My Juice Coldpress: i succhi di Matilde vanno ben oltre i buoni propositi
Image courtesy My Juice Coldpress
Ci sono due particolari momenti in cui quasi tutti esprimiamo buoni propositi e auspici di cambiamento.
Il primo momento è il mese di settembre quando, terminate le vacanze estive, gli studenti rientrano in classe e i lavoratori fanno ritorno alle loro abituali occupazioni professionali.
Il secondo momento è il mese di gennaio quando, archiviate le lunghe feste natalizie, tutti inauguriamo davvero un nuovo anno. Da calendario, insomma, e non solo percepito come accade invece a settembre.
In entrambe le occasioni, fioccano i buoni propositi: iniziare ad andare in palestra o in piscina o a correre all’aperto, iscriversi a quel corso di ballo a lungo agognato (o di canto o di altro ancora), leggere i libri impilati da tempo sul nostro comodino, trovare più tempo per noi stessi e per i nostri cari, abbandonare le abitudini poco sane…
Potrei continuare all’infinito, esiste un’ampia gamma di propositi e ognuno ha i propri.
Mi sono accorta che, più o meno volontariamente e consciamente, ho scritto abbandonare le abitudini poco sane.
Forse perché, come molti altri, anch’io sono conscia di fare cose che non rientrano in uno stile di vita che definirei sano.
Ma tra l’essere consci e il mettere in pratica… c’è una bella differenza.
E dunque, sebbene io sia iscritta in palestra e – udite udite! – ci vada anche regolarmente (lo giuro!), ho un sacco di altre abitudini non molto sane: mi piace (troppo) mangiare (nel senso che ho un robusto appetito), mi piace concedermi un bicchiere di vino o una birra (sebbene mai io ne abusi), fumo (anche se saltuariamente), lavoro con ritmi infernali, spesso dormo troppo poco, passo troppo tempo su Internet (scusa ufficiale il lavoro, ma la verità è che mi piace perché annulla qualsiasi limite fisico, geografico e temporale).
Aggiungo che non sono il massimo della precisione e della puntualità nel fare controlli medici e ho già confessato in passato di essere pigra quanto a certe abitudini inerenti la beauty routine, tipo mettermi la crema viso o la crema corpo. Però mi strucco per bene ogni sacrosanta sera, giuro anche questo.
Insomma, direi che non brillo quanto ad auto-disciplina…
È vero, a certe cose non posso (al momento) porre rimedio (amo Milano, la mia città, e amo viverci e lavorarci, quindi mi tocca convivere con lo smog sebbene io sogni una terza età con vista mare); per altre potrei invece provare a darmi una regolata.
Per esempio, potrei iniziare a mangiare meglio, finalmente, in modo più ordinato e morigerato, oppure potrei rinunciare a quelle sigarette che, sebbene siano poche, sono comunque veleno che si somma allo smog meneghino.
Oppure potrei iniziare a prendermi più cura della mia pelle, anche considerando che noto i primi segni di cedimento, come se epidermide, contorno occhi e contorno viso stessero tentando di mandarmi dei messaggi: «finora hai approfittato della tua buona stella (e di una genetica amica) ma ora BASTA».
Tra l’altro, correggere l’alimentazione aiuterebbe sia a livello fisico (=peso) sia a livello di pelle: come dicevano i nostri antenati spesso più saggi di noi (sicuramente più di me), siamo ciò che mangiamo.
Come vedete, non ho invece citato la possibilità di ridurre l’uso di Internet né di rallentare i ritmi lavorativi: sono sufficientemente onesta da ammettere che non esiste possibilità che io lo faccia a breve termine. Diciamo che potrei almeno provare a concedermi qualche ora di sonno in più.
Per essere completamente sincera, ammetto che a tutto ciò penso non solo a settembre o a gennaio, ma ogni volta in cui conosco qualcuno che riesce a trasformare i buoni propositi in realtà, soprattutto quando quel qualcuno arriva da un percorso simile al mio: ecco, in tal caso tocco l’apice quanto a senso di colpa…
Visto che siamo – per l’appunto – ai primi di gennaio, cosa che significa che siamo (quasi tutti) reduci da un tour de force a base di mangiate extra e nottate infinite, ho pensato che è il momento perfetto per raccontarvi di una persona che ho conosciuto proprio poco prima di Natale: si chiama Matilde Castellini ed è la fondatrice di My Juice Coldpress Milano.
Prima di tutto, vi confesso che Matilde è il tipo di persona che mi piacerebbe essere: è disciplinata ed è determinata a percorrere una strada salutare dopo anni di un’esistenza abbastanza simile alla mia.
Sì, perché Matilde ha lavorato per tanti anni nella moda, nel suo caso con un percorso importante, ed ecco perché ho appena parlato di senso di colpa.
«Stanca della moda parigina – racconta con un bel sorriso – sono tornata a Milano per diffondere qui quello che per me ormai è uno stile di vita. Ho creato MyJuice perché credo nelle proprietà benefiche e curative della frutta e verdura cruda, perché credo nel rispetto della terra, ma soprattutto credo nel rispetto di noi stessi. Preparo i miei estratti usando solo frutta e verdura 100% bio, collaboro solo con produttori e coltivatori locali che hanno la mia stessa passione, attenzione e rispetto per la terra. Il risultato finale è un estratto buono e che fa bene.»
