La Madonna di San Simone è in mostra a Milano a Palazzo Marino

Torna da oggi, mercoledì 4 dicembre, la grande mostra di Natale a Palazzo Marino a Milano. Tocca quest’anno a un grande capolavoro del Rinascimento italiano ed europeo: La Madonna con il Bambino e i santi Simone e Giuda, nota come La Madonna di San Simone e dipinta da Federico Barocci.

L’appuntamento con la grande arte è diventato ormai tradizionale. Regala ogni anno un’esposizione gratuita allestita in Sala Alessi, lo storico salone di rappresentanza del Comune di Milano.

Si tratta di ciò che possiamo definire one painting show, una mostra di un quadro soltanto ma tanto straordinario da reggere un intero evento.

La Pala di San Simone è un’opera giovanile di Federico Barocci (1535-1612) da lui realizzata verso il 1566 – 1567. È grande anche in senso fisico, visto che il dipinto è alto quasi tre metri (precisamente… 279×187 cm).

Qui a Milano è posto all’interno di un allestimento realizzato dall’architetto Franco Achilli con un disegno dell’illustratore Carlo Stanga che evoca il borgo di Urbino ovvero il luogo dal quale proviene. In origine il dipinto sovrastava infatti l’altare della settima cappella della chiesa urbinate di San Francesco. Oggi si trova alla Galleria Nazionale delle Marche di Urbino. A completare il grande disegno di 11 metri per 6 ci sono anche luci e musica.

La mostra resterà aperta fino al 12 gennaio 2025. I visitatori saranno accolti da guide esperte che li accompagneranno in gruppi con visite guidate gratuite.

Mostra <em><strong>La Madonna di San Simone</strong></em> / sopra l’allestimento con la grafica di Carlo Stanga / sotto il disegno autografo di Barocci per la <em>Madonna del Popolo</em> <strong>(tutte le foto ©Pietro Cassini)</strong>
Mostra La Madonna di San Simone / sopra l’allestimento con la grafica di Carlo Stanga / sotto il disegno autografo di Barocci per la Madonna del Popolo (tutte le foto ©Pietro Cassini)

L’esposizione è arricchita da un prezioso disegno autografo di Barocci proveniente dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco (lo vedete qui sopra). È un disegno preparatorio per una figura di devota nella pala della Madonna del Popolo, dipinto oggi conservato agli Uffizi di Firenze.

Inoltre, dal 7 dicembre, sarà esposto anche un presepe napoletano del Settecento proveniente sempre dal Castello Sforzesco. È un’opera frutto di una progressiva esigenza di marcato realismo e tridimensionalità.

Segnalo che la mostra è collegata all’iniziativa Natale nei borghi che ha come scopo quello di svelare, attraverso percorsi culturali, alcune opere d’arte figurativa presenti negli edifici religiosi che caratterizzano i vari quartieri milanesi. Si tratta di chiese, santuari, abbazie e oratori, con particolare attenzione ai soggetti relativi alla Natività, all’Adorazione dei Magi e alle figure della Sacra Famiglia (Madonna con Bambino e San Giuseppe) dal Medioevo a tutto il Novecento. Quest’anno è proposta la visita di 18 luoghi di culto all’interno degli otto Municipi cittadini che si aggiungono al Municipio 1 (quello centrale).

Ieri sono stata all’anteprima stampa e vi racconto perché, a mio avviso, La Madonna di San Simone regge l’intera mostra e il concetto di one painting show. E perché valga dunque la pena di mettersi in fila per vederla.

Sono due gli aggettivi che hanno catturato la mia attenzione: diffusa e gratuita. E questi due aggettivi veicolano un concetto importante: la cultura è fondamentale, non è vezzo, non è accessorio superfluo, e dev’essere condivisa, deve essere accessibile a un pubblico ampio il più possibile.

Dal punto di vista fisico e geografico, ciò avviene grazie al collegamento con Natale nei borghi e quindi diffondendo la cultura su tutto il territorio e non accentrandola esclusivamente nelle sedi più classicamente istituzionali. Dal punto di vista economico, avviene rendendo quel patrimonio accessibile gratuitamente.

Mostra <em><strong>La Madonna di San Simone</strong></em> / sopra l’ingresso / sotto l’opera a Palazzo Marino <strong>(tutte le foto ©Pietro Cassini)</strong>
Mostra La Madonna di San Simone / sopra l’ingresso / sotto l’opera a Palazzo Marino (tutte le foto ©Pietro Cassini)

E poi… La Madonna di San Simone è un’opera veramente bella. Ed emozionante.

