MUD Studio Milano: la mia esperienza make-up

Lo scorso giugno sono stata invitata all’inaugurazione di MUD Studio Milano (nuova sede italiana dell’omonima scuola internazionale di make-up) e vi avevo raccontato un po’ di cose nel post che potete rileggere qui. Come spiegavo in quell’occasione, durante la serata mi hanno fatto omaggio di un voucher per provare una seduta di trucco con uno dei loro professionisti internazionali: oggi vorrei raccontarvi com’è andata.

Il mio appuntamento si è svolto con la bravissima Vanja Djuran: mi è andata a genio fin dal primo istante, sia dal punto di vista umano sia dal punto di vista professionale. Vanja ha un approccio aperto e diretto, capace di mettere a proprio agio chi ha davanti e sa mantenere un atteggiamento equilibrato che non sfocia mai in una confidenza esagerata. Pensateci un attimo: il rapporto con un truccatore è molto stretto e personale, fortemente basato sulla fiducia così come quelli con tutti coloro che lavorano sul nostro corpo, quindi l’empatia tra professionista e cliente è molto importante ed è bravo quel professionista che riesce a stabilirla con facilità e immediatezza. Mi sono fidata subito di lei, perché i suoi gesti e le sue parole profumano di esperienza e competenza. Vanja è una che ama profondamente il suo lavoro e si vede: le sue parole trasudano entusiasmo ed energia e i suoi occhi sorridono.

È stata molto generosa: si è aperta volentieri raccontandomi tante cose del suo lavoro, sia come truccatrice sia come docente MUD. È stato molto interessante capire qual è il suo approccio con gli studenti e qual è il metodo di insegnamento: mi ha colpito quanto la tecnica sia fortemente legata a un cammino di formazione personale. Mi spiego meglio: in MUD, prima ancora di dare la formazione tecnica, si pensa a dare strumenti di crescita personale che arricchiscono lo studente e che lo formano oltre l’apprendimento delle nozioni pratiche. Per esempio, Vanja mi ha mostrato degli autoritratti che ha fatto fare alle sue studentesse: questo esercizio viene fatto all’inizio e viene poi ripetuto mano a mano che i giorni passano. I risultati sono sorprendenti: tra un ritratto fatto il primo giorno e uno fatto il terzo, passano differenze abissali. Si riconosce il percorso di crescita, di acquisizione di consapevolezza personale, si vede il cambiamento. Alcune studentesse partono con un talento più forte e con una conoscenza più profonda (Vanja mi ha fatto notare l’uso di luci e ombre), ma tutte portano a compimento un percorso importante.

Sono altrettanto soddisfatta per quanto riguarda il make-up fatto su di me e devo dirvi che mi sono divertita a seguirne tutti i passaggi. Una delle cose che ho amato di più è stato il massaggio al viso che Vanja mi ha fatto prima di iniziare la fase trucco: bellissimo, avrei voluto durasse all’infinito anche perché al termine il mio volto risultava infinitamente più rilassato, con un effetto “stirato” come se fossi già stata truccata! Il risultato finale mi è piaciuto: ero io ma più ordinata e più luminosa, soprattutto per quanto riguarda occhi e pelle. Come ho già avuto modo di spiegare in precedenti occasioni, non mi piace che il trucco mi snaturi e devo potermi riconoscere, quindi non mi aspettavo miracoli da questa seduta: non volevo apparire bella o giovane, sono conscia e serena rispetto a quello che sono. Se non si è una star, a mio avviso la funzione del make-up è semplicemente quella di meglio definire i nostri lati positivi ponendoli in evidenza, non di regalarci un aspetto che non è il nostro.

In conclusione, riassumo le mie impressioni in quattro punti.

1) Posso testimoniare in prima persona la professionalità delle persone chiamate a lavorare in MUD.

2) Posso testimoniare la bontà dei prodotti usati, tutti rigorosamente MUD. Confesso una cosa che non dovrei dire: il make-up realizzato da Vanja mi piaceva così tanto che alla sera non avevo voglia di struccarmi. E così ho deciso di andare a letto così, cosa che so non andare affatto bene e che non faccio MAI, ve l’assicuro. Ebbene: il mattino dopo il trucco era perfetto, non era sbavato nemmeno sotto agli occhi e la mia pelle non appariva né sciupata, né disidratata, né “stropicciata”. Ed era salvo perfino il cuscino: i prodotti sul mio viso non si erano minimamente trasferiti. Direi che è una buona prova di tenuta e di qualità. (Amici MUD, se leggete non sgridatemi, please 😀 Non lo faccio più, prometto)  

3) Dopo la seduta con Vanja, ho chiacchierato coi responsabili MUD, approfondendo il discorso corsi, con particolare attenzione a quelli destinati al grande pubblico di non professionisti, amanti del make-up come lo sono io. Tali corsi hanno la formula di workshop della durata di tre ore e mezza e ciò che si paga è il kit di prodotti con cui lo si effettua e che rimane proprietà di chi frequenta. Quindi questi corsi non solo danno la tecnica ma lasciano già gli strumenti più idonei con cui riprodurla poi a casa propria, gli stessi che si è imparato a usare durante il workshop.

4) Un altro punto sul quale l’accademia intende spingere è la diffusione e la conoscenza della linea di make-up a firma MUD. Tali prodotti vengono studiati su indicazione continua dei professionisti che collaborano col brand e che lavorano in tutto il mondo, spesso su set cinematografici, teatrali e fotografici: l’intento di Studio Milano non è solo quello di portarne avanti la vendita, bensì quello di favorire una reale conoscenza, consigliando e guidando la clientela. Chiunque si recherà in via Casale troverà persone in grado di consigliare, affinché non si tratti di una semplice e sterile esperienza d’acquisto ma di una piccola consulenza mirata. Non verremo lasciate sole!

L’impressione positiva che avevo avuto al primo approccio con MUD in occasione dell’inaugurazione è stata dunque pienamente confermata da questa esperienza ravvicinata.

Vi lascio al racconto per immagini: tutte le foto sono di Valentina Fazio alias Vale Black Orchid (guardate qui il suo bellissimo sito che parla di tante cose tra le quali fotografia, moda, musica, arte, cucina). Ringrazio Valentina con tutto il cuore perché a mio avviso le immagini che ha scattato sono bellissime e regalano una prospettiva ulteriore rispetto alle mie parole.

Manu

P.S.: dopo le foto, trovate tutti i dettagli per contattare MUD Studio Milano, sia nel caso in cui vogliate fare un corso professionale sia nel caso in cui vogliate fare un workshop come amanti del make-up.

 

Ringrazio Vanja, C.M. e G.G.

MUD Studio Milano

Via Casale, 3/A – Milano

Tel. 02 4548 5123 oppure scrivete a info@muditaly.com

Per la pagina Facebook, cliccate qui: troverete sempre tante news sui corsi e su tutte le iniziative

Per il sito, cliccate qui

 

 

AGGIORNAMENTO DI GIUGNO 2016

MUD Studio Milano si è trasferito nella nuova sede di via Soncino 1 (traversa di via Torino).
Il nuovo recapito telefonico è 02 3659 8968.

 

 

 

 

Personal look: nelle foto indosso bracciale Tubi e collier Volt entrambi di Mara Garbin

 

 

 

 

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso e porto avanti con entusiasmo questo blog: detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

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