Signore e signori, questa è coerenza: chapeau a Matilde perché anche la coerenza (quella vera) è una forma di talento, quel talento del quale tanto mi piace raccontare.

Il nostro corpo è una macchina dal funzionamento affascinante e praticamente perfetto, con una capacità di rigenerazione straordinaria: in assenza di particolari patologie, basta metterlo nelle condizioni migliori affinché continui a essere in grado di svolgere il proprio lavoro tranquillamente.
Le cattive abitudini che io stessa ho elencato – smog, stress, tabacco, alcool, alimentazione scorretta – producono un aumento delle tossine nel nostro corpo: siamo intossicati (ovvero affaticati e privi di energia) nel momento in cui vi sono più tossine di quelle che il corpo riesce a eliminare.
Gli estratti My Juice Coldpress sono stati appositamente studiati da Matilde per diminuire il livello di tossine e facilitare il processo naturale di disintossicazione: la qualità della vita, la salute e il benessere del nostro organismo possono essere migliorati grazie a uno stile alimentare sano, equilibrato, attento all’ambiente e – perché no – versatile e gustoso (posso testimoniarlo, ho assaggiato).
Per questo Matilde coltiva (direi quasi letteralmente!) la passione per la frutta e la verdura cruda: questi cibi, alla base della piramide alimentare, sono ricchi di acqua, vitamine A e C, sali minerali e antiossidanti, gli elementi che il nostro corpo richiede per funzionare armoniosamente.
Da questa passione e dalla continua ricerca sono nati i succhi My Juice Coldpress, 100% biologici (con certificazione disponibile sul sito, vi metto il link anche qui), senza coloranti e senza conservanti: gli estratti sono ottenuti con un procedimento di spremitura a freddo partendo da frutta e verdura provenienti da piccoli coltivatori agricoli di tutta Italia, rigorosamente selezionati.
Matilde sceglie agricoltori che salvaguardano la natura nell’intera filiera produttiva a partire dal seme e che prediligono la qualità alla quantità, scegliendo le varietà più idonee al terreno, osservando la rotazione quadriennale dei campi, limitando al massimo l’utilizzo di fertilizzanti ed erbicidi nonché la dispersione di acqua nell’irrigazione.
Queste pratiche rispettose del territorio danno luogo a un raccolto che segue il ritmo delle stagioni e che si distingue per la freschezza, il gusto e l’integrità di frutta e verdura: questo è il valore aggiunto che Matilde ha voluto dare ai suoi succhi My Juice Coldpress che, al momento, sono presenti sul mercato con due diverse tipologie di prodotto.
La prima tipologia è My Juice fresco, ideato per la vendita diretta e per esclusive realtà meneghine tra le quali Bvlgari Hotel Milano, Terrazza Gallia Excelsior, Atellani Luxury Apartments e Pavé Milano: in questo caso, la shelf life (ovvero la durata del prodotto) è di quattro giorni.
La seconda tipologia è My Juice HPP enhanced, ottenuto attraverso un processo di pastorizzazione a freddo ad alta pressione: tale processo è stato implementato appositamente per permetter di mantenere il più a lungo possibile tutte le proprietà organolettiche, nutritive e sensoriali.
Matilde può così offrire dei succhi di qualità pari al fresco comodamente confezionati: il sistema HPP abbatte tutte le cariche di microrganismi, evitando trattamenti a temperature elevate (come la tradizionale pastorizzazione) e riuscendo così a mantenere inalterate tutte le qualità delle materie prime. La shelf life sale a tre settimane.
I succhi My Juice HPP enhanced sono presenti attraverso alcune realtà dedicate alla distribuzione biologica: il Centro Botanico San Marco Milano, i supermercati NaturaSi (con 10 punti vendita a Milano), Cortilia, Eqvita a Monte-Carlo.
In che modo possiamo introdurre gli estratti My Juice Coldpress nella nostra vita?
Dipende dalle nostre esigenze.
Ci sono le acque e gli estratti da consumare quotidianamente, sani e buoni.
Se in questo momento, dopo le festività, sentiamo il bisogno di una strategia di impatto, possiamo invece provare quella che Matilde ha chiamato la cura detox, studiata appositamente per diminuire il livello di tossine e facilitare il naturale processo di disintossicazione: volendo si può fare una volta al mese, per una durata da uno a tre giorni.
Ci sono poi i kit fitness adatti agli sportivi, perfetti per poter reintegrare vitamine e sali minerali persi durante l’attività fisica e aiutare così il corpo a migliorare le proprie performance.
Ho davvero apprezzato l’entusiasmo e l’energia che caratterizzano Matilde e allora ho fatto un pensiero: se tutto ciò deriva dalla rinuncia alle cattive abitudini, forse questo gennaio 2019 è il momento in cui cui devo smettere di trovare scuse e passare ad attuare i buoni propositi.
Se la pensate così anche voi, vi lascio il sito di My Juice Coldpress (attraverso il quale potete anche acquistare con consegna a domicilio), la pagina Facebook (dove trovate anche i video che riguardano i produttori scelti da Matilde) e l’account Instagram.
In fondo, dopo i bagordi di inizio anno, la primavera è davvero vicina: lo sapete, non voglio nemmeno sentire nominare la cosiddetta prova costume, un’idiozia che per me non esiste, ma credo invece fermamente nel risveglio che la bella stagione porta con sé.
E allora è meglio iniziare a pensarci ed evitare di farci cogliere impreparati.
Manu
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.