Una Venere isolata, il romanzo che fa dialogare la moda con il mistico
La moda è una materia superficiale ed è superficiale preoccuparsi troppo di cosa ci si mette addosso.
L’abito non fa il monaco.
Quante volte abbiamo sentito pensieri simili? Spesso.
Da quanto tempo si lotta (e lotto) contro questi pensieri che sono in realtà luoghi comuni? Da parecchio.
Sono luoghi comuni, esatto, perché se è vero che dedicarsi agli abiti non equivale certo a salvare vite umane, per carità, è altrettanto vero che ciò che ci mettiamo addosso non solo riesce a parlare di noi, ma racconta anche la società e il tempo in cui viviamo.
La moda e gli abiti raccontano la storia dell’uomo e l’evoluzione della società intersecandola e attraversandola profondamente: è un linguaggio potente al punto che, anche solo osservando la foggia degli abiti in un quadro o in una foto, possiamo procedere a una sua collocazione temporale certa e precisa se conosciamo la storia del costume.
Pertanto non sempre l’abito fa il monaco (sebbene divise, uniformi e vesti ecclesiastiche siano in realtà strettamente connesse con la persona che le indossa e con il mestiere che fa), certo, ma sicuramente conoscere l’alfabeto attraverso il quale la moda si esprime è importante, senza contare che la moda è un lavoro concreto che dà da mangiare a moltissime persone in tutto il mondo, da chi produce ciò che indossiamo a chi lo vende nei negozi passando per una lunghissima filiera di mestieri e figure professionali.
Nel mio piccolo lotto contro i luoghi comuni citati da tanto tempo, dalla fondazione di questo blog nel quale parlo spesso di costume e società fino a una delle mie occupazioni principali, ovvero l’insegnamento che mi dà l’occasione di cercare di trasmettere ai giovanissimi quanto importante sia approcciare la moda come strumento comunicativo e culturale – e devo dire che loro sono molto aperti proprio verso questo tipo di approccio.
Nell’ottica di questa lotta e del mio amore per la moda nonché con la ferma convinzione che essa sia materia tutt’altro che superficiale, sono particolarmente felice di ospitare oggi Una Venere isolata, il romanzo d’esordio di Monica Re, novella autrice ma esperta cantastorie – o storyteller come il marketing contemporaneo definisce chi mette la propria scrittura creativa al servizio del talento di altri.
La scrittura creativa caratterizza sicuramente Monica Re insieme a una grande, lunga e comprovata esperienza: fondatrice e presidente di Studio Re Media Relations, agenzia milanese indipendente, per venticinque anni si è dedicata alla comunicazione di importanti multinazionali e al lancio di start up innovative nei settori moda, beauty e design.
Interessata alla ricerca in campo umanistico e scientifico, la sua formazione è trasversale e poco convenzionale: ha infatti integrato gli studi di comunicazione e marketing con seminari e approfondimenti nel campo della pedagogia, teatro, neuroscienze e filosofia sistemica.
Dopo aver completato un training in counseling relazionale, ha intuito la necessità di creare un ponte tra evoluzione digitale della comunicazione e nuovo umanesimo: è stata co-autrice del libro Fashion change nato da una riflessione a 360 gradi di studiosi, intellettuali, artisti, fashion designer, imprenditori, tutti animati dalla consapevolezza delle grandi trasformazioni in atto e dalla necessità di impostare nuovi paradigmi che consentano di vivere il cambiamento come un’opportunità di crescita – e non come limitazione.

Una Venere isolata è una favola contemporanea e surreale ambientata nel mondo della moda, ma narrata attraverso i filtri delle percezioni sottili.
Spoilero parzialmente la trama: Valentina, madre e imprenditrice, irrequieta e a tratti visionaria, dialoga con i mille volti intorno e dentro di sé, trasformando le tappe dell’organizzazione di una sfilata in un thriller psicomagico.
La protagonista, come una moderna Alice nel paese delle Meraviglie, oltrepasserà lo specchio proprio quando, sotto ipnosi, riuscirà ad assottigliare quel confine che crediamo esistere fra reale e sogno.
Il lavoro di comunicazione per la nuova collezione del designer Alessandro De Lucchi darà il via a una danza di coincidenze che rimescolerà le forze in gioco… sarà allora possibile ricominciare da dove tutto ebbe inizio.
Si tratta dunque di un viaggio oltre la consueta percezione che abbiamo del fashion system (capite perché sono felice di parlarne), di un romanzo di formazione attraverso l’evoluzione della protagonista: il viaggio culmina in un messaggio importante, occorre saper vestire l’abito non solo come un indumento, ma anche come un talismano perché è «in grado di trasformare la percezione che abbiamo di noi stessi, facendo emergere talenti dimenticati, profondamente salvifici», come dice Monica Re.
«Quando ho cominciato a scrivere – racconta l’autrice – non avevo idea di dove sarei andata a parare, né se sarei stata in grado di concludere la mia opera. Per me non si tratta “solo” di un romanzo, rappresenta piuttosto un viaggio interiore alla ricerca dell’Eudaimonia. La manifestazione del mio Daimon.»
Attraverso l’amore incondizionato per la bellezza, la moda, il design e la crescita interiore, Una Venere isolata perfeziona un linguaggio interdisciplinare nuovo, capace di far dialogare la moda con il mistico.
Fra biografia astrologica (quella Venere isolata è presa in prestito proprio dal suo tema natale) e aneddoti professionali, Monica Re getta i semi per una nuova cultura anticonvenzionale che utilizza la moda come strumento di evoluzione.
Altrettanto interessante – naturalmente! – è l’editore che ha permesso la realizzazione di questa avventura letteraria: Do it human è una casa editrice indipendente fondata nel 2015 da Diego Leone e Alberto Manieri.
Focalizzata sulla pubblicazione di titoli legati al mondo del benessere psicofisico, sviluppo personale, psicologia e comunicazione, Do it human si è posta l’obiettivo di essere una fonte d’ispirazione per chi respira un nuovo rinascimento e vuole prendervi parte attivamente.
«A partire dalla relazione con gli autori, passando per quella con i collaboratori – spiegano i fondatori – il nostro sogno è arrivare, con un libro, tra le mani del lettore e sapere di aver stabilito una nuova connessione, una relazione in grado sostenere e stimolare questo cambiamento collettivo.»
Insomma, se volete sapere cosa c’entri, per esempio, Alejandro Jodorowsky (classe 1929, drammaturgo, regista, attore, compositore e scrittore) con l’organizzazione di una sfilata, non vi resta che leggere Una Venere isolata.
Perché lo sottolineo ancora una volta, penso che l’estetica non possa e non debba essere slegata dall’etica e dai contenuti e penso che la moda non sia mera apparenza. Può (e per me deve) essere anche sostanza ed essenza.
Manu
Una Venere isolata
Romanzo di Monica Re
ISBN 9788899628444
PAGINE 260
PREZZO € 18
DIMENSIONI cm 13×19
Editore Do it human (se volete trovate il libro qui)
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.