Collezione Cosmos by Van Cleef & Arpels: a very glittering spring
Sentite anche voi la primavera che aleggia da qualche giorno nell’aria?
Io sì, tantissimo: noto che si fa largo ovunque e a Milano fa capolino qua e là in mezzo a cemento e asfalto.
Ovunque ci sia un’aiuola, è subito un’esplosione di colori: alberi e cespugli sono carichi di boccioli.
Lo ammetto, tiro un sospiro di sollievo nel vedere tutto ciò, non ho mai fatto mistero della mia cortese antipatia verso l’inverno, ma evidentemente non sono l’unica a sentire gli influssi positivi della primavera: Van Cleef & Arpels sceglie questa stagione per lanciare la collezione Cosmos che – naturalmente – è perfettamente in sintonia con l’idea di rinascita.
La nuova collezione fa l’en plein e rende omaggio alla natura e alla fortuna, due fonti d’ispirazione da sempre care alla maison, nonché all’amore.
Martedì sono stata invitata insieme ad altri blogger e giornalisti nella boutique di via Pietro Verri per conoscere da vicino e per provare la collezione Cosmos: se parlo d’amore è perché la linea è caratterizzata da quattro petali a forma di cuore, uno dei simboli più classici in casa Van Cleef & Arpels, un simbolo nato negli anni ’50 associando la leggerezza del quadrifoglio alla grazia del fiore.
Il nome della collezione si rifa invece al termine greco kosmos che significa ordine.
Femminilità, natura, fortuna, amore: da questo quartetto gioioso nascono gioielli che risultano perfettamente rappresentativi della filosofia della maison.
La collezione si divide in due filoni: da una parte c’è il raffinatissimo oro rosa che si sposa con l’iridescenza della madreperla, dall’altra il luminoso oro bianco che accompagna il sobrio onice nero; la presenza dei diamanti fa da filo comune, regalando petali scintillanti e creando preziose asimmetrie.
Le corolle delicate sbocciano sul décolleté, ai lobi e sulla mano: ho trovato assolutamente sorprendente l’anello Entre les Doigts, una perfetta dimostrazione di creatività e maestria.
E mi ha piacevolmente sorpresa il pendente che può trasformarsi anche in spilla, grazie a una piccola clip segreta nascosta sul retro.
La madreperla è molto apprezzata in casa Van Cleef & Arpels: viene utilizzata quella proveniente da Indonesia e Giappone, in quanto presenta una superficie regolare e una brillantezza della massima qualità.
L’onice, molto particolare per il suo nero profondo, viene principalmente dal Brasile: attraverso la sua superficie levigata riflette la luce come uno specchio.
Sia l’onice che la madreperla vengono levigati a mano per creare giochi di luce grazie a una delicata bombatura.
In occasione della presentazione, ho avuto la possibilità di scoprire anche una leggenda collegata all’onice.
Secondo la mitologia romana, Eros tagliò le unghie di Venere assopita: essendo parte di una dea immortale, esse furono trasformate in pietra.
A me questo racconto è molto piaciuto: non ha fondamento reale, è vero, ma è molto più romantico di tanti dati tecnici. E io sono fondamentalmente romantica…

Sapete, invece, da dove deriva il nome del diamante?
Viene dal latino adamas, ovvero “indomabile”: un aggettivo calzante ed evocativo delle proprietà di questa gemma che affascina da sempre l’umanità per la sua durezza, la sua trasparenza e il suo splendore capace di riflettere la luce.
Van Cleef & Arpels seleziona i propri diamanti secondo i criteri qualitativi più rigorosi, utilizzando solamente pietre D, e F per il colore e IF, VVS1 e VVS2 per la purezza: ciò garantisce una brillantezza eccezionale a ogni creazione.
Anche l’oro rosa è una scelta di unicità: è di norma composto dal 75% d’oro e da una percentuale variabile d’argento e di rame.
