L’intuizione (geniale) di air up messa al servizio della nostra idratazione
Sono una persona a cui piace entusiasmarsi.
Mi entusiasmo davanti alla bellezza in tutte le sue molteplici manifestazioni, per esempio, e mi entusiasmo davanti al talento e alle sue sfaccettature.
Può sembrare facile solleticare il mio entusiasmo ma in realtà non è così: magari al momento sì, ma non quello duraturo, quello che dopo settimane o mesi mi fa ancora pensare «sì, questa è un’idea davvero nuova, diversa e geniale».
E infatti era un po’ che, davanti alla presentazione di qualche cosiddetta novità, non mi entusiasmavo quanto lo sono stata e lo sono per air up. Perché air up system è davvero una novità, è davvero un concetto innovativo e diverso.
Un’intuizione, l’idea e il coraggio di metterla in atto: per air up, start-up tedesca che è irrotta come una bomba nel segmento beverage, la storia è iniziata in modo semplice ma anche fuori dagli schemi, perché a volte basta riconsiderare qualcosa che si conosce già, magari attraverso un nuovo punto di vista.
E air up ha scelto di concentrarsi sul modo in cui consumiamo l’acqua, puntando a un aspetto spesso tralasciato: il gusto.
Diciamolo pure, a tante persone l’acqua non piace: potrebbe sembrare una questione non di grande rilievo ma non lo è, perché chi non ama l’acqua tende a non berla.
L’avversione verso la semplice acqua diventa infatti un problema perché idratarsi è importante e farlo in maniera salutare – ovvero evitando zuccheri aggiunti, additivi chimici e coloranti – lo è ancora di più.
Ma un problema può diventare un’idea che aspetta solo di essere pensata ed è nata proprio così air up system, una borraccia riutilizzabile che coniuga la salute del mondo e quella del corpo senza rinunciare all’importanza del piacere.

Ora voi mi direte – giustamente: perché questa borraccia è così innovativa e perché ti entusiasma così tanto?
Il fatto che le borracce siano accessori irrinunciabili è ormai assodato: ce ne sono di tutti i tipi e in tutti i materiali.
Ci sono anche quelle che ci ricordano di bere, sì, ma c’è una cosa fondamentale: nessuna borraccia fa davvero venire voglia di bere a chi nutre avversione per l’acqua.
Con air up è tutta un’altra storia.
Come mai? Perché l’acqua non è mai la stessa: cambia sapore, pur rimanendo acqua, titillando la fantasia e accendendo le sinapsi gustative con una serie di abbinamenti deliziosi senza zuccheri aggiunti, additivi chimici o coloranti.
Magia? No, solo scienza e permettetemi di raccontarvi come ciò avviene.
Siamo abituati a pensare al gusto come al risultato della semplice stimolazione delle papille gustative, ma la realtà è più complessa: per garantire l’accurata percezione e differenziazione di sostanze e gusti diversi, le sole papille non sono sufficienti e serve la collaborazione di altre cellule, le cellule olfattive retronasali.
Quello che noi chiamiamo comunemente gusto è in realtà la raffinata integrazione di stimoli chimici ed elettrici verso la nostra corteccia cerebrale: questi stimoli arrivano prevalentemente dalle cellule olfattive retronasali contenute nella cavità orale che captano le molecole disperse nell’aria, mandando l’informazione al cervello il quale la codifica come sapore a livello corticale.
Per air up questo è stato il punto di partenza per ideare il suo air up system, una borraccia riutilizzabile che unisce la salute del corpo all’irrinunciabilità del piacere.
In quale modo? Il segreto sta in un pod aromatico da fissare alla borraccia, una sorta di capsula che assomiglia alle capsule per fare il caffè, giusto per intenderci e per fare il paragone con qualcosa che ci è familiare, anche se c’è una grossa – anzi grossissima – differenza.
Quando si beve, attraverso il boccaglio della borraccia air up passa un flusso d’aria che si aromatizza grazie al pod, arricchendosi di molecole che accompagnano l’aria all’interno della bocca dove vanno a stimolare le cellule olfattive retronasali… et voilà, l’acqua cambia sapore senza che in realtà venga aggiunto niente di fisico o concreto.
È come se fosse un gioco che appaga le nostre cellule olfattive e pertanto le nostre papille senza appesantirci con zuccheri, additivi, coloranti.

