RIUSCI, originalità ed empatia da indossare
Acquistare un capo di abbigliamento può sembrare qualcosa di estremamente semplice e rapido. Oggigiorno basta un click ed il gioco è fatto. Ci troviamo a comprare qualsiasi cosa senza fermarci realmente a riflettere, molto spesso essendo anche insoddisfatti di ciò che abbiamo acquistato. Con la necessità di fare in fretta e con l’ingordigia di avere tutto e subito, non prestiamo la dovuta attenzione e, quindi, riempiamo l’armadio di cose che, molto probabilmente, non metteremo mai.
Ci siamo fatti coinvolgere dal grande gioco del fast fashion, confondendo il necessario col vezzo. Alcune volte, però, occorrerebbe soffermarsi, approfondire, cercare meglio, dedicando più tempo ad acquisti consapevoli. Forse, in questo mare magnum, potremmo avere il piacere di imbatterci in RIUSCI, un brand dall’animo toscano che, senza parlare, riesce ad insegnarci molto.
Avendo avuto il piacere di incontrare Valentina Carlesi, fondatrice del marchio, ci siamo totalmente immerse nel mondo di RIUSCI, amandolo dal primo istante.

Ciò che da subito ci ha incuriosito è stato il nome: termine totalmente alieno per chi non è cresciuto in Toscana, termine familiare per chi invece ha qui le proprie radici. RIUSCI ha a che fare col vernacolo toscano e, in sintesi, significa riuscire a fare qualcosa anche se non si avevano gli elementi per farlo. Un po’ come le nonne che preparavano dei piatti spettacolari con quello che avevano in frigo o nella dispensa.
In tutto questo c’è la prima chiave di lettura del brand: spreco ridotto ai minimi termini. Elemento fondamentale in un mondo che oggi fagocita, corre, butta via. Invece Valentina ha deciso di fare proprio il contrario: pochi metri di tessuto, bottoni e dettagli scovati nei migliori mercati delle pulci, una ricerca spasmodica dell’unicità senza sprecare niente. Un percorso accurato, in cui ogni singolo elemento trova spazio, in una perfetta ottica di sostenibilità.

Data la scelta dei materiali per la produzione, è quasi inutile dire che ogni creazione ha una vita propria, con caratteristiche peculiari. Ogni capo è anche estremamente versatile, oltre a poter essere indossato senza distinzioni di sesso e di taglia. E qui arriviamo ad una ulteriore chiave di lettura: RIUSCI è un brand versatile ed inclusivo. Propone creazioni che non vanno ad escludere nessuno, riuscendo a far sentire a proprio agio chiunque le indossi. I capi chiedono di essere provati e indossati, perché, spesso, possono diventare il dettaglio che rinfresca il guardaroba o l’elemento che dà personalità ad un outfit basico.
Parlando con Valentina è impossibile non accorgersi di quanta cura e dedizione ci siano dietro a questo progetto. RIUSCI non è nato all’improvviso né è frutto del caso. È la sommatoria tangibile di una formazione ben delineata, di radici che si fanno sentire, di ricerca e passione. Valentina Carlesi si è formata prima come chimico tessile per poi approfondire i propri studi nel settore frequentando il Polimoda. Non è stata, però, solo la sua formazione a contribuire alla nascita del brand. Il territorio in cui è cresciuta, vicinissima al distretto tessile pratese, e la tradizione sartoriale della famiglia hanno indubbiamente stimolato in modo ulteriore la creazione di RIUSCI. Ognuno di questi elementi è un tassello prezioso che ha dato modo al progetto di vedere la luce.

La passione e la professionalità di Valentina si vedono, si sentono in ogni creatura e creazione del brand. Ogni capo ha una storia, una ricerca pregressa. In tutto questo ci sono umanità, originalità ed empatia da indossare. RIUSCI non è solo moda, è anche un enorme tacito insegnamento. In primo luogo ci insegna che niente di per sé è uno spreco o qualcosa da buttare. Inoltre, ci dice che ogni cosa può avere un proprio utilizzo e trovare la propria strada. Infine, ma non per importanza, ci spiega benissimo che le cose belle, quelle autentiche, richiedono tempo, cura e tanto amore.
Federica Santini
Federica Santini
Classe 1992. Nata nel giorno che spacca l'anno a metà. Creata per rompere ogni tipo di schema e per tendere volutamente all'imperfezione. Vedo i volti nelle case, resto senza fiato davanti agli edifici abbandonati andati in rovina, mi perdo nella bellezza dei fiori che nascono dalle crepe. Curiosa, resistente, determinata, piena, ribelle e caoticamente umana. La mia penna è viva, sincera ed irriverente.