La collezione Skechers SS 2019 fa felice anche chi ama le chunky sneaker

Come moltissime donne, ho anch’io un amore al quale non so resistere: le scarpe.

Nella mia vita, dall’adolescenza a oggi, ne ho collezionate così tante e di così tanti tipi da aver ormai perso il conto.

Ho scritto tanti tipi e, in effetti, la mia passione ha conosciuto fasi alterne: per lunghi anni, la predilezione è andata ai tacchi alti e poi, d’un tratto, l’intesa tra me e gli stiletti è terminata. Senza ripensamenti o ritorni di fiamma.

Imputo la tragica fine di un amore sfegatato (con i tacchi mi capitava perfino di correre…) al grande cambiamento che ho vissuto per quanto riguarda la mia vita professionale, ovvero il passaggio da lavoratrice dipendente ad autonoma.

È vero che, con i tacchi, a volte perfino correvo, ma quando ho iniziato a dover correre costantemente da un lato all’altro della città per i diversi appuntamenti salendo e scendendo da ogni mezzo pubblico immaginabile, a passare la maggior parte del tempo in piedi, a non avere un punto di appoggio fisso (per qualche anno non ho avuto uno studio mentre ora ne ho due, uno a casa e uno condiviso con altri professionisti)… beh, ecco, quando è successo tutto ciò, diciamo che a prevalere è stata l’esigenza di arrivare a casa con i metatarsi sani e salvi (ora che ci penso… qualche anno fa avevo scritto un post in cui parlavo anche di metatarsi…).

Perché la verità è che nemmeno il tacco alto più comodo del mondo può offrire la stessa libertà e agilità di una scarpa con tacco anatomicamente corretto – chiamiamolo così – ovvero quello tra tre e massimo cinque centimetri, come affermano all’unisono ortopedici e podologi.

L’angolo naturale tra piede e terreno non è di 90 gradi, come siamo abituati a pensare, ma di 100 gradi: i tacchi troppo alti spostano il baricentro del corpo sulla parte anteriore della pianta (il già citato povero metatarso), aumentano la curvatura lombare e così, ai problemi ai piedi, si possono sommare problemi alla colonna vertebrale; per contro, le scarpe troppo basse come le infradito rasoterra (o le ballerine) mettono a dura prova la fascia plantare e fanno aumentare il rischio di distorsioni.

Un tacchetto basso è quindi un escamotage che consente al piede di mantenere il giusto assetto articolare: pochi centimetri aiutano ad avere una postura migliore per la colonna vertebrale, combattendo dolori di schiena e artriti.

L’ideale, naturalmente, sarebbe alternare diversi tipi di calzatura e di tacco: da quando ho definitivamente abbandonato i tacchi alti, io porto stivali, stivaletti, anfibi, ballerine e sandali tutti uniti da un’unica caratteristica, ovvero variano dal rasoterra (che porto moderatamente) a piccole zeppe o rialzi o tacchi che non superano mai i cinque centimetri. Forse conservo ancora due o tre paia di sandali con zeppe più alte.

E poi, ho iniziato a indossare le sneaker.

Le sneaker da portare fuori dall’ambito sportivo sono per me un’assoluta novità poiché quindici anni fa, per esempio, mai avrei pensato di indossare una sneaker con un completo o con un abito o con una giacca: nonostante io sia un po’ allergica alle tendenze e professi un approccio alla moda che sia personale e su misura, devo ammettere che il fatto che le sneaker siano state sdoganate ed estrapolate dal contesto prettamente sportivo proprio dai trend attuali (complici gli stilisti) ha aiutato anche me a riconsiderarle e a vederle sotto una nuova luce.

Come dicevo, sicuramente il tutto è stato accentuato dal cambiamento personale nella mia vita: il fatto che avessi bisogno di muovermi più agilmente e senza arrivare a sera con i piedi massacrati si è sposato alla perfezione con il dilagare della sneaker come calzatura universale, trasversale e versatile.

