Arrivano i Fashion Minions e vogliono conquistarci

Sicuramente è bastata l’immagine qui sopra per far sì che li abbiate riconosciuti: sono i Minions!
Ve lo confesso, io sto aspettando il 27 agosto, data nella quale uscirà in Italia il film che svelerà origini e futuro del gruppo di deliziosi e occhialuti esserini gialli che parlano una lingua tutta loro e in linea di massima incomprensibile se non per la chiarissima esclamazione “bananaaa!!!”.
Goffi, buffi e un filino cialtroni (sebbene simpaticamente), si fanno comunque capire perché tutto in loro è straordinariamente espressivo: i Minions hanno stregato grandi e piccini tanto che, quando mi regalano un pupazzo con le loro sembianze, sono felice (se non mi credete cliccate qui) e anche il fashion system strizza loro l’occhio (cliccate qui per vedere la notizia che avevo pubblicato mesi fa sulla pagina Facebook del blog).
Forse, vi state chiedendo cosa sia l’immagine qui sopra, una veste un po’ insolita anche se scommetto che facce e atteggiamenti sono familiari e vi ricordano qualcuno… Qualcuno che ha uno stretto rapporto con la moda…
L’idea è del sito Stylight e si basa sul fatto che i Minions hanno un sogno, ovvero lavorare per un cattivo: e se questo cattivo fosse la temutissima e potentissima Anna Wintour, direttrice dell’edizione statunitense di Vogue?
Sono nati così i Fashion Minions (o Minionistas dall’unione di Minions e fashionista): dalla già citata Anna Wintour alla top model Cara Delevingne con una delle sue smorfie dispettose, dalla it-girl Alexa Chung in versione bon ton, con tracolla Chanel, a vari stilisti tra i quali Karl Lagerfeld (con la sua ormai celeberrima gattina Choupette), Vivienne Westwood e Jean-Paul Gaultier. Non mancano alcuni blogger di fama internazionale.
Insomma, è amore tra la moda e le piccole creature: “Detesto il giallo, ma i Minions mi hanno fatto amare questo colore”, dichiara Alber Elbaz, direttore artistico della maison Lanvin, in un video (scherzoso) pubblicato su British Vogue. A proposito, amici di Stylight, noto che nella combriccola dei Fashion Minions manca proprio lo stilista: io rimedierei, anche perché, secondo me, Mr. Elbaz sarebbe irresistibile e strepitoso in tale versione 😉
Io, comunque, ho già scelto i miei preferiti: sono Jean-Paul Gautier, in marinière ovvero t-shirt a righe blu, e l’iconica Iris Apfel, con l’inconfondibile chioma bianca e i suoi immancabili gioielli.
La butto lì: a quando i pupazzi da stringere davvero? Vi immaginate poter stropicciare un po’ la sempre perfetta Anna Wintour?

Manu

I Fashion Minions su Stylight: qui. Il video Are The Minions Finally Gracing The Vogue Cover? di British Vogue: qui.

Visto che ho nominato la banane, qui trovate un mio post che le rapporta alla moda 😉

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Manu

Mi chiamo Emanuela Pirré, Manu per gli amici di vita quotidiana e di web, e sono nata un tot di anni fa con una malattia: la moda. La moda è come l’aria che respiro: ne ho bisogno perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che amo e rispetto. Il minimalismo non è il mio forte e sono allergica a pregiudizi, convenzioni, conformismo e omologazione. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni: per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta con pazienza entrambe, me e la collezione. Sono curiosa di natura perché è la vita stessa a stuzzicarmi: oltre alla moda, amo i viaggi, i libri, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, il nuoto e la buona tavola, possibilmente in compagnia. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Sono web content editor, insegno Fashion Web Editing in Accademia Del Lusso e porto avanti con entusiasmo questo blog: detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo oppure potete propormi la visione di “Ghost”: inguaribile romantica (e ottimista), riesco ancora a sperare che il finale triste si trasformi in un "happy end".

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