Creme antirughe e il test Altroconsumo: il risultato è sorprendente (?)

Anni fa, in occasione di alcune esperienze in ambito beauty, l’avevo confessato: sono pessima nella questione skincare viso. Ho passato quasi tutta la vita senza mettere nemmeno la crema idratante, ebbene sì. Solo su una cosa sono sempre stata lodevole: mai dormito truccata. Caschi il mondo (o io dal sonno), prima di andare a letto mi strucco.

Se la mia faccia non cade a pezzi (o almeno non del tutto) lo devo dunque solo alla genetica. Mia mamma ha una pelle splendida e non è una ragazzina. Per trovarle una ruga, occorre quasi cercarla al microscopio. Fortuna genetica o meno, però, viene il giorno in cui è il tempo a domarci. Ed è successo anche a me. Un bel (o meglio un brutto) giorno ho realizzato che la mia pelle iniziava a dare segni di stanchezza, diciamo così, e ad avere sete. E così mi sono… convertita. Non dico che io e i prodotti cosmetici siamo diventati migliori amici, ma diciamo che oggi abbiamo una frequentazione seria e assidua.

Devo anche dire che c’è una cosa che mi colpisce moltissimo: l’enorme quantità di persone che non solo fanno skincare, come in effetti si dovrebbe, ma che ne sono ossessionate. Completamente. E mi sorprende che queste persone facciano parte della generazione dei Millennials, quindi ancora giovani. E perfino (e sempre di più) della Generazione Z, i giovanissimi.

Diversi studi evidenziano come gli Zoomers siano letteralmente ossessionati dai prodotti cosmetici e dalla paura di invecchiare. Ora, ho ammesso che la mia indifferenza verso la skincare non è stata poi una grandiosa idea, ma da qui ad arrivare all’ossessione ce ne passa. Anche perché gli esperti (quelli veri) dicono che una skincare esasperata, mirata a un effetto anti-age, può risultare inadatta alla pelle giovane. E perfino controproducente.

A proposito di studi e di esperti veri: è proprio ciò di cui desidero parlare oggi attraverso questa introduzione.

Avrete forse letto che Altroconsumo ha recentemente pubblicato un test su dieci creme antirughe tra le più vendute e pubblicizzate in Italia.

Trenta volontarie hanno applicato per quattro settimane le creme su metà viso, mentre sull’altra metà hanno usato un semplice idratante. Sono state quindi misurate le variazioni delle rughe prima e dopo attraverso l’utilizzo di una tecnologia (Primo 3D lite) che permette di rilevare e fotografare anche i più piccoli cambiamenti della pelle. Le foto vengono poi elaborate da un computer che fornisce un’immagine tridimensionale.

Tenetevi forte. Le creme testate riducono la profondità delle rughe con un’efficacia media compresa tra il 15% e il 20%. Solo la crema “vincitrice” raggiunge il 20,5%. Purtroppo, però, tale riduzione misurata in laboratorio non ha rilevanza clinica e non è visibile a occhio nudo, su tutti i soggetti. Insomma, niente miracoli visibili allo specchio.

Non solo: il prezzo non risulta essere un indicatore affidabile di qualità. Le creme più care sono sia in cima sia in fondo alla classifica. E ci sono buoni prodotti anche a prezzi ragionevoli.

Quindi, possiamo spendere poco più di dieci euro per una crema acquistata nella grande distribuzione oppure arrivare a spendere quasi un centinaio di euro per un prodotto acquistato in farmacia o profumeria, ma il risultato non cambia. Le rughe restano dove sono.

Da qui si può dire che dichiarazioni e promesse riportate su molti packaging non sono, forse, del tutto veritiere. Qualche esempio? Rughe ridotte dopo sette giorni. Idem per termini come rimpolpante, levigante, ridensificante, time-filler.

Nessuna delle dieci creme antirughe testate può infatti rimpolpare, levigare, ridensificare e tanto meno cancellare le rughe.

Si tratta di prodotti cosmetici che agiscono unicamente sugli strati superficiali della pelle, senza penetrare in quelli più profondi. Occorre dire che la maggior parte delle creme testate si riscatta, però, sul fronte dell’idratazione che è molto importante per mantenere la pelle elastica e prevenire le rughe. Il potere idratante delle creme è stato valutato con un apparecchio, il corneometro, che misura il grado di idratazione della superficie cutanea.

Il test di Altroconsumo arriva in un momento storico particolare, come scrivevo in principio. Mentre i cosiddetti botox bar aprono un po’ ovunque, tantissime persone continuano a sperare nel miracolo promesso dalle creme antirughe. Noi consumatori meritiamo però di sapere cosa possiamo davvero aspettarci da questi prodotti.

Vi dico il mio pensiero.

La differenza sta tutta – e come sempre – proprio in questo. Primo: sapere la verità. Secondo: fare la propria scelta personale partendo da verità e consapevolezza.

Credete (o continuate a credere) nelle creme antirughe costose? Continuate pure. Credete nei prodotti a prezzi ragionevoli? Idem, continuate anche voi. Fate ciò in cui credete e continuate su quella strada. Non sarò certo io a criticarvi.

Ribadisco solo un concetto: informazione e consapevolezza. Soprattutto circa il fatto che i miracoli non esistono, in nessun caso.

E sul fronte informazione, invito a usare solo fondi affidabili. Prima di tutto, è importante leggere l’INCI (acronimo di International Nomenclature of Cosmetic Ingredients) ovvero l’elenco ufficiale degli ingredienti che compongono un prodotto cosmetico. Si tratta di uno standard internazionale, creato per garantire trasparenza e coerenza a livello globale, ed è obbligatorio per legge su tutti i prodotti cosmetici venduti nell’Unione Europea e in molti altri Paesi. Possiamo così verificare che un prodotto non contenga sostanze nocive o a cui siamo intolleranti o allergici. Inoltre, esistono divulgatori SERI E PREPARATI, che fanno informazione non sponsorizzata. E di facile accesso, anche via social.

Personalmente, anche basandomi sul fatto di aver bazzicato l’ambiente da un punto di vista professionale, a una crema chiedo una buona qualità, indipendentemente dal prezzo. E sono consapevole del fatto che creme e sieri siano prodotti non anti-age bensì pro-age: non piallano e non liftano, danno semplicemente più idratazione e quindi pelle più luminosa e morbida. Ci aiutano insomma ad abbracciare il tempo che passa, non a cancellarlo. Lo conferma anche il test di Altroconsumo. By the way… mia mamma, quella con la pelle splendida, non ha mai usato creme antirughe costose, ma prodotti della grande distribuzione.

E con questo concludo. E, come si suol dire, anche oggi mi faccio degli amici domani.

Credo che dopo il presente articolo e dopo aver contribuito a diffondere lo studio… nessuno mi inviterà mai più a un evento beauty. Poco importa, preferisco contribuire alla consapevolezza. E qui sotto, infatti, trovate il link allo studio e un video.

Emanuela Pirré

 

 

Lo studio di Altroconsumo qui e qui com’è strutturato

 

 

 

 

 

Le immagini sono state generate
tramite IA e sono
liberamente ispirate a
fatti di cronaca recenti
a solo scopo editoriale

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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