Oltrepassare, nuova esposizione permanente del Museo Scienza di Milano
Adoro viaggiare e, quando mi sposto in auto, la passione per i viaggi incontra un’altra cosa che mi affascina molto, ovvero le grandi opere di ingegneria.
Un esempio? Ogni volta che vado in Francia attraversando il traforo stradale del Fréjus, non posso fare a meno di pensare a quanto questa opera abbia facilitato gli spostamenti da un lato all’altro delle Alpi e a come non esistesse fino a tempi recenti, ovvero fino al 1980, circa quarant’anni fa (per non confondere i due ambiti, ferroviario e stradale, specifico che quello ferroviario risale invece al 1871).
E infatti, quando parlo di storia del costume con i miei studenti, rammento loro come il concetto di viaggio per piacere sia relativamente recente: il primo motivo per cui l’uomo si è spostato è la sopravvivenza fisica ed economica (per cercare cibo o condizioni migliori) e solo dopo abbiamo iniziato a farlo per formazione, svago e divertimento.
Pensate ai Grand Tour, i viaggi intrapresi dai giovani facoltosi appartenenti all’aristocrazia europea a partire dal XVIII secolo e destinati a perfezionare il loro sapere: sia il termine turismo sia i viaggi che compiamo oggi hanno avuto impulso proprio a partire dal fenomeno del Grand Tour.
Dapprima con i cavalli, poi con carrozze, treni e infine automobili: se pensiamo alla nostra Italia e ai Paesi con cui confiniamo, possiamo affermare che tutti i mezzi di terra hanno dovuto affrontare le montagne e, nell’evoluzione dei trasporti, catene montuose quali le Alpi (che ho menzionato io stessa) e gli Appennini hanno rappresentato qualcosa da oltrepassare, un limite fisico e geografico tra i più sfidanti e rilevanti.
Prendiamo un altro traforo, quello del Sempione, la galleria ferroviaria che collega l’Italia con la Svizzera: nel 1895, i governi di Italia e Svizzera stipularono un trattato per la realizzazione di una linea ferroviaria che, passando sotto il monte Leone, collegasse Domodossola a Briga.
I lavori iniziarono nel 1898 per terminare nel 1905: sapevate che, al momento dell’apertura, era la galleria ferroviaria più lunga del mondo e che ha mantenuto questo straordinario primato per ben 76 anni?
Io l’ho scoperto grazie a Marco Iezzi, Curatore dell’Area Trasporti del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia di Milano, e ai suoi racconti in occasione dell’evento di presentazione di Oltrepassare, ovvero la nuova esposizione permanente del Museo dedicata a valichi e tunnel ferroviari.


La nuova esposizione Oltrepassare è stata pensata per esplorare le infrastrutture ferroviarie in una dimensione storica, sociale e tecnologica, ponendo interrogativi su prospettive, possibilità e anche problematiche di evoluzione e sviluppo.
E grazie al progetto triennale MULM (acronimo di Museo più lungo del Mondo), sviluppato nell’ambito del Programma Interreg di cooperazione transfrontaliera Italia-Svizzera, tale esposizione è il primo fondamentale passo verso il rinnovo progressivo e completo dello storico Padiglione Ferroviario del Museo.
«I padiglioni dedicati ai Trasporti rappresentano un patrimonio importante – ci ha spiegato Fiorenzo Galli, Direttore Generale Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, alla conferenza stampa – anche perché sono molto amati dal pubblico e iconici della nostra istituzione. Oggi necessitano di uno sviluppo, in termini di chiavi interpretative e di temi, che prendano in considerazione i grandi cambiamenti che stiamo vivendo e la contemporaneità. Viviamo ora un approccio orientato a esplorare il tema della mobilità e degli aspetti cruciali con cui si confronta il progresso dei sistemi di trasporto.»
Il filo conduttore del progetto espositivo è, appunto, il tema dell’oltrepassare.
Al centro i bypass – in particolare valichi e tunnel ferroviari – che accomunano tutte le infrastrutture di trasporto, per superare ostacoli naturali o prodotti dalle attività umane.
