Eleganza in uniforme, moda e storia militare in mostra a Pinerolo

Ricevo e volentieri condivido – Il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria di Pinerolo, in provincia di Torino, ospita Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare. La mostra, aperta fino al 14 novembre 2024 con ingresso gratuito, offre l’opportunità di esplorare la connessione tra moda femminile e uniformi militari dal 1849 al 1943, attraverso la storia della Scuola di Cavalleria.

I capi presentati sono una quarantina. Si aggiungono inoltre accessori tra cui corsetti e cappelli.

La mostra è curata da Laura Tessaris, storica del costume, con la volontà di esplorare non solo le trasformazioni stilistiche, ma anche le storie umane che si celano dietro le vesti. L’idea è quella di un viaggio nella storia del costume, dalle frivolezze degli abiti da ballo della seconda metà dell’Ottocento fino al rigore dei completi femminili ispirati alle uniformi negli Anni Quaranta.

La chicca? Un abito della contessa Sofia Cacherano di Bricherasio (1867-1950), pittrice e filantropa. Se la famiglia Cacherano di Bricherasio era solita vestire in maniera elegante, quello esposto è un abito da cavallerizza, invernale, pensato per andare in carrozza o a cavallo. Datato 1890, è in lana, con un corpetto beige con finiture di lana tartan marrone e una gonna drappeggiata da un lato, asimmetrica. È un capo, dunque, funzionale per gli spostamenti e non particolarmente elegante.

(Curiosità che aggiungo: la contessa fu promotrice della costruzione di un edificio da destinare ad asilo infantile dedicato alla madre. Era davvero avanti!)

Altra chicca in mostra è la toga di Lidia Poët (1855-1949), la prima donna a entrare nell’Ordine degli Avvocati in Italia, protagonista anche di una serie tv su Netflix con Matilda De Angelis. La toga è esposta accanto a due abiti valdesi, uno proprio di Poët e uno, originale, dello stesso periodo.

Dalla mostra <em><strong>Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare</strong></em> / Le immagini sono di Jessica Pasqualon per La Tana Network
Dalla mostra Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare / Le immagini sono di Jessica Pasqualon per La Tana Network

Alcuni dei capi arrivano dall’Archivio Aldo Passoni Torino, altri appartengono alla collezione unica di Alessandro Ubezio e altri ancora sono stati realizzati dalla curatrice Tessaris. Sono ricostruzioni di abiti d’epoca realizzati con grande maestria e tecniche storicamente accurate.

La visita al museo diventa, così, una passeggiata dove i manichini giocano con l’arredo. Il museo prende vita e l’eredità della cavalleria vive attraverso gli occhi della moda femminile.

Ecco un corsetto, realizzato da Laura Tessaris grazie a un modello conservato in un archivio di Londra. Fedelissimo, è un modello del 1888, con fianchi alti, per andare a cavallo.

Non mancano due abiti da sposa, uno dell’austera epoca vittoriana, di colore nero, originale, e l’altro, sua fedele riproduzione, ma firmato da Alessandro Ubezio in bianco. Lo sguardo si perde, poi, sugli abiti da sera.

Tessaris firma la riproduzione di un abito da sera ispirato al 1850 che, indossato da una modella, è l’immagine guida della mostra.

C’è la riproduzione di un capo del 1860, verde smeraldo, dalla vita piccola e con la spalla scoperta e la gonna larga; uno originale nero e uno riprodotto (bordeaux e nero) d’inizio 1900 (1907-1908), lavorati con perline, con colli alti e maniche che non arrivano oltre il gomito.

E, ancora, ecco la riproduzione di un abito da giorno del 1855 in tessuto lavorato rosso ciliegia. Ha una manica particolare, spalla scivolata e colletto in pizzo. Un completo da giorno è datato 1887. E poi, ecco gli abiti Anni Trenta e Quaranta. L’abito più fotografato di questa sezione sembra essere un capo blu elettrico, in chiffon e seta leggerissima drappeggiata, con una piuma che gli gira intorno.

Infine, i cappellini, con una collezione che spazia dagli Anni Venti a creazioni con velluto, pelliccia e piume. Un tocco di eleganza, accanto a elmi e copricapi già presenti nella mostra permanente del Museo.

Dalla mostra <em><strong>Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare</strong></em> / Le immagini sono di Jessica Pasqualon per La Tana Network
Dalla mostra Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare / Le immagini sono di Jessica Pasqualon per La Tana Network

La mostra Eleganza in uniforme rappresenta anche un significativo passo avanti nella promozione delle pari opportunità. Offre infatti una panoramica della storia militare ed equestre che include attivamente la voce e la presenza delle donne.

In un contesto tradizionalmente dominato dalla figura maschile, la mostra ridefinisce e amplia il concetto di partecipazione e contributo femminile. La figura femminile è accanto alle uniformi maschili, per riconoscere il ruolo attivo e significativo delle donne nella storia della cavalleria.

