Aurelio Amendola è a Palazzo Reale di Milano fino al 6 settembre

Aurelio Amendola torna a Palazzo Reale di Milano a trent’anni dalla mostra personale Cappelle  Medicee. Fino al 6 settembre 2026, le sale del palazzo meneghino ospitano la mostra intitolata Aurelio Amendola. Capolavori fotografati. Burri, Vedova, Nitsch, Duomo di Milano, Bernini, Canova, Michelangelo.

L’esposizione – a ingresso gratuito – è promossa da Comune di Milano–Cultura e prodotta da Palazzo Reale in collaborazione con Associazione Culturale BUILDING. Attraverso 85 fotografie di grande formato, realizzate tra il 1976 e il 2025, la mostra celebra gli aspetti più emblematici della ricerca di Amendola. Figura centrale della fotografia d’arte contemporanea, è un fotografo che si distingue per la capacità di attraversare la storia dell’arte e trasformare la luce in racconto, con uno sguardo sensibile e intenso.

Cuore della mostra è il dialogo che il fotografo ha saputo instaurare, attraverso il proprio obiettivo, con alcuni dei più grandi protagonisti della storia dell’arte. Dalle sculture immortali di Michelangelo Buonarroti, Gian Lorenzo Bernini e Antonio Canova, fino alla forza espressiva del contemporaneo – rappresentata da Alberto Burri, Emilio Vedova e Hermann Nitsch. Le sue immagini rivelano tanto la vita segreta delle opere quanto l’identità profonda degli artisti.

A questa ricerca si affianca una sezione dedicata al Duomo di Milano con una serie di scatti inediti che indagano la cattedrale come organismo plastico e materia scolpita: non solo architettura, ma vera e propria scultura attraversata dalla luce e dal tempo. Configurandosi come un viaggio che mette in relazione pratiche artistiche e periodi storici diversi, la mostra costruisce una narrazione visiva potente e stratificata. E riesce a rileggere la storia dell’arte da una prospettiva intima e personale, interrogando la materia, il gesto e la memoria.

Installation view, <em>Aurelio Amendola. Capolavori fotografati,</em> Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola _ per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa
Installation view, Aurelio Amendola. Capolavori fotografati, Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola _ per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa

Il contemporaneo in fotografia

Il percorso espositivo si apre con un primo nucleo di 41 fotografie riunite grazie ai prestiti di prestigiose collezioni italiane e internazionali. Nello specifico la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello, la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia e Nitsch Foundation di Vienna – dedicate a tre grandi protagonisti del secondo Novecento (Alberto Burri, Emilio Vedova, Hermann Nitsch), la cui pratica artistica è profondamente legata all’azione. Nei loro lavori il gesto si fa segno, materia, energia e poi opera – traccia visibile dell’atto creativo.

Amendola li ritrae nei rispettivi atelier: ne coglie la dimensione più intima e, al tempo stesso, dinamica e restituisce la forza e l’intensità della loro arte.

Una selezione di scatti illustra le “azioni rosso sangue” realizzate da Hermann Nitsch nel castello di Prinzendorf nel 2012, condensando l’essenza della sua pratica in una narrazione più raccolta e inedita rispetto a una dimensione performativa e corale.

Di particolare rilievo sono le celebri Combustioni di Alberto Burri: nel 1976, a Città di Castello, Amendola realizza una sequenza fotografica in cui l’artista è colto nell’atto di bruciare una superficie plastica, alterandone la materia. In queste immagini emerge con chiarezza un processo creativo, in cui il gesto dà forma agli esiti.

Installation view, <em>Aurelio Amendola. Capolavori fotografati,</em> Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola _ per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa
Installation view, Aurelio Amendola. Capolavori fotografati, Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola _ per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa

Nelle fotografie del 1987 dedicate a Emilio Vedova, emerge invece il vortice generativo della sua arte. L’energia che attraversa le opere si manifesta come estensione diretta di una gestualità tesa, nervosa, ma al contempo controllata. Vedova è colto mentre si muove nello spazio dell’atelier come in un campo d’azione e il suo corpo diviene matrice del segno pittorico.

Il Duomo di Milano magistralmente immortalato

La mostra prosegue con una sala interamente dedicata a 9 fotografie del Duomo di Milano, esposte per la prima volta al pubblico. Attraverso dettagli, prospettive e giochi di luce, la cattedrale viene riletta nella sua complessità formale e forza espressiva. Nel contesto di Palazzo Reale e della sua prossimità fisica con il Duomo, la presenza di questi scatti assume un valore particolarmente evocativo. Viene rafforzato il dialogo tra immagine e luogo, rappresentazione e presenza.

Scatti scultorei, tra marmo, luci e ombre

Il percorso espositivo include inoltre 35 scatti che ritraggono alcuni dei più celebri capolavori scultorei di grandi Maestri italiani del passato tra cui Gian Lorenzo Bernini, Antonio Canova e Michelangelo Buonarroti. Attraverso eleganti giochi di luce che esaltano la superficie marmorea, le fotografie in bianco e nero di Amendola mettono in evidenza prospettive e dettagli. E offrono, così, scorci inediti dei diversi gruppi scultorei.

Dalla drammaticità del Ratto di Proserpina di Bernini, alla delicatezza del tempo sospeso nell’abbraccio tra Amore e Psiche di Canova, fino allo sguardo profondo della statua di Giuliano de’ Medici di Michelangelo. Il marmo conserva la traccia dell’intervento dello scultore, disvelandosi come materia viva e vibrante. La superficie, animata dai giochi di luce e chiaroscuro, viene ulteriormente riletta dallo sguardo del fotografo, che ne fa emergere una nuova intensità.

Installation view, <em>Aurelio Amendola. Capolavori fotografati,</em> Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola _ per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa
Installation view, Aurelio Amendola. Capolavori fotografati, Palazzo Reale, Milano, ph. Rebecca Amendola _ per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa

Cenni biografici su Aurelio Amendola

Nato a Pistoia nel 1938, Aurelio Amendola è uno dei più importanti fotografi d’arte italiani. Nel corso della sua carriera si dedica ai temi del contemporaneo, realizzando ritratti dei grandi maestri del Novecento. In particolare Giorgio de Chirico, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano, Roy Lichtenstein e Andy Warhol. Grazie al rapporto diretto con artisti come Giacomo Manzù, Agenore Fabbri, Mario Ceroli, Giuliano Vangi, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto, Claudio Parmiggiani e Mimmo Paladino realizza numerose monografie fotografiche corredate dai suoi scatti. Fondamentali i sodalizi con Marino Marini e Alberto Burri.

Parallelamente sviluppa una ricerca dedicata alla scultura rinascimentale e classica. Fotografa, quindi, opere di Donatello, Jacopo della Quercia, Luca della Robbia, Antonio Canova, Gian Lorenzo Bernini e soprattutto Michelangelo Buonarroti, cui dedica cataloghi, mostre e monografie. Il suo approccio si distingue per una visione emotiva e sensoriale, lontana dal semplice documentarismo.

Federica Santini

 

 

Palazzo Reale, Milano
Martedì – mercoledì – venerdì – sabato – domenica: 10 – 19.30
Giovedì: 10 – 22.30
Ingresso gratuito

 

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Federica Santini

Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.

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