Ad Artem presenta ScopriMI per far (ri)scoprire Milano a cittadini e visitatori
Vedere la propria città – o una città che si ama – con occhi diversi. È proprio questa la proposta di Ad Artem che presenta ScopriMI, il nuovo progetto che invita cittadini e visitatori a osservare Milano con uno sguardo nuovo.
ScopriMI nasce dall’esperienza educativa e dalle numerose visite guidate organizzate negli anni sul territorio cittadino da Ad Artem con il patrocinio del Comune di Milano e della Città Metropolitana di Milano. Attraverso nove tour esperienziali guidati, ScopriMI invita a osservare con uno sguardo più consapevole per trovare angoli nascosti, dettagli e storie che testimoniano la straordinaria ricchezza del patrimonio culturale del capoluogo meneghino.
L’obiettivo è rendere accessibile a tutti la conoscenza della bellezza artistica e della stratificazione storica di Milano, favorendo un rapporto diretto e partecipativo con la città.
Esperienze coinvolgenti invitano cittadini e visitatori a vivere Milano come un laboratorio a cielo aperto in cui memoria e scoperta si incontrano.

IL PROGETTO, IL KIT E I NOVE TOUR
I tour ScopriMI non sono semplici visite guidate, ma esperienze che trasformano i partecipanti in protagonisti. Attraverso percorsi curati dalle guide di Ad Artem, Milano viene raccontata come una città stratificata, in cui ogni epoca continua a dialogare con il presente.
I partecipanti sono direttamente coinvolti e, senza la loro partecipazione attiva, la visita non potrebbe proseguire. Grazie a un kit di materiali tutti appositamente progettati per l’esperienza, ogni gruppo è invitato a osservare, interpretare e leggere la città con sguardo critico e creativo.
Il progetto prevede che ognuno dei nove diversi tour esperienziali sia dedicato a un tema preciso, tra storia, arte, letteratura e trasformazione urbana.
Il tour Milano romana – Sulle tracce della capitale dell’Impero conduce i partecipanti alla scoperta dell’antica Mediolanum, un tempo capitale dell’Impero romano e, per questo, ancora testimone del suo glorioso passato. Con Milano medievale – In gioco tra signori e mercanti prende forma un tour che attraversa alcune delle piazze più significative della città, facendo sì che i partecipanti si immedesimino nei cittadini medievali. Il tour Leonardo, genio di corte – Caccia ai segreti di Leonardo è pensato per coinvolgere in modo particolare le famiglie e racconta la Milano rinascimentale attraverso la figura di Leonardo da Vinci. Il tour Milano manzoniana – In cammino con Renzo si ispira alla Milano raccontata da Alessandro Manzoni nei suoi Promessi Sposi.
C’è poi il tour Milano del Novecento che racconta il Novecento milanese attraverso tre itinerari distinti che esplorano le profonde trasformazioni culturali, artistiche e sociali del secolo. I tre tour sono Dal Futurismo agli anni Venti, Dal Fascismo al Dopoguerra, Dal Boom economico agli Anni di piombo.
I due tour Milano contemporanea sono dedicati alla città di oggi ed esplorano le trasformazioni urbane degli ultimi decenni, offrendo strumenti per osservare l’architettura e gli spazi pubblici con uno sguardo critico e creativo. Il primo tour è Porta Nuova – In piedi tra i giganti di Porta Nuova. Il secondo è CityLife – Con la testa tra Dritto, Storto e Curvo e conduce i visitatori nel quartiere progettato da alcuni tra i più importanti architetti internazionali.

A PROPOSITO DI AD ARTEM
Ad aver progettato il tutto è Ad Artem, fondata a Milano nel 1993 da un gruppo di giovani studentesse dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Ad Artem è cresciuta fino a diventare oggi una delle realtà più riconosciute in Italia nella progettazione di esperienze culturali. Ha curato progetti per mostre e musei in tutta Italia, da Milano a Roma, da Bologna a Torino. Ha collaborato con istituzioni prestigiose facendo avvicinare centinaia di migliaia di persone all’arte.
