I gioielli Guendalina Fil by Guendalina Filardo e la bellezza dell’irripetibilità
Diamanti, rubini, smeraldi, zaffiri, acquemarine, spinelli, tormaline Paraiba. Peridoti, granati, opali, citrini, ametiste, labradoriti, turchesi. Sembra – ed è – un elenco di meraviglie infinite. Ed è anche l’universo di Guendalina Filardo, fondatrice del brand Guendalina Fil.
A Guendalina desidero dare fin da subito una definizione ben precisa: designer di gioielli e, prima ancora, gemmologa. Non è una precisazione da poco e racconterò perché.
Milanese di nascita, Guendalina Filardo è una bambina quando rimane affascinata dalla luce emanata dai gioielli esposti nelle vetrine del centro. «Il mio sogno – racconta con un sorriso – era quello di regalare alla mia mamma dei gioielli che le illuminassero il viso».
Un sogno che cresce insieme a lei e che lei insegue, conservando un po’ di quella dolcezza infantile e accompagnandola con una buona dose di determinazione. Studia design del gioiello, prima a Milano e poi a Roma, la città in cui realizza le sue prime creazioni. Disegnare le piace, eppure non le basta: vuole capire fino in fondo cosa c’è dietro quella luce di cui si è innamorata da bambina. È così che approda allo studio della gemmologia, la scienza che studia, identifica, classifica e valuta le gemme.
La gemmologia è una disciplina fondamentale per il mercato dei preziosi e per la tutela di chi li acquista, cosa che sta molto a cuore a Guendalina. Essere gemmologi implica avere competenze tecniche di mineralogia, chimica, fisica e permette di perseguire vari obiettivi. Primo, permette di stabilire l’autenticità di una gemma. Secondo, consente di scoprire se una pietra abbia subito trattamenti artificiali, per esempio riscaldamento o irradiazione (e su questo tornerò a breve). Terzo, permette di valutare parametri tra cui caratura, colore, purezza, taglio (quest’ultimo soprattutto per i diamanti).
Approcciando e studiando questa scienza, Guendalina se ne innamora profondamente. Oggi, in qualità di gemmologa stimata, viene interpellata per valutare pietre anche oltre l’ambito del brand che ha fondato.

Ma torniamo al percorso che l’ha portata a fondare il suo brand.
Nel 2012 arriva un’ottima opportunità: collaborare con un laboratorio specializzato nello studio delle pietre a New York. Questa collaborazione le permette di conoscere il mercato d’oltreoceano, viaggiando nelle principali città del Nord America.
Qualche anno dopo, nel 2015, è un’amica a invitarla a Dubai. Guendalina capisce che quella può essere la piazza ideale in cui far nascere la sua linea. Dopo avere creato una rete di contatti e di collaboratori di rilievo, nel 2019 lancia il brand Guendalina Fil, con sede negli Emirati Arabi Uniti.
Guendalina si descrive come «un arlecchino», proprio come la maschera con cui la mamma amava vestirla a Carnevale: è curiosa ed è amante dei colori. Continua a essere affascinata dalle pietre perché emanano una luce particolare. E, soprattutto, perché possiedono caratteristiche che le rendono differenti l’una dall’altra: ogni gemma è unica. È per questi motivi che il suo brand le mette al centro di tutto il processo creativo.
«Le imperfezioni e le nostre peculiarità – racconta Guendalina – ci rendono unici. L’unicità è ciò che ci distingue gli uni dagli altri e dovremmo valorizzarla, così come accade alle pietre naturali che sono belle perché ciascuna è irripetibile. Prendiamo, per esempio, le inclusioni: non sono difetti, bensì caratteristiche distintive. Sono piccole tracce di storia che rendono unica ogni gemma».