Tenete anche presente che, nonostante io non abbia minimamente sofferto nel rinunciare ai tacchi (è stata una libera scelta non dettata da problemi da salute), avrei invece sofferto nel dover rinunciare a calzature dall’aspetto esteticamente accattivante: il fatto che oggi le sneaker siano studiate attentamente tanto a livello tecnico quanto a livello estetico le ha rese decisamente interessanti ai miei occhi (e adorate dai miei piedi).

In effetti, le sneaker hanno saputo uscire dall’ambito prettamente sportivo per diventare simbolo della cultura urban: grazie ad avanzate soluzioni tecnologiche e a collaborazioni con il mondo dell’arte, della musica e della moda, hanno poi acquistato un ruolo esclusivo, diventando oggi – secondo svariate statistiche e classifiche – la calzatura più acquistata e più usata nel mondo.

L’espansione del fenomeno sneaker ha dato origine perfino a un neologismo e mi riferisco a sneakerhead ovvero la persona che ammira e colleziona scarpe da ginnastica, un vero esperto che conosce a memoria modelli, annate e che sa distinguere repliche e falsi: il fenomeno risale agli Anni Ottanta e si è consolidato fino a diventare globale verso la fine degli Anni Novanta, quando io ancora correvo sui tacchi alti (spesso arrivo in anticipo sulle tendenze, come mi è capitato per esempio con il turbante, ma in questo caso sono arrivata tardi, lo ammetto).

A proposito… sapete perché le calzature sportive hanno preso il nome di sneaker?

Il nome deriva dal verbo to sneak che sta per muoversi silenziosamente ovvero la caratteristica che dipende dalle proprietà anti-rumore della gomma, il materiale del quale sono fatte le suole delle sneaker.

Con le sneaker si arriva insomma agilmente e velocemente senza essere traditi dal rumore dei passi: ecco, appunto, è ciò che ricerco anch’io!

Tra l’altro, proprio con le sneaker, mi si è anche aperto il mondo delle solette in memory foam.

Il memory foam è – letteralmente – una schiuma che ha memoria: è un materiale viscoelastico che ha la capacità di deformarsi adattandosi alla forma che preme sul materiale stesso, dunque le solette in tale materiale hanno la capacità di memorizzare la forma del piede.

Grazie al calore prodotto dal nostro corpo, queste solette si modellano e si ammorbidiscono prendendo la forma del piede, fatto che dà tutta una serie di vantaggi: viene migliorata la vestibilità della calzatura e, di conseguenza, il piede è stabilizzato, l’impatto con il suolo è ammortizzato e gli urti vengono assorbiti.

Ne consegue una camminata più piacevole e confortevole, un supporto della postura e una migliore distribuzione nonché ammortizzazione del peso corporeo – ovvero tutto ciò che si può desiderare da una calzatura che dia reale supporto alle attività quotidiane e a una vita attiva.

Tra le aziende che propongono sneaker con solette in memory foam e che curano sia il lato tecnico / performativo sia il lato estetico, io oggi vi parlo di Skechers.

Fondata nel 1992 negli Stati Uniti da Robert Greenberg, Skechers progetta, sviluppa e commercializza oltre 3.000 modelli di scarpe da uomo, donna e bambino e propone due diverse categorie di calzature: una divisione lifestyle e una linea performance, entrambe apprezzate a livello internazionale.

Tra gli ambassador della collezione Skechers lifestyle menziono per esempio Camila Cabello, giovanissima cantautrice già vincitrice di diversi dischi di platino: nel mio piccolo, possiedo a oggi due paia di Skechers (scelte per l’estetica ma anche e soprattutto per la tecnologia Air Cooled Memory Foam appartenente al marchio) e dunque sono stata molto felice quando, lo scorso novembre, sono stata invitata a curiosare tra le novità per la prossima primavera /estate 2019.

Skechers SS 19 – Un esemplare delle celeberrime D’Lites
Skechers SS 19 – Un esemplare delle celeberrime D’Lites

Posso raccontarvi che, anche per la prossima stagione, i modelli Skechers Sport da donna riservano la massima comodità per una calzata confortevole e leggera: le tomaie in una gamma pressoché infinita di colori e materiali e i dettagli brillanti le rendono perfette per chi non vuole rinunciare allo stile durante l’attività sportiva.

