ANLAIDS fa 40 anni e lancia un concorso che unisce abito e prevenzione

In occasione del 40° anniversario dalla sua fondazione, ANLAIDS (acronimo di Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS) promuove il concorso intitolato L’abito – prevenzione: il costume come strumento di consapevolezza.

L’iniziativa è rivolta ai creativi e alle creative di tutto il Paese e, in particolare, agli studenti e alle studentesse delle Accademie di Belle Arti e delle scuole di moda italiane. L’idea è esplorare il potere comunicativo della moda nel promuovere la prevenzione e la consapevolezza in ambito sessuale. L’obiettivo finale è la sensibilizzazione del pubblico verso tali tematiche.

I migliori progetti saranno esposti in una mostra itinerante che avrà proprio questo compito importantissimo: portare il messaggio di prevenzione in numerose città italiane. E i tre vincitori avranno l’opportunità di realizzare il proprio abito.

In giuria ci saranno nomi importanti. Presenti anche Sara Sozzani Maino, direttrice creativa di Fondazione Sozzani, e Alessia Glaviano, Head of Global Photo Vogue.

Reputo che questa sia un’occasione preziosa, per tutti. Per chi crea così come per chi crede nel potere comunicativo della moda e nella sua capacità di accendere la luce su temi importanti. Come questo.

Volentieri, quindi, do qui sotto tutti i dettagli per chi fosse interessato a partecipare. E invito soprattutto i giovani a mettersi in gioco.

Emanuela Pirré

 

 

40 ANNI ANLAIDS:
CREATIVI DI TUTTA ITALIA
PER IDEARE L’ABITO-PREVENZIONE

ANLAIDS promuove il concorso
L’abito – prevenzione: il costume come
strumento di consapevolezza

ANLAIDS, acronimo di Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS, prima associazione nata in Italia per fermare la diffusione del virus HIV e dell’AIDS, compie 40 anni. Per festeggiare, promuove il concorso intitolato L’abito – prevenzione: il costume come strumento di consapevolezza.

L’iniziativa è rivolta agli studenti e alle studentesse delle Accademie di Belle Arti e delle scuole di moda italiane e anche ai creativi e alle creative di tutto il Paese. Si propone di esplorare il potere comunicativo del costume nel promuovere la prevenzione e la consapevolezza in ambito sessuale nonché l’uso del linguaggio visivo e materico della moda e dell’arte per sensibilizzare il pubblico.

Il progetto trae spunto dalla riflessione sulla malattia come metafora, concetto esplorato da Susan Sontag nel suo celebre libro AIDS and Its Metaphors (1989). Altro riferimento culturale significativo è la storica campagna di Moschino del 1995 con Fiore Crespi.

Già modella, redattrice, vicepresidente e poi presidente di ANLAIDS, Crespi ha rotto il silenzio sull’HIV posando con un abito creato da Franco Moschino: l’abito si è fatto veicolo di sensibilizzazione grazie a elementi simbolici come profilattici, fiocchetti rossi e lecca lecca appuntati sul corpetto di un elegantissimo abito da sera. È l’immagine che vedete qui sopra. Un gesto coraggioso, simbolico, che ha trasformato il vestire in un atto di consapevolezza.

Fiore Crespi è stata poi tra le promotrici di Convivio, la celebre mostra-mercato che continua a crescere grazie all’impegno congiunto di istituzioni, aziende, brand. E grazie all’amicizia di numerose personalità del mondo della moda, della cultura, dello spettacolo e della creatività. Fondamentale è, naturalmente, la partecipazione del pubblico che trasforma lo shopping in un gesto di solidarietà, contribuendo alla raccolta fondi a favore di ANLAIDS e al sostegno, con trasparenza, di progetti concreti per la prevenzione e l’assistenza.

Oggi questo impegno si rinnova diventando anche un concorso.

Studenti e studentesse, creative e creativi, sono invitati a rispondere a una precisa domanda: in che modo l’abito può diventare uno strumento per parlare della prevenzione in ambito sessuale?

I migliori progetti – figurini fatti a mano dell’abito, corredati da didascalia a illustrare il concept e scheda tecnica a spiegare la scelta dei materiali – saranno selezionati il 15 ottobre 2025 dalla giuria di esperti ed esposti in una mostra itinerante che, partendo da Treviso, porterà il messaggio di prevenzione in numerose città italiane tra cui Milano, Roma, Napoli.

I tre vincitori, decretati tra i progetti selezionati, avranno l’opportunità di realizzare il proprio abito grazie a un premio in denaro.

«Il concorso – spiega Luca Butini, presidente di ANLAIDS – si inserisce nell’ampio panorama di attività dell’Associazione. Dalla sua fondazione, infatti, ANLAIDS è presente sul territorio nazionale promuovendo iniziative e progetti per sostenere le persone con HIV e le loro famiglie e contrastare lo stigma e anche per diffondere informazioni corrette su HIV e infezioni sessualmente trasmissibili, con particolare attenzione ai giovani. Divulga i progressi della ricerca scientifica e i traguardi raggiunti, pensiamo per esempio a U=U (non rilevabile = non trasmissibile). Facilitiamo anche l’accesso al test HIV e alle misure di prevenzione, profilattico e PrEP (profilassi pre esposizione).»

In giuria, accanto a Luca Butini, ci sono nomi prestigiosi: Sara Sozzani Maino, direttrice creativa di Fondazione Sozzani, Alessia Glaviano, Head of Global Photo Vogue, Laura Nobile, coordinatrice generale di Tirelli Costumi, Elena Di Cioccio, attrice, Lorenzo Cutuli, scenografo e professore all’Accademia di Belle Arti di Venezia, Emanuele Scorcelletti, fotografo.

Dove inviare i progetti? All’indirizzo anlaids40.bando@anlaids.it

Entro quando? La scadenza è fissata al 12 settembre 2025.

Attenzione! Tutte le condizioni e i dettagli sono contenuti nel bando di concorso ufficiale – qui.

 

 

A PROPOSITO DI ANLAIDS

Fondata nel 1985, ANLAIDS – Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS ETS è la prima associazione nata in Italia per fermare la diffusione del virus HIV e dell’AIDS.
Onlus dal 1998, persegue finalità solidaristiche e di utilità sociale senza scopo di lucro. Opera per informare e sensibilizzare su HIV e infezioni sessualmente trasmissibili, fare prevenzione, rendere accessibili i test HIV gratuiti, sostenere la ricerca scientifica.
Oggi è presente sul territorio nazionale con 14 sedi in 11 regioni.
Fa parte della Commissione Nazionale AIDS e della Consulta delle Associazioni AIDS presso il Ministero della Salute.

Qui il loro sito.

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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