro, le scelgo con cura e attenzione perché per me non sono mai slegate da pensieri e azioni e sono dunque ben conscia del peso che le parole possono avere, nel bene e nel male; eppure riesco sempre a sorprendermi quando mi accorgo che qualcosa che ho detto o scritto ha un’influenza o un significato positivo per qualcun altro.

Come ho raccontato, quando Giorgia mi ha contattata per chiedere di usare un mio brano che l’aveva colpita, mi sono quasi stupita e ho pensato «“io? le mie parole?».

Vedere oggi proprio quelle parole nella tesi di laurea di Giorgia a proposito di gender gap in ambito lavoro e retribuzione mi fa tanto piacere e lo reputo un onore immenso.

(La foto qui sotto è presa dal suo post, 2° foto ♥)

Auguri, neo Dottoressa in Diritto per l’Impresa Nazionale e Internazionale.

Ti dono quelle mie parole con tutto il cuore e con l’augurio che ti portino bene, tanto bene.

Sono certa che la tua tesi è solo il primo passo, l’inizio di un futuro radioso e pieno di soddisfazioni, così come sono certa che saranno le donne come te ad abbattere quel gender gap che forse io non avrò modo di vedere risolto ma tu e la tua generazione sì.
O almeno lo spero. Con forza, quella che fino a oggi ho messo nel mio lavoro e nelle mie battaglie.

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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