Kyla, il viaggio in dahabiya attraverso le epoche del Nilo

Ci sono tre ambiti in cui sono pericolosamente propensa a investire il mio denaro. Mi riferisco alla tavola e al buon cibo, ai libri e ai viaggi.

I soldi spesi in tali ambiti sono investimenti di cui non mi pento mai, contrariamente a quanto avviene nella moda che è (o sarebbe) la mia grande passione e il mio lavoro. Lo ammetto, ci sono capi e accessori che, se potessi tornare indietro, non ricomprerei. Ma non esiste un viaggio che io mi sia pentita di aver fatto. Semmai mi rammarico di non aver denaro sufficiente per tutti i viaggi che mi piacerebbe fare.

I viaggi incarnano tutti i valori che amo e ne ho fatti alcuni che considero davvero indimenticabili. Non voglio fare elenchi o classifiche, quindi ne cito solo due tra quelli che porto maggiormente nel cuore: il Vietnam e l’Egitto.

Al Vietnam ho dedicato un articolo anni fa. Dell’Egitto, invece, non ho mai scritto ed è arrivato il momento di farlo.

L’Egitto è affascinante. È il Paese al quale, ancora oggi, ci si riferisce con Umm el Dunie, Madre del Mondo, usando un appellativo arabo che gli riconosce il ruolo di culla di civiltà e conoscenza.

Il viaggio che ho fatto, molti anni fa, è la crociera sul Nilo, il cuore pulsante del Paese. Navigarlo consente di osservare sponde a volte praticamente deserte e altre volte animate e vivaci, verdissime per le palme oppure dorate per la sabbia del deserto. Il Nilo è vita e bellezza, con i colori e la luce dell’alba e poi del tramonto. Regala una dolcezza struggente che entra dentro, nell’anima e nel cuore, e che lì resta per sempre.

Il Nilo è il fiume che accompagna a scoprire la meraviglia e la maestosità della Storia con la S maiuscola, quella di luoghi come il Tempio della Regina Hatshepsut, la seconda donna a detenere il titolo di faraone nel XV secolo avanti Cristo. Vedere il tempio da lontano è un’immagine suggestiva che non si dimentica. Entrare e ammirare la cappella decorata, con i dipinti che conservano ancora i loro colori originali, è qualcosa che fa capire quanto sia vero che l’Egitto fu una delle culle della civiltà.

Resta per me indimenticabile anche il complesso di Karnak con il suggestivo Viale delle Sfingi. E, naturalmente, sono stata folgorata dal monumentale sito di Abu Simbel, celeberrimo anche per il suo… trasloco.

Nel 1960, il presidente egiziano Gamal Abd el-Nasser decise l’inizio di lavori per la costruzione di una grande diga. Il progetto rischiava però di cancellare numerose opere costruite dagli antichi Egizi tra cui Abu Simbel: grazie all’intervento dell’UNESCO, ben 113 Paesi si attivarono inviando uomini, denaro e tecnologia per salvare il monumento. Il tempio fu tagliato, smontato blocco per blocco e ricostruito in una nuova posizione, in salvo rispetto al bacino venutosi a creare con la diga.

È alla luce di questi e molti altri ricordi che, quando mi è stato presentato il progetto Kyla, me ne sono innamorata tanto da volerlo raccontare.

Kyla è una dahabiya ovvero un’imbarcazione che si ispira alle barche a vela tradizionali in legno.

Viene utilizzata per crociere di lusso sul Nilo. Si distingue da altre navi da crociera per le sue dimensioni più ridotte (lunghezza di 55 metri e larghezza di 8), dimensioni che le consentono l’attracco in luoghi meno affollati, garantendo un’esperienza intima e personalizzata. Il nome deriva dall’arabo dhabiya, ovvero d’oro, in riferimento alle chiatte dorate dei governanti medievali.

Il progetto porta la firma di Hany Samir, co-fondatore e Managing Partner di HMC Hospitality, con oltre venticinque anni di attività nell’ospitalità egiziana e membro del consiglio della Divisione Crociere sul Nilo dell’Associazione Egiziana degli Hotel. Progettata con un’estetica contemporanea e sofisticata, l’imbarcazione riesce a unire armoniosamente il fascino con la funzionalità, creando un ambiente raffinato e accogliente in cui ogni dettaglio è studiato per deliziare. L’ambiente senza tempo e dal carattere deciso è stato curato dallo studio di design Déco Interior Boutique del Cairo.

Kyla si distingue dunque per eleganza e comfort ed è perfetta per viaggi privati, eventi aziendali, celebrazioni e occasioni speciali. Gli ospiti vengono accolti in otto suite: ognuna presenta un interior design moderno ma capace di riflettere anche la ricca eredità culturale dell’Egitto.

La Crown Suite incanta con pavimenti in rovere a spina di pesce, elementi d’arredo su misura in legno chiaro e metallo nero, divano color ruggine e letto king size. La Jacuzzi Suite, con vasca freestanding, illuminazione soffusa, tessuti pregiati e tocchi caldi di arancio e bronzo, rappresenta un rifugio romantico. La Terrace Suite dispone di terrazza privata con vasca esterna, materiali naturali, arredi minimalisti e tonalità armoniose. L’Executive Twin Suite combina due letti, arredi in legno e tessuti naturali, workspace funzionale e vista panoramica. L’Executive King Suite, con letto king size, dettagli artigianali e palette calda, unisce design contemporaneo e eleganza discreta.

