Crazy Cat Café, dove i gatti sono i veri padroni di casa
Da gattara professionista, non potevo non visitare il Crazy Cat Café in occasione del suo decimo compleanno.
Questo locale è ciò che di più accogliente e familiare si possa trovare se si è amanti dei gatti. In una Milano caotica, frenetica, che vive a ritmo di business, questo è il rifugio ideale per una pausa con tanto di fusa. Ed è proprio al termine di un’intensa giornata milanese che ho suonato per la prima volta il campanello del Crazy Cat Café. “Il campanello per entrare in un locale?” chiederete voi. Sì, il campanello e se ne capisce il senso poetico e profondo non appena la porta viene aperta.
Si viene accolti proprio come se si andasse a trovare un amico, un familiare. Si viene accolti con calore e capendo di entrare in un luogo lontano dall’ordinario, in cui i veri padroni di casa sono propri dei meravigliosi felini.
Anch’io, a mia volta, vengo accolta da questi gatti stupendi e dalla deliziosa e raggiante Alba Claire Galtieri, la fondatrice del Crazy Cat Café. Non perdo occasione per bere dell’ottimo tè freddo preparato in modo artigianale e di sedermi con Alba per farmi raccontare tutto sul suo locale.

È con piacere che scopro che tutto è nato durante un viaggio in Giappone, nell’ormai non più vicinissimo 2014. Alba si trovò per la prima volta in un Neko Café, precisamente ad Osaka. Da amante dei gatti e con la nostalgia verso i propri mici rimasti in Italia, si innamorò immediatamente di questo posto. Fu come trovare una casa lontana da casa, un luogo in cui sentirsi completamente a proprio agio, circondata da fusa e da un’atmosfera rilassante.
Tornata a Milano, il ricordo del Neko Café continuava a rimanere vivo. Nel 2015 decise, quindi, di aprire il primo cat café lombardo. E qua, come già abbiamo detto, i veri padroni di casa sono i gatti, ex randagi adottati tramite associazioni, che ad oggi abitano in libertà e serenità il Crazy Cat Café.

La magia di questo locale non sta solo nei propri abitanti. Il lato magico si sente anche nella filosofia del luogo, nella visione che ha avuto e che ha Alba. È un luogo inclusivo, dove il rispetto è una delle chiavi fondamentali. Il rispetto per i mici e per la loro tranquillità. Rispetto per gli ospiti, che scelgono consapevolmente un luogo piacevolmente atipico. Rispetto per l’ambiente, sì, perché i mobili presenti sono di recupero e danno un’anima ancora più autentica al locale.
Altro aspetto della visione della fondatrice che non passa assolutamente inosservato è quello della solidarietà. Alba ha voluto dar vita a quelli che sono i martedì solidali: serate in favore di associazioni, ovviamente legate ai felini. Ognuno di questi aspetti merita un enorme plauso, perché in un mondo che ostenta e forza una responsabilità sociale, spesso più decantata che autentica, al Crazy Cat Café tutto questo ha una forma più che tangibile.

Ulteriore chicca, che scopro parlando con Alba, è la cura dell’aspetto culinario del locale. Tutto è iniziato in modo basico, con la lucidità e l’umiltà di chi sta mettendo piede in qualcosa di nuovo. In dieci anni, però, anche la proposta ristorativa ha avuto una netta evoluzione, tanto da arrivare ad avere un menu molto più ampio ed elaborato, oserei dire anche decisamente molto gustoso!
Dopo questa visita e questo piacevolissimo incontro, sono tornata a casa con la voglia di tornarci in primis, ma anche con una profonda riflessione. Un locale può essere visto come un microcosmo in grado di darci una visione in scala di quella che è l’umanità. In tutta onestà, al Crazy Cat Café, ho trovato uno spaccato di umanità che mi piace molto. Rispetto, inclusione, umiltà, crescita, comunità, visione e calma, tutto racchiuso in un locale. Questo luogo magico, popolato da gatti e nato dal progetto di Alba Claire Galtieri è la tappa d’obbligo per chiunque si ritrova in questa piacevole e vibrante filosofia.
Federica Santini
Federica Santini
Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.