Le attività di Ad Artem abbracciano infatti un pubblico vasto, trasversale e di ogni età: scuole di ogni ordine e grado, adulti come singoli visitatori o in gruppi organizzati, famiglie con bambini, aziende, istituzioni. Forte di trent’anni di esperienza e divulgazione culturale, Ad Artem è oggi concessionaria ufficiale per conto del Ministero della Cultura e del Comune di Milano in numerosi siti e musei cittadini. Nell’elenco figurano il Castello Sforzesco, il Museo del Novecento, il Museo del Cenacolo Vinciano e la Pinacoteca Ambrosiana.
La direzione è affidata ad Adriana Summa ed Elena Rossi che guidano un team stabile e consolidato. Ogni progetto è costruito con cura, tra percorsi su misura e contenuti scientificamente validati e accessibili. Lo staff – che comprende guide turistiche abilitate, educatori museali e progettisti culturali appassionati, costantemente e altamente formati – realizza ogni anno migliaia di attività. Solo nel 2025, ben 260.000 persone hanno partecipato a oltre 9.400 attività di Ad Artem.
Con il progetto ScopriMI, Milano si conferma una città capace di innovare il proprio modo di raccontarsi e di valorizzare il suo straordinario patrimonio culturale. Il progetto di Ad Artem rappresenta un esempio virtuoso di come la divulgazione possa diventare un’esperienza realmente coinvolgente per tutti – e io lo posso testimoniare.
Ho infatti provato il tour dedicato alla prima parte del Novecento. E posso dire che ho fatto diverse interessanti (ri)scoperte, pur essendo milanese di nascita e cittadina da sempre.

HO PROVATO SCOPRIMI E HO (RI)SCOPERTO CHE…
Prima di tutto, siamo partiti dal Camparino in Galleria e da Piazza Duomo e siamo poi passati davanti alla Rinascente e a via Santa Radegonda. Siamo poi arrivati in San Babila passando per Corso Vittorio Emanuele. Nel frattempo, la nostra guida ci ha intrattenuti con una chiacchierata e alcune attività su luce e Futurismo.
Come si collegano tra loro? Ve lo racconto, partendo dal fatto che Milano è stata una delle prime città al mondo a illuminarsi elettricamente.
È avvenuto grazie alla centrale di via Santa Radegonda entrata in funzione il 28 giugno 1883. È stata la prima centrale termoelettrica dell’Europa continentale. A livello mondiale, è stata la terza dopo le prime due inaugurate a pochi mesi di distanza rispettivamente a Londra (Holborn, giugno 1882) e a New York (Pearl Street, settembre 1882).
Alimentata a carbone, la centrale di Santa Radegonda utilizzava la tecnologia a corrente continua di Thomas Edison. La luce elettrica ha raggiunto inizialmente i negozi di Piazza del Duomo, la Galleria, i Magazzini Bocconi (antenati de La Rinascente) e il Teatro Manzoni che, fino alla sua distruzione avvenuta nel bombardamento dell’agosto 1943, si trovava in piazza San Fedele e che, dopo la guerra, è stato invece ricostruito in via Manzoni. Il Teatro Manzoni è stato il primo al mondo a essere illuminato da luce elettrica poiché la rete di distribuzione delle centrali di Londra e New York non comprendevano teatri. Dalla fine del 1883, anche il Teatro alla Scala è stato illuminato elettricamente. La centrale è rimasta attiva fino al 1926, quando è stata demolita per far posto al cinema Odeon.
A questo punto… siamo pronti a parlare di Futurismo, nome che, innanzitutto, significa arte del futuro. Tra le varie avanguardie artistiche del Novecento, è stata quella maggiormente animata da un sentimento di rottura con il passato, di rinnovamento. E di ribellione nei confronti della tradizione.
