Fabio Cannavaro e perché è l’ambassador giusto per Skechers
Fabio Cannavaro, ex capitano della nostra Nazionale di calcio, è protagonista delle campagne Skechers in Italia e in Spagna. Vi racconto i dettagli riflettendo su quanto sia importante la coerenza nella scelta di un ambassador.
Lo dico subito, chiaro e tondo: non capisco nulla di calcio.
Da piccola, tifavo per la Juventus semplicemente perché era la squadra del cuore di mio papà. Poi, da adolescente, ha vinto l’attaccamento alla mia città, Milano, e il mio cuore è diventato rossonero, battendo per una delle due squadre meneghine.
Ero abbastanza tifosa, all’epoca, senza esagerazione ma tifosa. Poi, nel tempo, ho perso completamente (o quasi) qualsiasi tipo di interesse. Soprassediamo sulle ragioni.
Il mio cuore è rimasto milanista e dunque gioisco per gli eventuali successi rossoneri, ma senza particolare trasporto. E poi tifo per la nostra nazionale, naturalmente.
Ho quindi partecipato anch’io ai festeggiamenti in strada quando l’Italia ha vinto la Coppa del Mondo nel 2006. E perfino io ricordo la finale del 9 luglio allo stadio di Berlino che ci vide prevalere sulla Francia per 5-3 ai rigori. E ricordo benissimo chi fosse il capitano della squadra: Fabio Cannavaro.
Ecco perché, quando ho ricevuto l’invito per la presentazione di Cannavaro come nuovo ambassador Skechers, mi sono immediatamente segnata l’appuntamento in agenda, nonostante il calcio non sia tutto sommato il mio forte.
Già, proprio Fabio Cannavaro è il primo ambassador maschile per il mercato italiano di Skechers, marchio globale di calzature.
È il protagonista delle campagne in Italia e in Spagna per le collezioni lifestyle del marchio, tra cui le Skechers Hands Free Slip-ins® – ovvero le sneaker indossabili senza utilizzo delle mani – e la tecnologia Skechers Arch Fit®.
«Trovo grandi affinità tra me e Skechers – ha ribadito Fabio Cannavaro anche durante l’incontro di presentazione al quale sono stata – e credo sia molto importante collaborare con marchi che condividono i miei stessi valori. Mi piacciono la qualità e il comfort di Skechers, oltre all’attenzione per i dettagli che il marchio mette in ogni progetto. È lo stesso spirito che ho portato in campo da giocatore e che cerco di trasmettere ai giovani calciatori anche da allenatore. Fare le cose bene è qualcosa che mi piace. E con Skechers condividiamo anche questo valore».
«Fabio Cannavaro è un personaggio amatissimo e molto popolare nel nostro Paese – ha spiegato Sergio Esposito, General Manager di Skechers USA Italia – è simpatico, spontaneo e divertente, il che lo rende la scelta perfetta per sostenere i nostri valori di comfort, stile, innovazione e qualità».
Insieme a Benedetta Parodi, già parte del team dallo scorso anno, Cannavaro è il secondo ambassador per il mercato italiano.
Si unisce al team di global ambassador di Skechers che comprende gli ex calciatori Jamie Redknapp, Frank LeBeouf e Michael Ballack. Tra le icone della musica ci sono Doja Cat e Snoop Dogg. Nella lista c’è anche la star del palcoscenico e del cinema Ashley Park e una serie di ex-atleti tra cui il pugile Sugar Ray Leonard.
L’elenco dei professionisti d’élite di tutto il mondo che attualmente gareggiano con le calzature Skechers comprende anche i golfisti Matt Fitzpatrick e Brooke Henderson. E Harry Kane, attaccante del Bayern Monaco che indossa le scarpe da calcio Skechers in campo.

Ma permettetemi di tornare a Fabio Cannavaro.
Nato a Napoli nel 1973, Cannavaro ha iniziato la sua carriera da calciatore con l’esordio in Serie A nel 1993 tra le file del Napoli. La sua brillante carriera nel mondo calcistico ha visto il proprio culmine nel 2006, in occasione dei Mondiali di cui parlavo in principio, quando ha indossato la maglia di capitano della Nazionale. E ha guidato la squadra verso la vittoria.
