Addio a Giancarlo Politi, fondatore della rivista Flash Art

Milano, 24 febbraio 2026 – Addio a Giancarlo Politi, editore, poeta, critico d’arte, fondatore di Flash Art, una tra le riviste di arte contemporanea più influenti a livello internazionale. Nato a Trevi nel 1937, Politi ha attraversato da protagonista oltre mezzo secolo di storia dell’arte, contribuendo in modo decisivo alla costruzione del sistema contemporaneo.

Fondata nel 1967, Flash Art è stata una delle prime piattaforme editoriali globali dedicate all’arte contemporanea. Originariamente pubblicata in versione bilingue, in italiano e inglese, ha visto poi l’aggiunta della versione ceco-slovacca. Nel tempo, sono state sviluppate numerose edizioni internazionali tra cui francese, polacca, cinese, spagnola, tedesca e russa. Sulle sue pagine sono nati e si sono affermati alcuni dei movimenti centrali del secondo Novecento, dall’Arte Povera alla Transavanguardia.

Flash Art è stata anche il luogo di scoperta e di lancio di artisti, critici e curatori che hanno segnato la storia recente dell’arte contemporanea: Maurizio Cattelan, Jeff Koons, Marina Abramovich, Germano Celant, Massimiliano Gioni, Francesco Bonami. Attraverso le sue pagine e il suo spirito, Flash Art ha formato generazioni di attori centrali del sistema attuale dell’arte.

Giancarlo Politi, photo Piotr Niepsuj
Giancarlo Politi, photo Piotr Niepsuj

Accanto a Politi, un ruolo fondamentale è stato svolto da Helena Kontova, editrice e compagna di vita, protagonista della costruzione dell’identità internazionale della rivista. L’eredità editoriale di Flash Art prosegue oggi attraverso Gea Politi, Cristiano Seganfreddo e il piccolo Lev, il nipotino. È il segno di una continuità culturale che nel tempo ha assunto i tratti di una vera e propria dinastia dell’arte contemporanea.

Politi è stato anche ideatore di Art Diary, storica guida internazionale del sistema dell’arte, definita da Andy Warhol “la Bibbia dell’arte”.

Prima con le celebri e dibattute Lettere al direttore, poi con gli Amarcord, Politi ha continuato a intervenire nel dibattito culturale, riaffermando il valore della presa di posizione critica.

Uomo inquieto e ironico, Giancarlo Politi era dotato di un’energia rara e di una presenza fuori scala. Vitalità instancabile, testardaggine visionaria, fame intellettuale e curiosità gli hanno permesso di trasformare l’arte in metodo di vita prima ancora che in professione. Ha vissuto d’arte e per l’arte, attraversando il suo tempo con uno spirito libero e controcorrente.

La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, ma lascia un’eredità viva: un modo di stare nell’arte come necessità, come urgenza, come forma di esistenza.

La redazione di A glittering magazine si unisce al cordoglio della famiglia, degli amici e dei colleghi di Politi.

 

 

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