We Are The World, la mostra di Dario Goldaniga parla (anche) di recupero

Segnalo volentieri che, fino al 2 febbraio 2025, Fabbrica Eos presenta We are the world, mostra personale dedicata allo scultore Dario Goldaniga.

L’esposizione è ospitata dalla Galleria V. Guidi alla Cascina Roma di San Donato Milanese con la collaborazione della Galleria Luigi Proietti e del Comune di San Donato Milanese.

Con oltre trenta opere esposte, la mostra ha l’obiettivo di fare luce sulla carriera dell’artista milanese classe 1960, offrendo una panoramica completa della sua produzione iniziata intorno alla fine degli anni Novanta nel solco della tecnica tradizionale della fusione a cera persa.

Goldaniga ha poi caratterizzato il suo lavoro con un utilizzo completamente nuovo e originale del bronzo, unendo successivamente una spiccata sensibilità verso il concetto di recupero.

I motivi per cui ho deciso di parlare di questa mostra sono almeno tre.

Il primo: trovo particolarmente interessante che il concetto di recupero possa essere applicato all’arte. In un momento in cui argomenti come sostenibilità e circolarità sono prioritari, mi piace che anche l’arte entri in questa discussione.

Secondo motivo: mi fa piacere contribuire a dare voce a un progetto come Fabbrica Eos. Nata negli anni Novanta come realtà di sperimentazione, non si pone limiti di nazionalità, di ambito artistico, di media, di mezzi. Oggi continua a dimostrarlo promuovendo artisti emergenti e aprendosi a ogni campo della creatività.

Terzo motivo: Goldaniga alterna la produzione scultorea all’insegnamento presso un liceo. Un po’ come me, insomma. Entrambi proviamo a trasmettere ciò che amiamo. E, tra l’altro, proprio l’insegnamento gli offre parte della materia di recupero… lo spiego qui sotto.

Motivo bonus: l’ingresso alla mostra è gratuito. E chi mi conosce sa quanto io ami il fatto che la cultura sia accessibile.

Qui sotto trovate tutti i dettagli per godere di questa opportunità.

Emanuela Pirré

 

Sopra: Dario Goldaniga, <em>World Map</em> / Sotto: Dario Goldaniga ritratto da Stefano Sgarella / Photos courtesy press office
Sopra: Dario Goldaniga, World Map / Sotto: Dario Goldaniga ritratto da Stefano Sgarella / Photos courtesy press office

Il percorso espositivo

Suddivisa su sette sale, la mostra vuole presentare i tre periodi della produzione artistica di Goldaniga successivi alle primissime sculture realizzate con la fusione e aventi come motivo conduttore l’equilibrio di figure, geometria e forme naturali.

La prima macroarea tematica è quella delle opere realizzate a partire dal 2008 con le colature di bronzo. Grazie all’assidua frequentazione delle fonderie artistiche, Goldaniga ha assistito numerose volte al processo di fusione che prevede un modello di cera posto all’interno di uno stampo di terracotta nel quale viene versato il bronzo liquido. Sciogliendosi il modello, tra fumi, vapori e lapilli, il metallo incandescente ricolma lo stampo per poi fuoriuscirne e raffreddarsi. I frammenti in eccesso, essenzialmente scarti di lavorazione chiamati appunto colature, raffreddandosi all’aria, prendono forme contorte, a volte come bruciate e scure.

La ricerca di Goldaniga inizia qui, da questi frammenti, o scarti, ognuno dalla forma unica e irripetibile. Ne apprezza le forme casuali e le seleziona per trovare “lo scarto” che gli interessa che poi assemblerà ad altri, selezionati alla stessa maniera, per creare una nuova opera. In tal modo l’artista, con il suo lavoro, è come se desse a tali scarti una seconda possibilità per sublimarsi in opere d’arte. Non si tratta solo di un’azione di recupero o di riciclo, ma di una sorta di “resurrezione” della materia stessa.

Gli scarti di bronzo diventano infatti la materia costruttiva con cui dà vita alle sue sculture: astri, animali, mappamondi e le famose World Map. Immagini, insomma, prevalentemente appartenenti al mondo naturale.

Il critico Ivan Quaroni ha scritto: «Come il bricoleur di Claude Levi Strauss, antropologo autore de Il pensiero selvaggio, Goldaniga usa ciò che ha a disposizione, ciò che trova nell’immediato intorno della sua esperienza, per farne l’oggetto di una trasformazione (e di una trasmutazione) che solo riduttivamente possiamo definire estetica, ma che, invece, concerne lo sviluppo di una visione più olistica del cosmo e della natura».

L’interesse per il recupero si ritrova anche nella seconda tipologia di opere che l’artista ha realizzato per la prima volta nel 2016, strettamente collegate alla prima serie, come nelle opere World Canvas.

In questi lavori le colature di bronzo vengono assemblate tra loro mediante la saldatura su tela (o carta). L’immagine in positivo della scultura in lavorazione si imprime sul supporto su cui è adagiata grazie alle tracce che il processo di combustione rilascia sulla tela.

Una trama di segni e bruciature genera nuove opere d’arte portando a termine tutto il processo creativo.

Completa il percorso espositivo un terzo nucleo di opere realizzate su ardesia.

Goldaniga, che da più di trent’anni insegna al liceo artistico, ha sottratto alla distruzione numerose lavagne dismesse dagli istituti scolastici, reinserendole nel circuito della produzione artistica contemporanea. Le lastre di ardesia, le lavagne, sapientemente incise dall’artista, ci restituiscono mappe stellari, costellazioni, visioni dall’alto delle luci del mondo.

«La mia vita di artista e di insegnante – spiega Goldaniga – comincia proprio dai particolari che vedo e da come li vedo, la ricerca di un rapporto tra particolare e generale, tra piccolo e grande, tra parte e tutto, tra casuale e causale».

La riflessione di Goldaniga, orientata alla disamina delle forme naturali (uomini, animali, insetti, territori), si sposta continuamente dall’orizzonte terreno a quello celeste, suggerendo un’idea di viaggio come ascesa (o discesa) interiore. E conduce l’artista e il fruitore a interrogarsi sui rapporti effettivi tra macro e microcosmo.

 

We Are the World / Mostra di Dario Goldaniga

Galleria V. Guidi Cascina Roma
Piazza delle Arti – San Donato Milanese (MI)
Dal 5 dicembre 2024 al 2 febbraio 2025
Ingresso libero
Orari
Dal lunedì al venerdì 9-18.30
Sabato 9-12.30/14-18.30
Domenica 10-12.30/15-19

Dario Goldaniga
Nasce a Milano nel 1960, dove vive e lavora, alternando la produzione scultorea all’insegnamento di Discipline Plastiche presso il Liceo Artistico Fondazione Sacro Cuore.
Si è diplomato alla Nuova Accademia di Belle Arti NABA dove ha avuto come maestri Kengiro Azuma, Carlo Mo e Gianni Colombo con il quale ha collaborato come assistente.
Le sue opere si trovano in numerose e importanti collezioni Italiane private e pubbliche (Fondazione Bracco, Museo CAM Casoria, Regione Lombardia, Fondazione Rocco Guglielmo) nonché estere (collezioni private a Hong Kong, Singapore, Londra, Mumbay).

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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