Nello stesso anno, Cannavaro ha vinto anche il Pallone d’oro. E non solo è stato il quinto italiano vincitore del premio (dopo Omar Sívori, Gianni Rivera, Paolo Rossi e Roberto Baggio), ma è anche uno dei soli tre difensori ad averlo vinto dopo Franz Beckenbauer (insignito due volte, nel 1972 e nel 1976) e Matthias Sammer (insignito nel 1996). Lo confesso, non sapevo tutto ciò ma, incuriosita da questo dettaglio emerso durante l’evento di presentazione, sono andata a fare ricerche approfondite… come ho ammesso, non capisco nulla di calcio ma è preciso dovere di un editor verificare e approfondire.
Cannavaro ha trascorso anche diverse stagioni con il Real Madrid, vincendo, consecutivamente, titoli della Liga nel 2007 e nel 2008.
Oggi, dopo una lunga carriera da vero campione, è allenatore e appassionato di ciclismo.
Come dicevo, non volevo assolutamente mancare alla presentazione che l’ha visto coinvolto. Per due motivi.
Il primo motivo è che il matrimonio tra lifestyle e calcio è sempre più profondo.
Penso a tanti annunci recenti, per esempio a Zegna che ha rinnovato l’intesa proprio con il Real Madrid in qualità di official luxury travelwear per le stagioni 2023-2024. La label biellese di lusso veste le squadre di calcio e di basket del club spagnolo con outfit esclusivi realizzati su misura.
Scelte simili raccontano, appunto, quanto il legame tra lifestyle (moda inclusa) e calcio sia sempre più forte. Visto che mi occupo di moda e lifestyle e che so troppo poco di calcio, ogni occasione è buona per sanare le mie lacune.
Il secondo motivo (ok, dai, in realtà era questo il primo vero motivo) è che sono sempre stata colpita dal sorriso di Cannavaro.
E ora posso testimoniarlo, da vicino quel sorriso è esattamente come lo si vede in foto. E aggiungo che ha una stretta di mano forte e vigorosa, come si addice alle persone di carattere.
A volte conoscere una persona che consideriamo in qualche modo una icona è deludente, altre volte invece è una conferma. È il caso di Cannavaro, simpatico e comunicativo al punto da portare me – che non lo faccio MAI – a chiedere una foto insieme. Ebbene sì, ho ceduto alla tentazione di una foto con Fabio Cannavaro.
Devo dire che ha un sorriso che definirei verace, se mi passate l’uso di un aggettivo forse un po’ scontato e inflazionato quando si parla di Napoli e napoletani. A me non piacciono gli aggettivi e i concetti scontati e inflazionati, ma tant’è, per lui è un aggettivo perfetto perché il suo sorriso è davvero accattivante, sincero, schietto, aperto, luminoso, solare. E spontaneo, come ha giustamente detto Sergio Esposito.
Conserverò la foto insieme a lui nell’album dei miei ricordi personali, sperando di poter (ri)vedere e (ri)vivere presto la prossima vittoria dell’Italia ai Mondiali.

Quanto a Skechers, chi mi conosce bene sa già quanto io apprezzi questa azienda.
In ottica professionale, in primis, e anche personale. Attualmente, possiedo quattro paia di loro sneaker che indosso per lo sport e (parlando di lifestyle…) nel quotidiano.
Leader nel settore del comfort e nota per lo sviluppo di tecnologie e materiali innovativi, Skechers comprende un’ampia gamma di soluzioni distintive.
Qualche esempio? La tecnologia brevettata Skechers Hands Free Slip-ins®, la tecnologia Massage Fit®, la tecnologia Skechers Arch Fit®, la tecnologia Skechers Max Cushioning®, la tecnologia Skechers Hyper Burst®, la tecnologia Skechers Air-Cooled Memory Foam®, la tecnologia Skechers Relaxed Fit® e la tecnologia Skechers Stretch Fit®.
Ma, oltre a tecnologie e capacità, per me sono importanti i valori che un’azienda veicola. E reputo importante che ci sia coerenza di tali valori tra ambassador e marchio. Per onestà di entrambi verso pubblico e consumatori.
Penso che il legame tra Skechers, marchio basato su innovazione e qualità, e Fabio Cannavaro, grande campione e oggi allenatore, sia molto coerente. A legarli sono valori tra cui la passione, la capacità e la continuità nell’impegno.
Emanuela Pirré
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.