Roberto Miglietta “Dal filo al ferro. Alchimie sostenibili”: arte, moda, materiali sostenibili a Bologna
Il Grand Hotel Majestic di Bologna ha aperto le sue porte a un nuovo capitolo dei percorsi artistici che da anni ne definiscono l’identità culturale, confermando il proprio impegno etico verso il tema della sostenibilità e la valorizzazione dei linguaggi contemporanei.
Fino al 15 marzo 2026, il cinque stelle lusso bolognese ospita la mostra personale di Roberto Miglietta intitolata Dal filo al ferro. Alchimie sostenibili, pensata appositamente per gli spazi del prestigioso hotel. L’esposizione racconta il percorso di Roberto Miglietta, artista e imprenditore guidato da una profonda passione per il bello, per la creatività, per la manualità e per il valore etico del fare.
Forte di oltre trent’anni di esperienza nel mondo del ricamo e della manifattura tessile (in qualità di proprietario e direttore artistico dell’ex Ricamificio Clausura), Miglietta trasforma materiali come fossero stoffa. Lavora con il ferro, l’ottone, il legno, la polvere di caffè, il vetro, il marmo, i tessuti, le rocce. Ma è il legno d’ulivo l’ospite d’onore, legno ricavato dagli alberi colpiti dall’infezione endemica di Xylella Fastidiosa nel Salento. L’ulivo viene intagliato, dipinto e trasformato in statua, tavolo, scultura, dettaglio di un vestito, corpo dei soggetti raffigurati.
Superfici cesellate e altorilievi evocano abiti, corpi e architetture della moda, conservando la memoria dell’artigianato e traducendola in un linguaggio contemporaneo. Il progetto di Roberto Miglietta nasce dal desiderio di dare una seconda vita alle grandi carcasse d’ulivo, a quel legno ancora vivo di alberi che hanno attraversato secoli. Alla base di ogni dipinto, scultura e tavolo realizzato dall’artista, resiste l’eterno desiderio di ingannare la morte, restituendo alle antiche forme vegetali il loro legittimo posto nel mondo.
Lavorare con il legno significa piantare la materia ancora viva sui pannelli e innaffiarla con pittura, polvere di caffè e giochi di luce. Significa dare all’ulivo un’ossatura di ferro, uno scheletro affinché possa mantenersi ancora dritto su sé stesso, senza piegarsi allo scadere del tempo.
Miglietta fa dialogare vita e morte, vegetali e minerali, metalli grezzi e polvere, pittura e ombra, cucendo materiali differenti come un novello Frankenstein e animando la forma del legno come un familiare Mastro Geppetto.


La mostra presenta una serie di lavori che rendono omaggio a grandi stilisti come Abito-Volume. Un omaggio a Roberto Capucci (2024), Abito-Movimento. Un omaggio a Gianni Calignano (2022), Abito – Struttura. Un omaggio a Gianfranco Ferré (2025) e Foulard. Un omaggio a Missoni (2025). Sono tutte opere in cui è protagonista l’abito, realizzato attraverso una combinazione di materiali come ferro, legno d’ulivo e ottone. La sua è una scelta che non è solo formale, ma profondamente concettuale. Il recupero creativo diventa pratica concreta e visione sostenibile, trasformando materiali feriti in nuove possibilità espressive.
Altro tema centrale nella poetica di Miglietta che si ritrova in questa mostra è la presenza femminile, spesso legata agli affetti familiari. Viene colta in opere come Relax (2025) e Je ne sais pas (2025).
Dalla tensione di materiali diversi nascono opere che oscillano tra peso e leggerezza, tra gesto artigianale e costruzione architettonica. «Piego il ferro come un couturier drappeggia il tessuto», spiega l’artista.
Per la prima volta sono inoltre in mostra alcune sculture, tutte a tema musica. Il mondo organico si intreccia con quello industriale e l’armonia tra i materiali diventa simbolo di resilienza e trasformazione. Lo vediamo nelle due sculture Trumpet (2022) e Pianoforte: Omaggio a Stefano Bollani (2022). In tali opere, la radica d’ulivo, disomogenea con i suoi solchi centenari, fa da cassa di risonanza. Le corde di ferro delle meccaniche sembrano funzionare, pronte a far nascere nuova musica.
«Sono emozionato nel vedere le mie opere al Grand Hotel Majestic – dice Roberto Miglietta – che è un palazzo ricco di arte e storia. In mostra ci sono una serie di opere che dialogano da un lato con la storia della moda e dall’altro con la musica. Lavori che trovano una naturale estensione narrativa in questi spazi. Mi piace pensare che chi entra qui possa avere un contatto quotidiano con le mie opere, magari nel tempo sospeso di un viaggio o di un momento di lavoro. L’arte serve a questo: ad accompagnarci in un altro luogo, un viaggio dove scoprire qualcosa di nuovo, un’emozione, un’esperienza, qualcosa da riportare con sé, a casa».
Roberto Miglietta – Dal filo al ferro. Alchimie sostenibili
Grand Hotel Majestic “già Baglioni”
Via dell’Indipendenza 8, Bologna
Mostra aperta fino al 15 marzo 2026