Valerio Zezur, dall’infanzia ferita in Ucraina all’arte con la prima mostra in Lombardia
Da venerdì 8 a domenica 10 maggio, il Centro Studi Giuseppe Parini di Bosisio Parini, in provincia di Lecco, ospita la prima mostra personale di Valerio Zezur in Lombardia. La mostra è accompagnata dalla presentazione del libro Dentro l’incubo, oltre il buio, il memoir autobiografico dell’artista.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Bosisio Parini e dall’Assessorato alla Cultura. Valerio Zezur sarà presente per tutti e tre i giorni e realizzerà dal vivo, davanti al pubblico, due opere inedite. La prima sarà donata al Comune di Bosisio Parini come segno di legame con il territorio. La seconda andrà a una realtà benefica della zona. Il nome verrà svelato nelle ore precedenti l’inaugurazione.
L’inaugurazione avverrà venerdì 8 alle ore 21 e non sarà una presentazione tradizionale.
L’artista dialogherà con Mirko Giacomin, co-autore del libro, in una conversazione aperta al pubblico e lontana dal classico formato “ospite-intervistatore”. Una scelta voluta, coerente con l’intenso percorso umano e artistico di Zezur. In questo percorso, la relazione diretta con chi guarda è parte fondante della ricerca artistica e narrativa.
Valerio Zezur è un giovane artista nato in Ucraina nel 2001, segnato da un’infanzia attraversata da perdita, vita di strada, orfanotrofio, adozione e da un lungo percorso di fragilità e ricostruzione interiore. Oggi quella storia è diventata sia un libro sia una ricerca artistica riconoscibile. La ferita, la memoria e la trasformazione non sono temi raccontati dall’esterno, ma elementi vissuti e poi tradotti in linguaggio visivo.
Il profilo artistico di Zezur è già oggi riconoscibile nel panorama dell’arte contemporanea italiana. Il suo è un linguaggio polimaterico fatto di acrilici, gesso, bombolette spray, materiali di recupero. La sua biografia viene trasformata in materia, gesto e segno.
Il suo libro Dentro l’incubo, oltre il buio ha superato, in pochi mesi, le 2.000 copie vendute. È stato tradotto in cinque lingue ed è disponibile anche in versione ebook e audiolibro.
Non è un memoir costruito per il sensazionalismo. È una testimonianza che apre un confronto attuale su temi quali adozione, trauma, identità, tutela dei minori, crescita e possibilità di rinascita. Non è dunque esclusivamente la vicenda personale di un artista, ma una storia che tocca questioni pubbliche, universali e molto contemporanee.
Emanuela Pirré

- Artista: Valerio Zezur
- Conduzione presentazione: Mirko Giacomin (co-autore del libro)
- Inaugurazione: venerdì 8 maggio, ore 21, con presentazione del libro
- Apertura mostra: sabato 9 e domenica 10 maggio, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19
- Live painting: sabato e domenica, a cura dell’artista
- Sede: Centro Studi Giuseppe Parini – Via A. Appiani 10, Bosisio Parini (LC)
- Ingresso: libero
«Ci sono storie che non si raccontano per vendere, ma per sopravvivere»
Valerio Zezur incarna la figura dell’artista la cui opera non può essere scissa dal vissuto. Nato a Kiev, in Ucraina, nel 2001, Valerio ha attraversato un’infanzia all’insegna della sopravvivenza: la sua ricerca artistica si sviluppa dunque come un potente atto di resistenza e ricostruzione identitaria. Anche la sua formazione è itinerante ed è specchio di inquietudine e ricerca di radici.
Lontano da una figurazione puramente estetica, Zezur è un artista della materia viva. Il suo linguaggio attinge all’informale e all’action painting, utilizzando materiali poveri e industriali — cemento, metallo, legno, corde, sabbie — per creare superfici che sono “mappe del dolore” e, al contempo, paesaggi di rinascita. Nelle sue opere, la tela diventa un campo di battaglia dove il gesto impulsivo incontra il rigore compositivo. E dove il colore esplode come necessità vitale per rompere il silenzio del trauma.
Negli ultimi anni, la produzione di Zezur ha varcato i confini nazionali. Ha ottenuto riscontri significativi dalla critica e dal pubblico in un crescendo che lo ha portato dai contesti locali fino al Giappone.
Nel 2025 ha pubblicato il memoir Dentro l’incubo, oltre il buio (co-autore Mirko Giacomin). Il libro è un’autobiografia cruda e viscerale e funge da chiave di lettura indispensabile per la sua opera pittorica. Svela le origini del suo linguaggio artistico e lo consacra come voce autorevole su temi quali la resilienza e l’arte vissuta come terapia.
Attualmente Valerio Zezur vive e opera nella zona del Delta del Po. Il suo studio è divenuto un laboratorio di sperimentazione continua.
Il suo sito qui

Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.