Il sistema air up è disponibile in versione starter kit che include una borraccia in Tritan senza BPA declinata in vari colori e una selezione di pod aromatici.
Il Tritan è un polimero privo delle dannose componenti presenti nel policarbonato (la comune plastica) quali i bisfenoli (BPA): è stato brevettato nel 2007 dalla Eastman Chemical e ha dimostrato la sua assoluta sicurezza nel contatto con cibi e liquidi alimentari.
Anche se esposto ai raggi solari o alle alte temperature non rilascia alcuna sostanza chimica e inoltre, comparato a vetro e alluminio, è ancora più pratico. Riciclabile al 100%, il Tritan è più leggero, più resistente alle cadute (che frantumerebbero il vetro e ammaccherebbero l’alluminio) e alle temperature più rigide. Last but not least: si rivela particolarmente innovativo per bottiglie e borracce per la sua trasparenza.
I pod sono acquistabili separatamente e disponibili in 20 sapori che variano dalla frutta fino al caffè per un’esperienza gustativa a 360° destinata a soddisfare i desideri di ciascuno. Tutti i pod contengono aromi naturali estratti da frutti, piante e spezie.
A questo punto… siete curiosi di sapere chi ha pensato a tutto ciò?
Tutto è iniziato sui banchi dell’Università di Design della città tedesca di Schwäbisch Gmünd: è qui che Lena, co-fondatrice e oggi Chief Evangelist e CCO, e Tim, il CTO, si sono incontrati e hanno iniziato a sviluppare la forma mentis che li ha poi portati, nel 2018, a fondare air up.
La loro tesi di laurea (intitolata “La neuroscienza incontra il design”) ha affrontato la tematica dell’alimentazione scorretta in relazione allo sviluppo di patologie come diabete, obesità e malattie coronariche. E per limitare l’utilizzo di zuccheri aggiunti nelle bevande Lena e Tim hanno proposto proprio di sfruttare le proprietà dell’olfatto retronasale.
Per trasformare l’idea in realtà è stato fondamentale l’aiuto di Fabian, adesso COO per l’azienda: il suo background da nutrizionista sostenuto da un percorso come studente di tecnologia alimentare è stato fondamentale per passare dalla teoria alla pratica. Sin da subito entusiasta del progetto, protagonista anche della sua tesi di master, Fabian è riuscito a sviluppare l’idea di Lena e Tim, aiutandoli a creare la borraccia e i supporti necessari; inoltre, grazie alla sua esperienza in un ristorante stellato Michelin, ha dato un imput importante alla ricerca dei giusti equilibri olfattivi necessari a creare pod che risultassero deliziosi.
La squadra si è poi allargatapoi grazie all’arrivo di Jannis, economista di impresa, e Simon, con all’attivo esperienze con start up in ambito beverage: grazie a queste new entry, oggi rispettivamente CEO e CCO, è stata portata a termine l’elaborazione del business model di air up e nel 2019 è iniziata finalmente la produzione in serie dell’air up starter kit.

A oggi air up è stata classificata tra le 25 start-up contraddistinte per la crescita più rapida in Germania (2020) e tra le 10 piccole-medie imprese più innovative (2021).
I pod aromatici venduti finora hanno aromatizzato più di 85 milioni di litri di acqua e, di conseguenza, hanno reso possibile un risparmio di oltre 85 milioni di bottiglie di plastica da 1L, facendo sì che i consumatori evitassero di assumere oltre 2.465 tonnellate di zucchero.
Il team, che ormai è arrivato a 170 dipendenti, ha già raggiunto con successo i mercati di Germania, Francia, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito, Lussemburgo: è ora arrivato anche in Italia per condividere sempre più la propria filosofia.
Questa filosofia racconta la scelta di un lifestyle salutare, ma pieno di piacere grazie a una borraccia che posso definire sostenibile e dei pod che giocano non con la salute ma con la sfera della percezione: il risultato è solo acqua, ma acqua appetitosa.
Insomma, si può essere appagati senza svantaggi per la salute: ditemi se tutto ciò non è un’idea davvero diversa, contemporanea quanto innovativa.
E ditemi se è qualcosa per cui vale la pena di entusiasmarsi, come mi sono entusiasmata quando ho avuto l’opportunità di conoscere di persona Lena e il team in un incontro a Milano. Lo sono ancora oggi, entusiasta, tanto da volerlo condividere.
Se volete sapere proprio tutto di air up, non mi resta che lasciarvi il link del sito.
Manu
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.