Inoltre, la mostra dedica uno spazio significativo alle amazzoni della Scuola di Cavalleria, donne coraggiose e abili cavallerizze che hanno sfidato le convenzioni sociali del tempo per seguire la loro passione per l’equitazione e la cavalleria.

Storia della moda, figure illustri, rilettura in chiave pari opportunità. Ci sono tutti gli ingredienti che mi piacciono ed ecco perché, volentieri, ho dato spazio a questa mostra.

Emanuela Pirré

 

 

Eleganza in uniforme: un racconto di moda e storia militare

16 giugno – 14 novembre 2024

Museo Storico dell’Arma di Cavalleria
Viale Giolitti, 5
10064 Pinerolo TO

Ingresso gratuito, senza prenotazione

Orari: martedì, mercoledì, giovedì 9-12 e 13:30-16:30 / domenica 10-12 e 14-18

Accesso possibile per le persone con disabilità / Informazioni: 0121-376344

In autunno verranno organizzati anche dei workshop: potete seguire gli aggiornamenti attraverso il sito del Consorzio del Turismo Pinerolese e attraverso il sito del Museo e anche attraverso i rispettivi canali social (qui e qui)

Mostra a cura di Laura Tessaris

Organizzazione Consorzio Turismo Pinerolese e Valli

Con il patrocinio dell’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte
In collaborazione con Comune di Pinerolo e Zonta Club Pinerolo

 

IL MUSEO CHE OSPITA LA MOSTRA

A Pinerolo, in provincia di Torino, ha sede il Museo Storico dell’Arma di Cavalleria, ospitato nell’antica Caserma Principe Amedeo poi intitolata al generale Dardano Fenulli.

Si tratta di uno dei musei più importanti d’Europa dedicati alla Cavalleria. Qui si ripercorrono pagine della storia d’Italia e dell’esercito, ma si incontrano anche cimeli, personaggi unici, autori di grandi imprese. Come il Generale Federigo Caprilli che, nel giugno 1902, al Concorso Ippico Internazionale di Torino che si svolse nell’ippodromo allestito in piazza d’Armi, conquistò il primato mondiale di salto in alto con lo stacco di 2,08 metri in sella al possente baio Mélopo. E poi ci sono blindo-corazzati, carri, carriaggi, carrozze della Belle Époque, selle e gualdrappe, uniformi e copricapo. E, ancora, argenti, quadri, stampe, fotografie, decorazioni e trofei. Per far impazzire grandi e piccini, infine, c’è una fila di 65mila soldatini in piombo e altri materiali, i giganteschi plastici della Battaglia di Waterloo.

Questa realtà dà al visitatore la possibilità di visitare due musei in uno. Il primo è formato dai 5.500 metri quadri di spazio espositivo, con 24 sale e 240 vetrine. Il secondo è l’edificio stesso che fu la sede della Scuola di Cavalleria dal 1849 al 1943. Attraverso le foto, i racconti e i personaggi, il visitatore può immergersi nella storia a cavallo tra la fine del IX secolo e inizio del XX secolo.

La storia della cavalleria nasce proprio in Piemonte

Il Re di Sardegna Carlo Felice, con Regio Viglietto del 15 novembre 1823, disponeva la costituzione della Regia Scuola Militare di Equitazione alla Venaria Reale (Torino). Lo scopo era istruire nell’equitazione i giovani allievi dei Corpi di Cavalleria, gli Ufficiali di ogni Arma nonché i componenti della Corte.

Nel 1849, dopo la Battaglia di Novara, l’abdicazione di Carlo Alberto e la salita al trono di Vittorio Emanuele II, nell’ambito della riorganizzazione dell’Esercito, l’allora Ministro della Guerra Alfonso La Marmora decise di trasferire la Scuola di Equitazione nella città di Pinerolo, con il nuovo nome di Scuola di Cavalleria. Secondo una memoria del Generale Montù, ciò venne fatto «per la mitezza del clima, l’abbondanza delle acque e dei foraggi, la salubrità delle terre e al fine di aumentare la distanza da Torino che, specialmente per la gioventù, costituiva un centro di attrazione pericoloso».

La Scuola venne ricostituita a Pinerolo come Scuola Militare di Cavalleria allo scopo di istruire il personale dell’Arma di Cavalleria e dare un indirizzo univoco alla preparazione equestre dei quadri. E a Pinerolo la Scuola rimase fino al 1943, anno del suo scioglimento.

Su istanza del Consiglio della Associazione Nazionale Arma di Cavalleria, il Museo fu istituito nella sede di Pinerolo dal Ministro della Difesa alla fine del 1961. Ricevuta dal Presidente della Repubblica la personalità giuridica, fu inaugurato e aperto al pubblico nell’ottobre del 1968.

Il Museo della Cavalleria di Pinerolo ha deciso, nel 2023, di celebrare la ricorrenza dei 200 anni con un nuovo allestimento e una nuova prospettiva di racconto. Sono dedicati alla Scuola di Cavalleria di Pinerolo e a ciò che Pinerolo è stata per la Cavalleria a livello mondiale.

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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