Al centro è rappresentata una dolcissima Madonna, tenera e molto materna, con in braccio Gesù, tratteggiato con altrettanta tenerezza. Dall’alto, un angelo scende a posare una corona di fiori sul capo della Vergine.

A destra si trova san Simone, appoggiato alla sega con la quale, secondo la tradizione, fu martirizzato. A sinistra è invece raffigurato san Giuda che impugna l’alabarda utilizzata, anche in questo caso, per il suo martirio. Giuda volge lo sguardo in direzione di noi spettatori, fissandoci con grande intensità e determinando il nostro coinvolgimento.

Interessante anche il dettaglio del ritratti dei donatori che vi prego di osservare: un uomo e una donna non identificati sono rappresentati in basso a destra. Lei è di profilo e a mani giunte. Lui è dipinto frontalmente, si rivolge a lei e con la mano sinistra indica la scena sacra.

A spiegare bene il valore dell’opera sono i due curatori della mostra, ovvero Anna Maria Ambrosini Massari e Luigi Gallo.

«Un’opera che parla al cuore, che tocca le corde affettive, che ci coinvolge con la sua impetuosa dolcezza, la sua amorevole gentilezza, di cui, oggi più che mai, abbiamo tutti tanto bisogno. (…) è una pala emblematica dello stile, unico nel suo genere, che caratterizza una delle personalità più originali e affascinanti del Cinquecento europeo, maestro e ispiratore nel tempo, poeta delle emozioni più intime (…).

L’opera in mostra a Milano, città con la quale l’artista ha intrattenuto importanti e continuativi rapporti per alcune opere, in particolare per la Fabbrica del Duomo, è un apice della prima maturità di Federico (…) e al centro della costruzione del suo personalissimo stile, pieno di un dinamismo interno tutto emozionale, modulato con colori sensitivi, per intonare, francescanamente, un cantico all’armonia del creato – uomini, piante, animali – che cattura gli occhi e penetra in fondo al cuore.

Un’opera simbolo, la Madonna di san Simone, dove i riferimenti ai grandi maestri, Raffaello, Tiziano, Correggio, si stemperano in uno stile nuovo, affettuoso e sensibile, che permetterà ai cittadini di Milano di confrontarsi con la pittura del grande maestro di Urbino, con la sua nuova e moderna comunicazione emozionale e al contempo con l’altissima tradizione che la sostiene, eternando il mito della culla del Rinascimento.»

Così scrivono Anna Maria Ambrosini Massari e Luigi Gallo nel saggio critico presente nel catalogo della mostra.

Come ha ben sottolineato la professoressa Ambrosini Massari anche in conferenza stampa, possiamo dire che Barocci sviluppa una ‘poetica degli affetti’. Ed è un’idea moderna, un approccio che supera gli elementi esclusivamente pittorici e artistici per avvicinarlo a una visione molto contemporanea.

Quella, appunto, della «moderna comunicazione emozionale».

Emanuela Pirré

 

 

FEDERICO BAROCCI
LA MADONNA DI SAN SIMONE

Dove: Palazzo Marino, Sala Alessi, Piazza della Scala 2

Quando: 4 dicembre 2024 – 12 gennaio 2025

Ingresso libero con visite guidate gratuite

Apertura al pubblico tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 20 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

7 dicembre 2024: chiusura ore 12 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

24 e 31 dicembre 2024: chiusura ore 18 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

8 e 26 dicembre 2024 + 1 e 6 gennaio 2025: aperti dalle ore 9.30 alle ore 20 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

25 dicembre 2024: aperti dalle 14.30 alle ore 18.30 (ultimo ingresso mezz’ora prima della chiusura)

Maggiori info: 800 167 619

La mostra è promossa e prodotta dal Comune di Milano grazie a una collaborazione virtuosa con Galleria Nazionale delle Marche, Direzione Regionale Musei Nazionali Marche, Palazzo Reale Milano e Gallerie d’Italia Milano. È realizzata con il contributo di Intesa Sanpaolo quale partner istituzionale e con il sostegno di Gruppo La Rinascente. L’organizzazione è a cura di Civita mentre il catalogo è curato da Skira.

Tutte le info per l’iniziativa Natale nei Borghi: qui

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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