È il 26/11/2023, io sono grata e rimando il pensionamento

Anche quest’anno è arrivato il mio compleanno e, stavolta, ho intenzione di parlare di un’unica cosa: quanto io mi senta grata.

Pur essendo un po’ inquieta per tante situazioni che ci circondano, oggi voglio focalizzarmi sulla gratitudine. Anzi, proprio perché le cronache sono piene di tante tragedie di ogni ordine e grado, si deve essere più che mai grati per ogni singola cosa che si ha.

Mi riferisco ad amore e salute così come al fatto di avere un tetto sulla testa e cibo nel piatto. Sono grata ogni volta in cui riesco ad acquistare un nuovo libro, ad andare a una mostra, a fare una vacanza. E poi desidero rivolgere la mia gratitudine all’attività professionale che più mi ha impegnata nell’ultimo anno: l’insegnamento.

Ho già detto (qui) cosa penso circa insegnamento e buoni docenti. Oggi, però, confesso che, ultimamente, mi è capitato di avere un pensiero ricorrente: abbandonare l’insegnamento. Non perché non mi piaccia. Non perché non ami i ragazzi. Ma perché la differenza di età tra me (Generazione X) e loro (Generazione Z) sta diventando troppo ampia.

Non è questione di minor energia o minor entusiasmo. Non ho problemi di questo tipo, non per ora. Ma so che, oggettivamente, quel divario di età cresce. E se prima i miei studenti erano i Millennials, ovvero la generazione immediatamente successiva alla mia, ora nelle mie classi ci sono i membri della Gen Z.

Non voglio generalizzare, ma so di fare parte di una fascia che i giovanissimi sentono lontana e – credetemi – li capisco. È fisiologico. È una ruota che gira. E sottolineo che non sono loro a dirlo o farlo pesare, visto che sono molto educati (magari lo pensano 😉).

Ho sempre pensato che, quando è necessario, occorre avere il coraggio di farsi da parte. Ed è per questo che, a volte, penso che dovrei smettere di insegnare perché inizio a essere troppo vecchia.

Ho avuto tante cose belle dall’insegnamento, ne sono grata e forse sarebbe meglio ritirarmi prima del tramonto.

Da novembre 2022 a novembre 2023: collage di tanti momenti per cui essere grata <span style="color: #ff0000;">♥</span>
Da novembre 2022 a novembre 2023: collage di tanti momenti per cui essere grata

Ma poi…

Poi ci sono classi come quella che ho attualmente in Accademia del Lusso. E trovo studenti attentissimi, curiosi, che interagiscono, che non sono sazi se metto gli approfondimenti nella sezione addendum delle dispense temendo di annoiarli in classe.

Poi trovo ragazzi che continuano a interfacciarsi e a scrivermi ben oltre i nostri corsi insieme. Ragazzi che mi chiedono consigli e che mi raccontano pensieri e sogni, paure e speranze.

E poi capitano momenti in cui il mondo sembra cadere a pezzi. Letteralmente. E allora penso a tutti i ragazzi che incrocio, penso ai loro volti. E mi dico che è proprio in questi momenti un po’ bui che ho una precisa responsabilità: non abbandonarli.

È il mio turno, ora, così come in passato qualcuno ha fatto con me accompagnandomi nell’età adulta. Non sono madre e il mio modo di stare accanto alle nuove generazioni è l’insegnamento. E forse non è ancora arrivato il momento di mettermi da parte, di fare un passo indietro.

Perché, a maggior ragione quando il mondo cade a pezzi, i grandi devono affiancare i giovani affinché loro possano trovare la strada verso il futuro.

Non solo…

Io cerco di dare qualcosa a loro e loro, i ragazzi, danno molto a me.

In ambito tecnico, qualcuno lo definisce reverse mentoring, ma non è alle competenze tecniche o digitali ciò a cui mi riferisco.

I ragazzi mi regalano qualcosa di molto più prezioso: il loro sguardo carico di speranza. La loro fame di presente e di futuro mi emoziona, profondamente. E tiene viva la fame che ho sempre avuto anch’io e che, anche grazie a loro, tengo viva tutt’oggi. Nonostante i dispiaceri, le delusioni, le paure e le angosce per tutto ciò che ci circonda.

Ecco perché sono grata all’insegnamento: mi permette di dare e di ricevere.

Allora… buon compleanno a me. E per quest’anno… pensionamento rimandato.

Manu

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

Glittering comments

Laura Frati
Reply

Sei meravigliosa Manu, mi hai fatto commuovere.
E ancora una volta, invidio i ragazzi che ti hanno come insegnante.
Tantissimi auguroni di ❤, cara Manu da una famiglia molto particolare.
Io, Stefano e Mia. 🐾🐾

Manu
Reply

… e io vi ringrazio con tutto il cuore, famiglia particolare. Anzi, speciale, nel senso più bello e più puro del termine – per valore e per importanza.
Un abbraccio a te e a Stefano e una carezza a Mia.
Vostra Manu

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