TELESCOPE – racconti da lontano: l’edizione 69 parla di Afghanistan
Il 15 marzo 2020, nel pieno della prima fase della pandemia, ricevetti una newsletter capace di catturare tutto il mio entusiasmo e tutto il mio interesse nel giro di pochi istanti: si trattava dell’annuncio di TELESCOPE – racconti da lontano, un progetto voluto dal team di Lara Facco Press&Communication, importante ufficio stampa, comunicazione e pubbliche relazioni in ambito arte.
TELESCOPE veniva presentato come un appuntamento settimanale pensato per parlare di progetti culturali, «mostre, collezioni, singole opere protagoniste di un racconto a più voci, per non fermare la cultura, alimentare il confronto culturale, esplorare nuovi modi di comunicare».
Così come il telescopio è lo strumento che consente la visione di oggetti distanti, allo stesso modo TELESCOPE si proponeva dunque come un insieme di «parole di giornalisti, curatori, direttori, artisti e critici per raccontare quello che per un po’ non potremo vedere di persona, tante voci per comporre un mosaico complesso che, senza la presunzione di sostituirsi a una visita dal vivo, restituisca “da lontano”, almeno in parte, l’emozione della fruizione culturale».
La promessa è stata mantenuta e la newsletter TELESCOPE è arrivata all’edizione numero 70: da assetata di cultura, arte e conoscenza quale sono, non ne ho persa nemmeno una.