Grinko SS 2025 The body remembers
«Ricordo benissimo la prima volta in cui ho visto una collezione firmata da Sergei Grinko.»
Iniziava così un mio articolo datato ottobre 2021 e dedicato a Sergei Grinko, alla sua evoluzione e alla collezione SS 2022. In quel pezzo, raccontavo che la prima volta era stata nel settembre del 2011, dieci anni prima, quando Sergei sfilava nell’ambito del progetto New Upcoming Designers di Camera Moda. Tra tanti giovani talenti, ero rimasta letteralmente fulminata proprio da lui e dalle sue creazioni nelle quali avevo visto l’inizio di un viaggio affascinante e suggestivo.
Quell’attacco e quell’articolo mi sono tornati in mente qualche giorno fa.
Stavo ammirando la collezione Grinko SS 2025 e proprio Sergei mi ha chiesto se, in questo suo nuovo lavoro, io riuscissi a vedere una riconoscibilità rispetto al suo percorso. Ho sorriso, tra me e me, e ho risposto ciò che pensavo – e che penso – sinceramente: sì, la vedo.
La collezione Grinko SS 2025 è una nuova dimostrazione di ciò di cui lui è sempre stato capace: costruire un percorso coerente nel quale instillare la sua visione, da sempre cosmopolita, e la sua creatività.
La collezione si intitola The body remembers ovvero il corpo ricorda. Rappresenta un viaggio visivo e introspettivo, un dialogo che celebra bellezza e libertà di espressione ispirandosi anche al mondo dell’arte contemporanea. Per esempio, a forme e lavori che hanno colpito lo stilista in occasione della Biennale di Venezia.



I colori naturali della terra si fondono con vibranti tonalità tra cui giallo, rosa, rosso.
Le silhouette accarezzano il corpo e lo rivelano senza tuttavia l’esagerazione oggi invece cara (purtroppo) a molti stilisti. Alcune di queste silhouette riportano in auge forme del passato – ecco perché il corpo ricorda. Per esempio, penso agli abiti che riecheggiano i pepli della Grecia antica portandoli nella contemporaneità.
Sono presenti tessuti sostenibili, tra cui cotone organico, come anche tessuti tecnici e traspiranti.
Non solo. In occasione della presentazione fatta durante la recente Milano Fashion Week, il marchio ha rivelato una nuova collaborazione con Emirates Sports. Questa partnership promette di ridefinire le nostre esperienze di moda e sport, offrendo capi che incarnano l’essenza del movimento.
Emirates Sports è una società di investimento che promuove lo sviluppo dello sport attraverso format innovativi e che crea valore investendo in progetti considerati promettenti. La visione, le relazioni globali, la solida esperienza di gestione operativa del gruppo Emirates Sports promuovono l’eccellenza, l’innovazione e un impatto positivo duraturo nei settori dello sport, dell’ospitalità e dell’intrattenimento.
Vladimir Burdun, fondatore e CEO di Emirates Sports, ha deciso di scommettere su Grinko. Non posso che esserne felice visto ciò che penso di lui fin dal 2011 e da quella passerella.



Concludo tornando alla domanda che mi ha fatto Sergei.
Come ho detto a lui e come sto sottolineando con queste righe oggi, nel suo percorso vedo continuità, coerenza, riconoscibilità e, allo stesso tempo, crescita ed evoluzione.
Grinko riesce a rimanere fedele a sé stesso. Riesce a essere sempre proteso in avanti. Riesce a essere contemporaneo e, allo stesso tempo, a riecheggiare il passato.
Certe forme, certe silhouette di Sergei – presenti anche nella collezione Grinko SS 2025 – sono riconoscibili e fortemente collegate a lui e al suo percorso.
Non fanno eccezione le maschere con cui ha velato i volti di alcune modelle. Mi hanno ricordato temi che gli sono cari e che ha già trattato in passato. Non ha mai avuto paura di toccare tematiche sociali e culturali che gli stanno a cuore.
E, d’altro canto, la maschera ha infiniti significati. Una maschera, oggi, nasconde o protegge? A ciascuno la propria risposta.
Io mi limito a dire che la donna immaginata da Grinko è sempre stata una creatura complessa (intendendo ricca di sfumature) e per la quale non c’è mai una sola risposta. E che, presentandola come tale, lo stilista dimostra di conoscere bene noi donne e il nostro desiderio di indossare quelle nostre molteplici sfaccettature.
Emanuela Pirré
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.