L’ormai apprezzatissimo modello Flex Appeal si rinnova e il risultato sono sneaker elastiche e leggere: hanno una suola super flessibile e si adattano alla forma del piede grazie alla soletta in Air Cooled Memory Foam.

Il modello Flex Appeal 3.0 Insiders combina comodità e stile grazie alla tomaia in jersey con dettagli colorati, mentre le Flex Appeal 3.0 Satellite, in morbido tessuto mesh knit rinforzato su punta, lati e tallone, sono le perfette sneaker da allenamento.

Le Skechers Ultra Flex sono le calzature sportive ideali per le camminate o per l’allenamento.

I modelli slip on sono un mix perfetto tra sport e moda: sono dotati di soletta Air Cooled Memory Foam e anche di una intersuola chiamata (appunto!) Ultra Flex per la massima ammortizzazione.

Le Ultra Flex Statements sono ideali per chi preferisce uno stile più classico, grazie alla tomaia in Skech Knit Mesh, ai colori tenui e ai motivi intrecciati.

Con Ultra Flex Thrive Up, invece, il look sportivo ha un tocco brillante, perché la scarpa si arricchisce con una pioggia di strass; infine, il modello Ultra Flex Strolling Out unisce il glamour dei mini strass alla praticità dei lacci, diventando la scarpa da indossare in qualsiasi occasione.

Skechers SS 19 – GOwalk Joy
Skechers SS 19 – GOwalk Joy
Skechers SS 19 – Flex Appeal 3.0 Insiders
Skechers SS 19 – Flex Appeal 3.0 Insiders
Skechers SS 19 – Skech-Air Infinity
Skechers SS 19 – Skech-Air Infinity
Skechers SS 19 – Ultra Flex Thrive Up (sopra) e Ultra Flex Strolling Out (sotto)
Skechers SS 19 – Ultra Flex Thrive Up (sopra) e Ultra Flex Strolling Out (sotto)

Per chi non vuole rinunciare al trend del momento e ama lo stile chunky sneaker, ci sono i modelli Skechers Meridian che aggiungono anche praticità e leggerezza.

Ho citato le chunky sneaker, quelle che in rete sono state ironicamente ribattezzate anche ugly sneaker per la loro silhouette non proprio aggraziata: grosse e con la suola robusta e importante, sono l’esatto opposto delle scarpe minimal e dalle linee pulite ed essenziali.

E se il trend era già iniziato da anni con i brand specializzati in sportswear, sono stati poi gli stilisti (che preferiscono chiamarle oversize runner) nonché i marchi del lusso a elevare tale trend a diktat quasi imprescindibile, firmando proprie creazioni o collaborazioni e portandole in passerella.

Volete qualche nome?

Si va da Balenciaga ad Acne Studios, da Gucci a Miu Miu, da Stella McCartney a Vetements, da Maison Margiela a Louis Vuitton, da Alexander McQueen a Chanel.

Come dicevo, con i modelli Meridian, Skechers dà la sua interpretazione del fenomeno chunky con un tocco di praticità e leggerezza: entrambi dotati di soletta in Air Cooled Memory Foam e caratterizzati da tomaia in pelle, suede e tessuto mesh, i modelli Meridian Charted e Meridian No Worries giocano rispettivamente sul color blocking e sugli inserti in tessuto mesh con lieve fantasia maculata.

Skechers SS 19 – Meridian Charted
Skechers SS 19 – Meridian Charted

Ma continuiamo a parlare di chunky style perché desidero parlarvi del modello che forse più di tutti ha attirato la mia attenzione alla presentazione dello scorso novembre, ovvero la sneaker frutto della collaborazione tra Skechers e Toei Animation e che ha come soggetto One Piece: è infatti approdata anche in Europa la coloratissima collezione Skechers X One Piece che combina la fortunata serie di Toei Animation alle Skechers D’Lites, uno dei modelli storici del brand.

