Dance Well – Ricerca e Movimento per il Parkinson alla Triennale Milano
Lo confesso subito: per me non è affatto facile scrivere queste righe che raccontano un’iniziativa a proposito del Parkinson.
Come tutti sanno, il Parkinson è una malattia neurodegenerativa a evoluzione progressiva che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell’equilibrio.
Il nome è legato a James Parkinson, medico, paleontologo e geologo britannico vissuto tra il 1755 e il 1824 e che nel 1817 pubblicò un lavoro sullo studio di sei casi di quella che lui descrisse come “paralisi agitante”.
Diverse importanti organizzazioni promuovono la ricerca nonché il miglioramento della qualità della vita delle persone affette dal Parkinson; alcuni pazienti celebri (tra i quali l’attore Michael J. Fox, il pugile Muhammad Ali, papa Giovanni Paolo II, il cantautore Bruno Lauzi, il giornalista Vincenzo Mollica, gli stilisti Sonia Rykiel e André Courrèges dei quali ho scritto rispettivamente qui e qui) hanno contribuito a far crescere la consapevolezza della malattia.
Perché per me non è facile parlarne?
Perché il Parkinson tocca da vicino la mia famiglia attraverso una persona che amo immensamente.
Perdonatemi ma non voglio e non posso aggiungere una sola parola a tal proposito in quanto prevale il bisogno di tutelare e proteggere la privacy della persona in questione.
Ma ciò che conta è che oggi desidero dare voce a una iniziativa di Triennale Milano che si chiama Dance Well – Ricerca e Movimento per il Parkinson ed è nata per promuovere la pratica della danza contemporanea in spazi museali e contesti artistici, rivolgendosi principalmente – ma non esclusivamente – a persone che convivono con il Parkinson.
Vi prego, cari amici di credermi: desidero parlare di Dance Well non solo perché il Parkinson tocca da vicino chi amo, ma anche perché credo fermamente che conoscenza e consapevolezza siano importanti, così come lo è tutto ciò che ci aiuta a prenderci cura di noi stessi.
Trovate allora tutti i dettagli qui sotto e io vi auguro buona lettura.
Manu

Dance Well
Ricerca e movimento per il Parkinson
Progetto laboratoriale
Dal 3 febbraio 2022 fino alla fine dell’anno
Triennale Milano presenta Dance Well – Ricerca e Movimento per il Parkinson, un’iniziativa per promuovere la pratica della danza contemporanea in spazi museali e contesti artistici e che si rivolge principalmente, ma non esclusivamente, a persone che vivono con il Parkinson.
Le classi si terranno tutti i giovedì a partire dal 3 febbraio 2022, dalle ore 10 alle ore 11, fino alla fine dell’anno.
La partecipazione è aperta a chiunque. Le classi, a numero chiuso, sono gratuite previa iscrizione obbligatoria.
Partito nel 2013 dal CSC (Centro per la Scena Contemporanea del Comune di Bassano del Grappa), Dance Well è a oggi la più importante realtà artistica italiana che si occupa di danza per persone con Parkinson: l’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’attento lavoro svolto da Triennale rispetto al tema dell’accessibilità, anche grazie a una programmazione e una proposta di attività rivolte a tutti i tipi di pubblico.
Il progetto è sempre più diffuso sul territorio nazionale ed è arrivato fino in Giappone: Bassano del Grappa, Schio, Verona, Torino, Firenze, Roma, Bergamo, Milano e da gennaio 2022 anche a Castelfranco Veneto e Recanati.
La pratica consiste in lezioni di danza che si svolgono in spazi artistici (musei, pinacoteche, ville, parchi) e lo spazio artistico è uno degli elementi che distingue Dance Well dalle pratiche tradizionali in sale di danza, palestre o spazi per la riabilitazione in senso stretto. E proprio per sottolineare con maggiore chiarezza che Dance Well è una pratica artistica, i partecipanti sono chiamati dancer.
Le lezioni di danza (classi) sono condotte da Dance Well Teacher certificati, liberi di adottare diversi approcci, tecniche e stili attraverso le loro proposte artistiche che si concentrano sullo sviluppo delle abilità espressive per la danza.
Il gruppo di lavoro che porterà avanti la pratica in Triennale è composto da Alessandra Onnis, Emanuele Enria, già teacher presso la Lavanderia a Vapore di Collegno (TO), e Serena Marossi insieme a Simone Moretti, teacher presso Accademia Carrara di Bergamo.
La pratica Dance Well è artistica, ma include al suo interno varie strategie riabilitative, esercizio aerobico, immaginazione motoria, tecniche di cueing, training propriocettivo e sensitivo-motorio in grado di avere effetti positivi sui sintomi e sulla qualità di vita delle persone con Parkinson.
Fondamentale, per lo sviluppo della pratica e l’aggiornamento degli insegnanti, è la collaborazione con le strutture sanitarie che hanno creduto, sviluppato e sostenuto il progetto.
Nel 2015 il dottor Daniele Volpe (responsabile del Centro per la malattia di Parkinson e i disordini del movimento – Casa di Cura Villa Margherita di Arcugnano) ha condotto uno studio scientifico di misurazione sui suoi pazienti, alternando la pratica di Dance Well a quella riabilitativa. Dall’analisi dei dati, la proposta Dance Well può essere definita ugualmente valida rispetto alla riabilitazione tradizionale, con migliori impatti a livello emozionale.
Recentemente la pratica è apparsa anche nella pubblicazione “Dancing with Parkinson’s” della dottoressa Sara Houston, ricercatrice dell’Università di Roehampton, e nella pubblicazione dell’OMS sulle buone pratiche artistiche per il benessere psico-fisico.
Dance Well è un’iniziativa di Triennale Milano e del Comune di Bassano del Grappa, con la collaborazione dell’Associazione Nazionale Giovani Parkinsoniani.
I Partner Istituzionali Eni e Lavazza, l’Institutional Media Partner Clear Channel e il Technical Partner ATM sostengono Triennale Milano anche per questo progetto.
Per iscriversi a Dance Well – Ricerca e Movimento per il Parkinson, occorre inviare un messaggio WhatsApp al 351 7173922 indicando nome e cognome e chiedendo di partecipare appunto alle classi Dance Well.
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.