La Danimarca si mobilita per riconoscere la gastronomia come forma d’arte
In occasione del simposio gastronomico mondiale Convergence (29 gennaio – 2 febbraio 2026), il Ministro della Cultura danese Jakob Engel-Schmidt ha annunciato che il suo Ministero valuterà la possibilità di riconoscere formalmente la gastronomia come disciplina culturale e artistica.
L’annuncio è stato dato davanti a un pubblico di 60 chef di fama mondiale e oltre 1200 ospiti internazionali e danesi. Qui è stato sottolineato il ruolo crescente della Danimarca come centro di innovazione all’incrocio tra cibo, cultura e creatività. Il Ministero della Cultura valuterà ora se l’espressione gastronomica possa realmente ottenere il riconoscimento ufficiale come disciplina artistica.
Se realizzato, questo potrebbe essere un passo storico nella politica culturale danese e rafforzerebbe l’attrattiva del Paese come destinazione leader a livello internazionale per turismo gastronomico e viaggi culinari. Il riconoscimento aprirebbe inoltre la strada a un cambiamento globale: la gastronomia vista come espressione artistica formale ovunque, oltre i confini della Danimarca.

La gastronomia come attrazione culturale
La Danimarca è da tempo riconosciuta a livello internazionale per la sua innovazione culinaria. Dalla nuova cucina nordica a una generazione di ristoranti sperimentali e concetti di alimentazione sostenibile: la gastronomia svolge un ruolo centrale nell’identità culturale danese. Lo ha anche nelle esperienze ricercate dai visitatori che si recano nel Paese appositamente per il cibo, i ristoranti e la narrazione culinaria.
Tra i numerosi riconoscimenti, la Danimarca ha il maggior numero di ristoranti stellati Michelin nella regione nordica. È, inoltre, il luogo in cui è nato il New Nordic Food Manifesto, il programma che ha plasmato la gastronomia nordica e influenzato il pensiero culinario globale.

Rasmus Munk, un traino per la gastronomia in Danimarca
Una delle forze trainanti della discussione è lo chef Rasmus Munk, fondatore del ristorante Alchemist con sede a Copenaghen. Qui il cibo è utilizzato come mezzo artistico, combinando consapevolezza sociale, estetica e performance sensoriale. Munk è anche l’ideatore di Convergence, il simposio che riunisce chef, pensatori e leader culturali. Il fine di questa unione è esplorare il ruolo più ampio della gastronomia nella società.
«Negli ultimi cinque anni, ho lavorato con determinazione per sviluppare un nuovo linguaggio culinario con l’ambizione che un giorno la gastronomia possa essere riconosciuta come una forma d’arte indipendente. Sono felice e profondamente grato per la notizia di oggi, che rappresenta una tappa fondamentale per me. Ciò che oggi può sembrare di nicchia e all’avanguardia, con il tempo si diffonderà e influenzerà la società nel suo complesso. La Danimarca ha già mostrato al mondo cosa può essere la gastronomia. Ora si tratta di garantire spazio alla sperimentazione e allo sviluppo dei talenti, così come riconosciamo e sosteniamo altre forme d’arte», afferma Rasmus Munk.

Da nicchia a mainstream
Considerare la gastronomia come arte significa considerarla come un possibile sviluppo culturale. Un concetto guidato dall’idea che i movimenti culturali più ampi spesso emergono da ambienti specializzati e sperimentali.
«Credo che il cibo possa diventare arte attraverso l’intenzione, la trasformazione, la comunicazione e il contesto. Una delle sfide più grandi per gli chef che oggi spingono i confini della gastronomia è che tutta la gastronomia, indipendentemente dal livello o dall’ambizione, è considerata un mestiere e quindi governata da strutture commerciali. In queste condizioni, è difficile lavorare con la gastronomia come disciplina artistica che richiede ricerca e approfondimento. Se la gastronomia fosse riconosciuta e sostenuta come forma d’arte, gli chef creativi potrebbero operare a un livello diverso e, allo stesso tempo, i risultati potrebbero diventare molto più accessibili al pubblico», sottolinea Rasmus Munk.

In quest’ottica, esplorare come la gastronomia possa essere riconosciuta al pari di altre forme d’arte è il naturale passo successivo nella continua evoluzione della Danimarca come nazione culturale e come destinazione leader per i viaggiatori alla ricerca di esperienze culinarie significative e di alta qualità.
Federica Santini
Federica Santini
Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.