I Futuristi nutrivano grande fiducia nelle possibilità offerte dalla diffusione delle innovazioni tecniche: l’automobile, i motori, l’industria, la rete ferroviaria, l’aviazione, la radio, le città che si elevano con edifici sempre più alti, l’elettricità. La luce artificiale che si diffondeva nello spazio notturno della città seduceva i Futuristi in quanto risultava un’espressione perfetta della loro poetica improntata verso il modernismo.
Giacomo Balla, per esempio, ha dipinto Lampada ad arco (1909-1911). È un olio su tela che rappresenta un lampione che illumina la notte con i suoi fiotti di luce, sopraffacendo persino lo spicchio di luna. Il quadro simboleggia l’idea che l’uomo possa illuminare le notti con delle lune artificiali. La luce elettrica brilla anche in Rissa in galleria, quadro dipinto da Umberto Boccioni del 1910.

Certo, va detto che il Futurismo glorificava anche la guerra (ahimè) definita come «sola igiene del mondo» al punto 9 del Manifesto del Futurismo scritto da Tommaso Marinetti nel 1909. E va detto che veniva dichiarata anche la volontà di «distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria» (punto 10). Ma questa – forse – è un’altra storia. Va loro riconosciuto che, quanto alla guerra, sono stati coerenti con i propri ideali, visto che ben due esponenti del movimento (Umberto Boccioni e Antonio Sant’Elia) sono morti durante il primo conflitto mondiale.
Non spoilero altro, non voglio rovinare il gusto delle tantissime (ri)scoperte che si possono fare durante i tour ScopriMI. Voglio tuttavia stuzzicare la curiosità con un ultimo aneddoto che riguarda il Camparino, il punto di partenza del tour al quale ho partecipato.
Il Camparino è il locale fondato nel 1915 in Galleria Vittorio Emanuele II da Davide Campari. È stato aperto di fronte al Caffè Campari, ovvero l’esercizio che Gaspare Campari, padre di Davide e creatore dell’omonimo bitter, aveva fondato nel 1867. Il Caffé di Campari padre è, tra l’altro, quello che appare in Rissa in galleria di Boccioni.
Nel 1932, Davide ha creato il Campari Soda, ovvero il primo aperitivo monodose pre-mixato nella storia dei prodotti a bassa gradazione alcolica. Per sottolineare l’innovazione del prodotto, è stato chiesto a un altro futurista, Fortunato Depero, di ideare la bottiglia e l’eclettico artista ha pensato alla forma di un calice rovesciato. È nata così un’autentica icona che continua a essere tale ancora oggi.
Detto ciò, si può affermare che i Futuristi hanno un altro primato. Sono stati i primi a stabilire una sintonia duratura con il nuovo mondo industriale.
IN DEFINITIVA…
Testimonio e sottolineo dunque il fatto che i tour accompagnano i visitatori – e anche i cittadini come me – alla scoperta di nuove chiavi di lettura. Questo rafforza il senso di appartenenza, promuove una cittadinanza più consapevole e amplifica la curiosità.
Come sostiene Ad Artem: l’arte e la cultura nutrono le menti. E ci credo anch’io.
I tour esperienziali si terranno ogni sabato e domenica dal 28 marzo al 5 luglio. Il calendario propone 4 appuntamenti in ogni week-end. A partire dal 6 maggio e fino al 1° luglio, si aggiunge un appuntamento infrasettimanale, precisamente tutti i mercoledì alle 18:30.
Ogni tour dura circa un paio d’ore. Il kit ScopriMI comprende shopper, taccuino e materiali vari per lo svolgimento delle attività, come gli occhialini. Oltre al kit, i partecipanti godono di un sistema di microfonaggio.
Se volete saperne di più, date un occhio qui dove trovate anche il calendario completo.
Emanuela Pirré
Se volete restare ancora un po’ con noi…
A proposito di Campari e Depero: ne avevo parlato qui anni fa, visitando la Galleria Campari di Sesto San Giovanni.
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.