One Piece di Eiichirō Oda è il manga (semplificando un fumetto) più venduto della storia con oltre 430 milioni di volumi in tutto il mondo: dal 1997 è anche un anime (sempre semplificando una serie animata) che ha ricevuto numerosi riconoscimenti e conta ormai più di 830 episodi e 15 film dedicati.
Le avventure di Monkey D. Rufy (detto Cappello di Paglia, un ragazzo il cui corpo ha assunto le proprietà della gomma dopo aver inavvertitamente ingerito il frutto del diavolo Gom Gom) e della sua ciurma di pirati accompagnano adulti e bambini in un viaggio fantastico e in un mondo popolato di creature immaginarie e bizzarre.
La storia e i personaggi di One Piece hanno ispirato la creazione di film, episodi televisivi, giochi per mobile, consolle e un parco tematico in Giappone.

A gestire la distribuzione di One Piece è la Toei Animation: fondata a Tokyo nel 1956, è tra gli studi di animazione più prolifici al mondo e tra i suoi titoli più famosi, oltre a One Piece, figurano Dragon Ball, I Cavalieri dello Zodiaco, Sailor Moon, Digimon, Mazinga Z, Capitan Harlock e Capitan Futuro.

Nata originariamente per il mercato sudcoreano e cinese, la collezione Skechers X One Piece è arrivata lo scorso settembre in Europa in diverse varianti colore, ciascuna dedicata a uno specifico personaggio di One Piece: Rubber, Chopper, Sanji, Zoro, Law e Doflamingo.

L’unione tra uno dei modelli heritage più famosi di Skechers e una serie animata iconica e di grande successo come One Piece ha avuto una grande risonanza tra i consumatori di Corea del Sud e Cina, oggi veri e propri driver di molti dei trend degli ultimi anni.

Uno dei modelli <em>Skechers D’Lites X One Piece</em>
Uno dei modelli Skechers D’Lites X One Piece

Le mode cambiano sempre più alla velocità della luce e molti influencer in giro per il mondo hanno abbracciato il look chunky proprio attraverso le Skechers D’Lites.

Fashion magazine del calibro di Hypebae, Hypebeast, GQ e High Snobiety hanno definito un must have la limited edition Skechers X One Piece ed ecco perché Skechers si è adoperata per rendere la sneaker disponibile anche negli Stati Uniti, in Canada e ora in Europa.

Pioniera del chunky style già vent’anni fa, Skechers ha poi introdotto nel 2007 un’evoluzione più leggera di questo trend, ossia le Skechers D’Lites: nonostante la sneaker abbia sempre goduto di una fetta di consumatori affezionati, le vendite sono decollate in Asia negli ultimi due anni grazie al lancio di iniziative con i gruppi K-Pop, abbreviazione che indica la musica pop coreana.

Nel 2017, per celebrare il decimo anniversario delle D’Lites, Skechers ha lanciato una versione ancora più leggera e ha poi proposto la collaborazione con One Piece individuando quella che, secondo me, è una giusta dimensione: la sneaker è colorata e in pieno chunky style, ma senza debordare.

Ecco perché ho scelto di presentarvi tutto ciò, perché il trend delle oversize runner mi piace, sì, ma senza quelle che io vedo come esagerazioni ed estremizzazioni e che ritrovo in altri brand anche couture, purtroppo.

Insomma, l’avrete già capito: le mie due paia di Skechers avranno presto nuova compagnia 😉

Manu

 

 

 

Per maggiori informazioni su Skechers, potete visitare il loro sito, la pagina Facebook Skechers Italia e l’account Instagram Skechers Italy.

In Italia, le Skechers X One Piece sono disponibili dallo scorso 15 settembre 2018 nello store Foot Locker di Corso Vittorio Emanuele II a Milano e da ottobre 2018 nei negozi The Athlete’s Foot e presso punti vendita Skechers selezionati: potete cercarli qui.

E concludo mostrandovi i miei tre modelli preferiti al press day dello scorso novembre: il terzo paio appartiene proprio alla limited edition Skechers X One Piece.

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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