Studio Re presenta OFF THE SPOT, un format che elegge l’arte a linguaggio di comunicazione

Dal 6 al 9 maggio, a Milano, l’agenzia di comunicazione Studio Re lancia OFF THE SPOT, un format culturale inedito e aperto al pubblico. La curatela è affidata a Mirko Pancaldi, architetto o «trafficante di epifanie», come lui stesso ama definirsi.

Il format OFF THE SPOT nasce come evoluzione audace e filo-provocatoria di The Spot, l’evento relazionale annuale con cui l’agenzia celebra il meglio dei propri clienti beauty, fashion & lifestyle. OFF THE SPOT è un incubatore di idee, un acceleratore contemporaneo progettato per scandagliare il caos del presente e far emergere ciò che è destinato a resistere. Leggi tutto

Venticinque anni di Studio Re: il party, le emozioni e un nuovo capitolo

Studio Re, agenzia milanese fondata nel 2000 da Monica Re, festeggia il suo primo quarto di secolo. Nata come agenzia di comunicazione, Studio Re è oggi un sistema evoluto nelle media relation nei settori moda, beauty e lifestyle. Monica e il suo team lavorano con creatività, immaginazione, passione, autenticità e rigore. Sanno costruire relazioni solide e durature e comprendono contesti, esigenze e sfide.

I venticinque anni sono stati festeggiati martedì 11 novembre con un evento ospitato all’Apollo Milano. Alla festa c’eravamo anche noi di A glittering magazine ed è stato un piacere e un onore essere invitati. Abbiamo condiviso un momento di festa che è stato un traguardo e, allo stesso tempo, una nuova partenza.

Per una testata come la nostra, un ufficio stampa è un contatto importante. È una risorsa preziosa per entrare in contatto con i brand, inclusi quelli più giovani e innovativi. Nei dodici anni del nostro percorso, Studio Re ci ha dato l’opportunità di scoprire nuovi progetti, come anche l’opportunità di seguire percorsi e successi di tanti nomi affermati. Leggi tutto

Una Venere isolata, il romanzo che fa dialogare la moda con il mistico

La moda è una materia superficiale ed è superficiale preoccuparsi troppo di cosa ci si mette addosso.

L’abito non fa il monaco.

Quante volte abbiamo sentito pensieri simili? Spesso.

Da quanto tempo si lotta (e lotto) contro questi pensieri che sono in realtà luoghi comuni? Da parecchio.

Sono luoghi comuni, esatto, perché se è vero che dedicarsi agli abiti non equivale certo a salvare vite umane, per carità, è altrettanto vero che ciò che ci mettiamo addosso non solo riesce a parlare di noi, ma racconta anche la società e il tempo in cui viviamo.

La moda e gli abiti raccontano la storia dell’uomo e l’evoluzione della società intersecandola e attraversandola profondamente: è un linguaggio potente al punto che, anche solo osservando la foggia degli abiti in un quadro o in una foto, possiamo procedere a una sua collocazione temporale certa e precisa se conosciamo la storia del costume.

Pertanto non sempre l’abito fa il monaco (sebbene divise, uniformi e vesti ecclesiastiche siano in realtà strettamente connesse con la persona che le indossa e con il mestiere che fa), certo, ma sicuramente conoscere l’alfabeto attraverso il quale la moda si esprime è importante, senza contare che la moda è un lavoro concreto che dà da mangiare a moltissime persone in tutto il mondo, da chi produce ciò che indossiamo a chi lo vende nei negozi passando per una  lunghissima filiera di mestieri e figure professionali. Leggi tutto

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