L’attenzione è dedicata ai più significativi valichi e tunnel ferroviari alpini e appenninici che hanno avuto il loro esordio a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.
Queste infrastrutture hanno permesso di mettere in contatto comunità e hanno collegato in modo stabile e continuativo, a prescindere dalle condizioni meteo e climatiche, persone, luoghi, territori ed economie che resterebbero altrimenti separati.


Il Progetto Quadro si focalizza sullo studio e sulla realizzazione di esposizioni dedicate al sistema dei trasporti transfrontalieri sviluppatisi nel corso dell’Ottocento e Novecento e collega il Museo con il Museo dei Trasporti di Lucerna, riunendo le progettualità di molte realtà culturali disseminate sul territorio lungo questa direttrice, valorizzando realtà locali e territori uniti dalle tematiche affrontate.
Nelle collezioni del Museo sono presenti ampie raccolte dedicate ai trasporti – terrestri, ferroviari, aerei, navali – con beni di provenienza pubblica e privata, a partire dalla metà dell’Ottocento.
L’assetto espositivo del Padiglione Ferroviario affascina ancora oggi il pubblico per l’ampiezza degli spazi e la presenza di imponenti oggetti simbolici: l’esposizione risulta fedele all’impianto originale che poneva al centro le locomotive a vapore ed elettriche accompagnate anche da parte dell’infrastruttura abilitante, ovvero stazione, massicciata e strada, sistema di segnalazione, catenaria.
Grazie a Oltrepassare, chi visita il Museo può percorrere un viaggio attraverso i tunnel ferroviari guardando dai finestrini di un treno, tra oggetti storici e contemporanei, animazioni 3D e immagini scenografiche.
Non manca il coinvolgimento anche per i più piccoli che possono spingere dei trenini lungo un labirinto di tubi colorati e costruire un tunnel con le loro mani.
La visita della nuova esposizione permanente è inclusa nel biglietto d’ingresso del Museo ed è pensata per essere realizzata sia in autonomia (grazie all’esclusiva app in realtà aumentata Train Stories della quale io avevo già parlato in un articolo per Bridge2Magazine) sia con l’ausilio di una guida.
Qui sotto vi lascio i dettagli delle attività speciali e nel frattempo auguro a tutti buon viaggio al classico grido… in carrozza, si parte!
Manu
ATTIVITÀ SPECIALI COLLEGATE A OLTREPASSARE
Attività gratuite MA con prenotazione obbligatoria al momento dell’acquisto del biglietto d’ingresso.
Chapeau il musical
Performance teatrale tratta da Chapeau il musical e ambientata negli Anni Venti del secolo scorso: stravaganti personaggi con i costumi in tinta seppia come le vecchie pellicole di una volta si aggirano in stazione. Chi partirà con l’Orient Express e chi con un treno locale?
Spettacolo prodotto da MTS – MUSICAL! THE SCHOOL, a cura di Simone Nardini e Tobia Rossi con le musiche di Antonio Torella.
Domenica 20 novembre | dalle ore 14 alle 17
Domenica 27 novembre | dalle ore 14 alle 17
VISITE GUIDATE GRATUITE COLLEGATE A OLTREPASSARE
Attività gratuite MA con prenotazione obbligatoria al momento dell’acquisto del biglietto d’ingresso.
In carrozza! Si parte – dai 3 ai 7 anni
Un percorso alla scoperta di alcuni dei mezzi di trasporto più sorprendenti delle esposizioni del Museo, ascoltando la storia e i racconti dei viaggi più avventurosi. Tra locomotive a vapore, treni e carrozze si parte tutti insieme per un viaggio divertente e pieno di sorprese.
Ogni sabato di novembre | ore 14, 16.30.
Durata 45 minuti
Dal tram a cavalli al treno a vapore: viaggiare sulla ferrovia – dagli 8 anni
Il pubblico potrà osservare tram e treni per conoscere il trasporto urbano ed extraurbano e scoprire come il mondo sia diventato più piccolo e meno solitario grazie a questi mezzi.
Ogni sabato di novembre | ore 10, 17.30.
Durata 45 minuti
Maggiori info nel sito del Museo Scienza oppure contattando il numero 02 48 555 1
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.