C’è aria d’arte al Balloon Museum

Alzati. Esegui. Lavora. Produci. Mangia. Muoviti. Veloce.

Divorati da un turbinio futuristico dettato dalla quotidianità, spesso ci dimentichiamo di respirare. Non respiriamo, non ci fermiamo, non prendiamo aria.

L’aria, libero elemento sfuggente, che non conosce catene, che nutre l’anima.

L’aria, mi manca l’aria. Ho bisogno di cambiare aria. Non si muove un filo d’aria. Mandare tutto all’aria.

Sì, forse è proprio il caso di ripartire dall’aria, di rieducarci all’elemento intangibile che viene spesso dato per scontato. C’è un luogo dove possiamo imparare nuovamente a farlo ed è proprio il Balloon Museum

Con il progetto Euphoяia – Art is in the Air, concepito dai team di Lux Entertainment e la collaborazione di Valentino Catricalà, il Balloon Museum torna nuovamente a Milano dopo tre anni. Torna fino al 15 marzo 2026 all’Area MilanoSesto. Torna prendendo campo e spazio, dedicando ben 5000 metri quadrati a un progetto espositivo colmo d’arte, stimoli, spunti e punti interrogativi.

BALLOON MUSEUM _ FOLLOW ME I THINK I KNOW THE WAY _ BY CAMILLE WALALA (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)
BALLOON MUSEUM _ FOLLOW ME I THINK I KNOW THE WAY _ BY CAMILLE WALALA (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)

Uno spazio ed un progetto artistico in cui l’aria è indomita protagonista. È lì a ricordarci che esiste, che c’è, anche se noi non la vediamo. Ci racconta implicitamente quanto siano, in realtà, fondamentali le piccole grandi cose che diamo per scontate. Ci rammenta che lei è ovunque, sempre. E ci risveglia, rieducandoci al respiro.

È proprio così che si apre questa visita: sospesi dal caos con un profondo respiro.

BALLOON MUSEUM _ ONE HUNDRED AND TWENTY _ NILS VOLKER (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)
BALLOON MUSEUM _ ONE HUNDRED AND TWENTY _ NILS VOLKER (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)

Le opere da subito parlano, bussano su spalle e coscienza, poi tacciono ed è l’aria che di nuovo prende campo. L’aria interroga in ogni spazio. L’aria riempie ogni spazio.

Ogni opera ha il proprio ruolo, il proprio spazio. Ogni opera apre un dialogo, dialogo consapevole ed in grado di raggiungere ogni interlocutore. Sì, perché ogni opera può essere letta e percepita con sfumature diverse da ogni individuo. Il bambino può coglierne l’aspetto ludico. L’adulto può spaziare tra interrogativi e divertimento, interpretando mutevolmente ogni opera.

BALLOON MUSEUM _ WORK NO 3883 _ HALF THE AIR IN A GIVEN SPACE _ BY MARTIN CREED (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)
BALLOON MUSEUM _ WORK NO 3883 _ HALF THE AIR IN A GIVEN SPACE _ BY MARTIN CREED (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)

Resta, però, un concetto condiviso, un focus: l’aria è finalmente al centro di tutto.

È nella bellezza dei pensieri sparsi e nella pesantezza delle parole non dette. È nella magia di un cielo stellato, che ci fa stare col naso all’insù. È nella chimica dell’amore, in quel compenetrarsi di cellule che ci fanno incastrare perfettamente l’uno con l’altro. È nell’energia del battito del cuore. È in un vortice. È nel caos da cui ci lasciamo travolgere. È negli spazi apparentemente vuoti che ci affanniamo a riempire, che ci sentiamo in dovere di riempire. È dentro di noi, intorno a noi, sopra di noi. L’aria è ovunque.

BALLOON MUSEUM _ SWING _ BY MOTOREFISICO (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)
BALLOON MUSEUM _ SWING _ BY MOTOREFISICO (per le immagini si ringrazia l’ufficio stampa Rota&Jorfida)

Nel progetto Euphoяia – Art is in the Air la fa totalmente da padrona. Non rimane dietro le quinte. L’aria è protagonista, assume un ruolo fondamentale.

Che sia il lato ludico, che sia quello introspettivo, che sia uno sbalzo di meraviglia, al Balloon Museum, attraverso un magistrale percorso artistico, l’aria diventa finalmente tangibile. E, osando ribaltare la celebre citazione di Antoine de Saint-Exupéry, l’essenziale diventa, finalmente, visibile agli occhi.

Federica Santini

 

 

 

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Federica Santini

Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.

Glittering comments

Carla Chiacchietta
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Dobbiamo ripartire dall’aria per ristabilire un equilibrio dentro di noi. Impariamo di nuovo a respirare. Bellissimo articolo e museo assolutamente da visitare

Emanuela Pirré
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Bellissimo pensiero, cara Carla.
Noi di A glittering magazine lo sottoscriviamo, con tutto il cuore.
Grazie ♥

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