L’amore per unicità e autenticità ha portato Guendalina a fare una scelta molto netta per il suo brand: lavorare esclusivamente con gemme naturali e rigorosamente non trattate.
Cosa significa? Le pietre preziose naturali possono avere pori e fratture e questi possono essere riempiti artificialmente, per esempio con resine o polimeri. Lo scopo? Migliorare trasparenza e stabilità. Ebbene sì, molte pietre subiscono questi trattamenti, rendendo quelle non trattate più rare.
Ed è qui che la grande competenza da gemmologa di Guendalina fa un’enorme differenza: quando sceglie le gemme con cui lavorare, verifica che siano “no heat” (non riscaldate) e “no filling” (non iniettate o riempite).
Tutto ciò fa sì che le creazioni Guendalina Fil possano essere certificate IGI, acronimo di International Gemological Institute, ovvero uno dei maggiori fornitori indipendenti di servizi di certificazione e accreditamento al mondo fin dal 1975.
Si può affermare senza tema di smentita: in Guendalina Fil, la pietra arriva prima ancora del design. Le collezioni del brand nascono partendo sempre dalle pietre: «appena ho in mano una gemma, percepisco le sue vibrazioni e conseguentemente immagino il gioiello», racconta Guendalina.
Nasce così l’universo di Guendalina Fil, un universo fatto di collane, anelli, bracciali, orecchini declinati in oro giallo, rosa, bianco e nero brunito, perché ogni pietra è valorizzata al meglio da una delle diverse colorazioni dell’oro. E nonostante le gemme siano le grandi protagoniste, il design non è certo lasciato al caso ed è altrettanto particolare. E curato.
Gli anelli, per esempio, hanno un gambo tipico che contraddistingue il brand. E poi, nella collezione Serendipity (che Guendalina mi ha confessato essere quella che occupa un posto speciale nel suo cuore), le pietre appoggiano su un letto obliquo, con una inclinazione segreta. È un dettaglio che permette di valorizzare al massimo la luce.

Un ulteriore punto forte è il servizio tailor made: gioielli realizzati su misura, secondo i desideri e i gusti del cliente. Gioielli che prendono forma grazie all’empatia che Guendalina riesce a creare e che porta chi la sceglie ad aprirsi con lei, a raccontarsi. Nasce così un gioiello unico e irripetibile, per la pietra che lo caratterizza e anche perché creato ad hoc per la persona che lo indosserà. Per vestirne non solo le dita, il polso, il collo, i lobi, ma anche la personalità.
Oggi il brand Guendalina Fil è presente negli Emirati Arabi Uniti con un suo atelier a Dubai. L’obiettivo per il prossimo futuro è quello di espandersi in Europa, partendo dall’Italia e in particolare da Milano. Ed è così che ho incontrato Guendalina, in occasione di una presentazione in quella che è la sua – e la mia – città, il luogo in cui tutto è iniziato. Ora, dopo un lungo viaggio che l’ha portata a girare il mondo, Guendalina (ri)porta qui il suo brand.
La prossima tappa? Il mercato americano. Un sogno ambizioso? Sì, ma è evidente come Guendalina Filardo non abbia paura di sognare e osare. Perché, come dice lei con uno dei suoi sorrisi, i sogni possono avverarsi. Parola della bambina che voleva far brillare la sua mamma.
Un’ultima cosa. Ho parlato della certificazione IGI, ma Guendalina stessa ha recentemente ricevuto un prestigioso riconoscimento. Si tratta del certificato in Colored Stone Essentials (qui) attribuitole dal GIA – Gemological Institute of America. Fondato nel 1931, è la massima autorità mondiale in materia di diamanti, pietre colorate e perle. L’ho dichiarato da subito, la gemmologia è il cuore di questa storia.
Se volete seguire Guendalina Fil, qui trovate il sito. E qui trovate il profilo Instagram dove, tra l’altro, Guendalina pubblica una serie di video intitolati Gemology notes, perfetti per chi vuole imparare sempre di più sul meraviglioso mondo delle gemme.
Emanuela Pirré
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.