IED Firenze presenta Mend In Public Day – riparare è un atto rivoluzionario
Correva l’anno 2013, poco dopo la tragedia del Rana Plaza, la fabbrica tessile in Bangladesh in cui persero la vita oltre 1.100 lavoratori, quando Carry Somers e Orsola de Castro decisero di fondare Fashion Revolution. Somers è una stilista e con il brand Pachacuti ha rivoluzionato il concetto di trasparenza nell’ambito della catena produttiva nella moda. De Castro è una voce autorevole della moda sostenibile e il suo marchio From Somewhere è fondato sul concetto di upcycling.
La loro volontà è stata – ed è – quella di creare un’organizzazione che conduca una costante campagna di sensibilizzazione rivolta soprattutto al consumatore finale attraverso eventi volti a promuovere il concetto di moda etica e di sostenibilità. Uno di questi eventi è la Fashion Revolution Week.
Durante questa settimana, che ha cadenza annuale, comunità, scuole e istituzioni di tutto il mondo si mobilitano per un appuntamento particolarmente emblematico. Si tratta del Mend in Public Day, una giornata in cui si porta in pubblico il gesto della riparazione degli abiti, trasformandolo in un atto collettivo di consapevolezza e responsabilità.
Riparare significa infatti resistere alla logica della cosiddetta fast fashion, quella che ci spinge a comprare sempre qualcosa di nuovo anziché prenderci cura di ciò che possediamo già. Riparare è un gesto semplice e concreto che valorizza la creatività, riduce i rifiuti e prolunga la vita dei capi.


Ho iniziato a occuparmi di Fashion Revolution nel 2018 e da allora parlo sempre molto volentieri delle iniziative che lancia. Sono dunque felice di dare spazio a uno degli eventi di quest’anno.
Nell’ambito della Fashion Revolution Week 2026, IED Firenze organizza il suo Mend In Public Day intitolato Riparare è un atto rivoluzionario. L’appuntamento è per martedì 14 aprile dalle 9:30 alle 13:30 negli spazi di IED Firenze in via Bufalini 6R.
L’evento è pubblico ed è dedicato al rammendo e alla riparazione degli abiti. Lo scopo è promuovere una moda più trasparente, etica e sostenibile.
Per l’occasione, IED Firenze allestirà postazioni di rammendo e riparazione disponibili e utilizzabili da tutti. Ci sarà anche un piccolo angolo dove verranno esposti i capi rammendati dagli studenti e da cui si potrà trarre ispirazione.
Per partecipare basterà portare un capo da rammendare. Per chi dovesse presentarsi senza, verranno messe a disposizione le tote bag dello IED per imparare e replicare tecniche di rammendo.
L’evento Riparare è un atto rivoluzionario è organizzato da Cecilia Frajoli Gualdi, docente di History and Theory of Mending del corso di laurea in Textile Design – Eco-Threads: Materials and Circularity. Vede anche la collaborazione di Dress the Change, associazione impegnata nella promozione della moda etica e sostenibile.
Emanuela Pirré
Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.