Si può affermare senza tema di smentita che ogni ospite può contare su spazi confortevoli e godere di viste mozzafiato sui paesaggi del Nilo.

Kyla – la Crown Suite
Kyla – la Crown Suite

Oltre a offrire interior design moderno e a onorare l’eredità culturale egiziana, Kyla rispecchia anche una filosofia sostenibile.

Vengono offerte amenities eco-friendly, in collaborazione con il brand Mamiba Cosmetics, anche in questo caso azienda basata al Cairo. Certificata ISO, HALAL e RSPO, l’imbarcazione utilizza oltre il 50% di energia rinnovabile e imballaggi riciclabili, confermando un forte impegno per la sostenibilità ambientale. A bordo vige inoltre una policy plastic free.

Accoglienza e ospitalità sono altre voci importanti in Egitto.

Il personale di bordo vanta un solido know-how nel settore dell’ospitalità, garantendo un servizio attento e professionale. La cucina propone esclusivamente materie prime fresche, selezionate tra le migliori qualità del territorio e internazionali, per un’esperienza gastronomica autentica. Gli chef locali hanno creato una selezione di piatti gourmet preparati con ingredienti freschi a chilometro zero. Tra i piatti tradizionali spiccano Molokhia (zuppa di malva egiziana), tajine in versione egiziana e Om Ali (budino di pane egiziano con latte, frutta secca e pasta sfoglia).

Gli ospiti possono vivere momenti di benessere grazie alla spa e alla sauna. Possono anche allenarsi nella palestra interna dotata di treadmill, cyclette, manubri e tappetini yoga.

Chi preferisce il relax assoluto, può godere del sole e del panorama dalla terrazza dotata di comodi lettini. Le aree lounge, interne ed esterne, offrono un’atmosfera elegante e accogliente, naturalmente con servizio bar.

L’inverno è, tra l’altro, un momento ideale per il viaggio sul Nilo perché le temperature sono miti e piacevoli.

Kyla – la Terrace Suite
Kyla – la Terrace Suite

Il suggestivo itinerario proposto va da Luxor ad Aswan e conduce alla scoperta dei più affascinanti tesori dell’antico Egitto. Dalla Valle dei Re al Tempio della Regina Hatshepsut, dal complesso di Karnak fino ai templi di Edfu e Kom Ombo.

È un percorso culturale e storico che svela la grandiosità di una civiltà millenaria tra leggende, arte e spiritualità, tra scenari mozzafiato e l’esplorazione dei più importanti siti archeologici del Nilo. È un viaggio che riesce a fondere avventura, scoperta e lusso.

L’esclusiva in Italia per Kyla è di due affermate agenzie di viaggio del segmento luxury: L’Impronta Travel Group e TED Travel Emotion Design.

Queste agenzie si distinguono per la capacità di progettare itinerari personalizzati, curando ogni dettaglio dalla pianificazione alla realizzazione, con un servizio attento e altamente qualificato.

Membri di club prestigiosi come il Bellini Club, LCC, Takumians, Six Senses e molti altri, L’Impronta Travel Group e TED Travel Emotion Design contano su una rete globale di contatti privilegiati, risorse esclusive e conoscenze approfondite nel settore.

Kyla – la Pool Area
Kyla – la Pool Area

Per concludere, vorrei riportarvi per un attimo ad Abu Simbel, almeno metaforicamente.

Vorrei infatti raccontare un’ulteriore curiosità sul trasloco. Ed è qualcosa che mi raccontarono all’epoca del mio viaggio e che mi impressionò profondamente.

I lavori di taglio, smontaggio e ricostruzione di Abu Simbel durarono ben quattro anni. Richiesero l’impiego di oltre duemila uomini guidati da un gruppo di esperti cavatori di marmo italiani (momento orgoglio nazionale!).

Nel ricostruire i templi circa 210 metri più indietro e 65 metri più in alto, si volle mantenere l’originale orientamento rispetto agli astri e al sole. Perché? Perché tale orientamento consentiva l’illuminazione naturale della camera centrale del tempio maggiore e delle quattro divinità lì sedute, Ptah, Amon, Ramses II e Ra. In origine, tale illuminazione era un evento che avveniva due volte l’anno, il 22 febbraio e il 22 ottobre. L’operazione riuscì con successo, ma non al 100%, tant’è che oggi c’è lo sfalsamento di un giorno.

Insomma, ciò che riuscì nel XIII secolo avanti Cristo non è riuscito all’uomo moderno che, pur con potenti mezzi tecnologici, non ha potuto replicare l’antica perfezione degli Egizi. Un giorno, certo, è solo un giorno. Ma quel giorno incarna tutta la grandezza di una cultura di oltre tre millenni fa.

Ecco perché ancora oggi, dopo tanti anni, considero quel viaggio in Egitto come unico. Un’immersione nella storia e nella magia di una civiltà che risulterà sempre una delle più affascinanti che abbiano mai camminato su questa nostra Terra.

Emanuela Pirré

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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