Il mio (inutile) punto di vista a proposito di parlare o non parlare di Ucraina
Sono profondamente amareggiata nel leggere così tante polemiche attorno ai modi in cui ognuno di noi decide di affrontare la terribile questione Ucraina – Russia.
E ho la spiacevole sensazione che – qualunque cosa si faccia – si sbagli…
Se si continua a fare il proprio lavoro si viene tacciati di insensibilità; se lo si interrompe o si fa un gesto che vuole essere di solidarietà si viene accusati di essere in cerca di visibilità o pubblicità.
Se non se ne parla si viene accusati di menefreghismo; se se ne parla si viene invitati a tacere con frasi tipo «lasciamo parlare chi se ne intende».
Se si fa qualcosa… «perché per l’Ucraina sì e per altre guerre no».
È assurdo.
Io penso che ognuno abbia il proprio modo di reagire.
Penso che non parlarne non significhi e non comporti che invece non si ascolti e non ci si interessi / informi; penso che parlarne non voglia dire cercare visibilità ma tentare di esorcizzare le proprie paure.
Desidero dire solo una cosa e attenzione, non è né un giudizio né una presa di posizione, è solo una condivisione di pensieri.
Quando ero alle scuole superiori scoppiò la Guerra del Golfo.
Ricordo noi giovanissimi attoniti, disorientati, smarriti, impotenti e increduli davanti alle televisioni eccezionalmente accese a scuola con i notiziari e le immagini che fino a quel momento avevamo visto solo nei libri di storia.
Molti di noi (io compresa) scelsero di manifestare scendendo in strada e tanti ci criticarono dicendo «è inutile».
Forse avevano ragione, ma era il nostro sentire e il nostro reagire.
Allora non esistevano i social network, oggi sì; se allora una manifestazione o uno striscione andavano al limite su un giornale nazionale, oggi possono arrivare fino in Ucraina e forse dare un microscopico sostegno morale.
Idem per ogni altra iniziativa “simbolica”.
Tutto qui.
Detto ciò, concludo con una proposta: ognuno faccia ciò che può, ciò che riesce e ciò che sente.
Non perdiamo energie a criticare e cerchiamo di comprendere, la situazione gravissima ma anche gli altri e i loro atteggiamenti.
O almeno proviamo a rispettarli.
Dire no alla guerra è anche questo.
Manu ♥
*** Ho pubblicato questi stessi pensieri poco fa in Instagram.
Ho il desiderio che restino anche qui, visto che reputo i social network potenzialmente utili, come ho scritto,
ma allo stesso tempo anche fin troppo veloci… ***