Drive different, dall’Austerity alla mobilità del futuro – la mostra a Torino dal 24/11

Ricevo e volentieri condivido – Venerdì 24 novembre verrà inaugurata a Torino la mostra “DRIVE DIFFERENT. Dall’Austerity alla mobilità del futuro”.

La mostra multimediale, unica nel suo genere, verrà allestita al MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile e durerà fino al 7 aprile 2024.

Si tratta di un racconto di cinquant’anni di politiche sulla mobilità, di ricerca tecnologica sui motori, di progettazione delle nuove aree urbane, di innovazione nel trasporto pubblico e di invenzioni futuristiche. Lo scopo è offrire ai visitatori spunti di riflessione sulle scelte indispensabili da fare nell’immediato e una maggiore consapevolezza riguardo ai temi ambientali.

Considerata la grande attualità dell’argomento, sono felice di condividere con voi, cari lettori, un’anteprima circa la mostra.

Seguiranno ulteriori dettagli anche attraverso la rubrica A glittering calendar.

Buona lettura,

Emanuela

 

 

AL MUSEO NAZIONALE DELL’AUTOMOBILE DI TORINO
ARRIVA LA MOSTRA
DRIVE DIFFERENT. DALL’AUSTERITY ALLA MOBILITÀ DEL FUTURO
24/11/2023 – 07/04/2024

Partendo dalla crisi petrolifera degli Anni Settanta, la mostra DRIVE DIFFERENT. Dall’Austerity alla mobilità del futuro si interroga sul passato e analizza le sfide della Future Mobility, indissolubilmente legate agli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Oggi, come 50 anni fa, la guerra ha sollevato il tema dell’approvvigionamento energetico e, nel complesso contesto internazionale attuale, i trasporti sono chiamati a fornire risposte che vadano nella direzione della tutela dell’ambiente e della transizione ecologica.

Il punto di partenza dell’esposizione è il 23 novembre 1973, quando il governo Rumor allora in carica varò il decreto legge 304: i provvedimenti sull’Austerity.

L’Italia passava così dal boom economico all’austerità. Una guerra non lontana toccò il Paese da vicino e scatenò la prima crisi petrolifera dell’Occidente. Venne proibito l’uso delle auto la domenica, si abbassarono i termostati nelle case nonché l’illuminazione nelle strade e i limiti di velocità. Negozi, cinema e teatri chiusero i battenti a mezza sera.

Tra lezioni imparate e occasioni perdute, il percorso espositivo ci porta ai nostri giorni.

Un’altra guerra minaccia le riserve energetiche e la stabilità sociale, politica ed economica dell’intero pianeta. E mentre questo accade, anche l’equilibrio ambientale della Terra si incrina: il 7 luglio 2023 l’ONU ha dichiarato che l’innalzamento termico è ormai “fuori controllo”. I termini del problema fanno un salto di scala: non più una crisi contingente, in un Paese o in un emisfero. Tutto il mondo, con le sue diseguaglianze, passa dall’Austerity agli obiettivi della Sostenibilità. I trasporti, che partecipano per una quota importante al generale dissesto, sono chiamati a fornire le risposte più urgenti. L’automobile, in particolare, a compiere scelte epocali.

Dove sta andando, allora, il futuro dell’auto? A questa domanda intende dare una risposta la seconda parte dell’esposizione.

Tale seconda parte inquadra il presente e prova a tracciare, con l’aiuto di esperti e ricercatori internazionali, gli scenari futuri. La speranza è che la libertà che l’automobile ci ha dato in passato sia ancora tutelabile. Adattata, intelligentemente, ai bisogni, alle situazioni, ai luoghi che cambiano.

DRIVE DIFFERENT racconta cinquant’anni di politiche sulla mobilità, di ricerca tecnologica sui motori, di progettazione delle nuove aree urbane, di innovazione nel trasporto pubblico e di invenzioni futuristiche.

Si va dall’automobile come sogno di autonomia e libertà negli Anni Sessanta alla sfortunata avventura del motore rotativo Wankel; dalla prima metropolitana moderna a Milano (inaugurata nel 1964) all’alta velocità ferroviaria; dalle criticità del traffico aereo e navale alle città che si aprono alle piste ciclabili, alle stazioni per la sharing mobility, alle colonnine per la ricarica delle batterie. Dalla concept car “Kar-a-sutra” (dissacrante veicolo esposto al MoMA di New York nel 1972 che anticipa, a suo modo, la vettura autonoma) fino ai veicoli elettrici, l’e-fuel e il bio-fuel, i motori a idrogeno, alcuni prototipi di tecnologia e di stile di particolare interesse degli ultimi anni.

La mostra, ideata da Giosue Boetto Cohen, è stata realizzata con il contributo scientifico del Politecnico di Torino, il Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology e Quattroruote, in partenariato con Stellantis e con il supporto di ENI. Intende offrire ai visitatori spunti di riflessione sulle scelte indispensabili che ci attendono e una maggiore consapevolezza riguardo ai temi trattati.

La mostra è corredata da un ciclo di conferenze con autorevoli esperti per approfondire i temi della smart mobility e delle smart cities, della sharing mobility e dell’economia circolare, dei biocarburanti e della guida autonoma. Non manca un palinsesto di appuntamenti dedicati alle scuole e ai ragazzi che verranno coinvolti in attività di laboratorio e tavoli di lavoro.

Il calendario completo di tutti gli eventi è disponibile sul sito del museo.

Il Museo dell’Automobile di Torino è aperto il lunedì dalle 10 alle 14 e dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19.

A dicembre, una sezione satellite della mostra aprirà a Milano nelle gallerie dell’ADI Design Museum Compasso d’Oro.

Qui il tema sarà la micromobilità nella città che cambia, con quattro esempi di vetture di design: Topolino Giacoisa (1936), Iso Isetta (1953), Topolino Elettrica e Microlino (2023).

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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