La formula usata dalla maison è assolutamente segreta, gelosamente custodita, cosa che garantisce che la sfumatura ottenuta sia assolutamente unica e non ripetibile da parte di altri.
Altro aspetto straordinario della collezione Cosmos è la manifattura: i fiori riflettono la ricerca di movimento da sempre inseguita da tutte le creazioni Van Cleef & Arpels, nonché l’eccellenza del suo savoir faire.
Il lavoro fatto su volumi e tridimensionalità si rivela determinante: l’inclinazione e l’orientamento dei petali così come le sottili e quasi impercettibili variazioni delle loro dimensioni fanno sì che ogni corolla si distingua creando un’asimmetria che dona vitalità al gioiello.
Anche l’incastonatura dei diamanti è stata pensata in modo da evidenziare la brillantezza e per dare la sensazione di una pioggia di gocce di rugiada: per coprire in modo ottimale la superficie di ogni petalo, possono essere utilizzati fino a otto diametri differenti di pietre e il pistillo centrale è rappresentato da un diamante che va da 0,22 a 0,28 carati.
I gioielli sono meravigliosi anche se ammirati dal basso: così come i petali stessi, anche i canestri o castoni che sostengono la madreperla, l’onice e i diamanti hanno la forma di delicati cuori e sono piccoli capolavori di raffinatezza.


Cosa pensate di questa primavera pensata da Van Cleef & Arpels, di questo omaggio alla natura, alla femminilità e all’amore?
D’altro canto, la maison stessa è un omaggio senza tempo a questo sentimento.
Alla fine del XIX secolo, Estelle Arpels, figlia di un commerciante di pietre preziose, incontrò un ragazzo di nome Alfred Van Cleef, figlio di un intagliatore: fu l’inizio di una storia d’amore culminata nel 1895 col loro matrimonio.
I due sposi avevano molte cose in comune: entusiasmo giovanile, spirito pionieristico e una passione per le pietre preziose.
Ispirati dal desiderio di creare qualcosa di duraturo insieme, decisero di fondare la maison Van Cleef & Arpels: nel 1906 nacque a Parigi la loro prima boutique in place Vendôme, di fronte al mitico Hotel Ritz.
Furono tra i primi gioiellieri ad aprire nella prestigiosa piazza e oggi, più di 100 anni dopo, l’amore tra Estelle e Alfred continua a essere onorato da una grande tradizione gioielliera: il loro desiderio di creare qualcosa di eterno si è avverato.
Ve lo confesso: passare un po’ di tempo nella boutique di via Verri è stato un dono speciale, come lo scorso ottobre quando fui tra i testimoni del lancio della collezione Perlée.
E vi confesso anche un’altra cosa, un piccolo aneddoto personale: quando ero molto giovane, ricevetti in dono un orologio prezioso.
Era un regalo di fidanzamento e, pur trattandosi di uno degli orologi più raffinati che siano mai stati prodotti, io ci rimasi un pochino male: in fondo desideravo un diamante, anche piccolissimo, come credo sognino quasi tutte le ragazze.
In seguito la storia finì e, quando ho finalmente trovato il mio vero amore, lui mi ha regalato il diamante che avevo tanto sognato: posso cambiare e alternare mille gioielli più o meno preziosi, ma il brillante e la fede sono gli unici dai quali non mi separo mai.
Per questo vi dico che, pur essendo un’amante dei monili non necessariamente preziosi, come ogni donna non posso che ammirare la luce del diamante, la poesia delle pietre preziose come onice e madreperla e la capacità dei maestri orafi che sanno donare vita e movimento all’oro.
Ultima confessione: pur apprezzando la sobrietà dell’accostamento tra oro bianco e onice, la mia anima romantica predilige il matrimonio tra oro rosa e madreperla.
E amerei indossare l’anello Entre les Doigts, da portare elegantemente a cavallo dell’anulare: se vogliamo esagerare, mi piacerebbe abbinarlo a un altro, singolo, posto sull’indice.
Se si sogna, è meglio farlo in grande, giusto?
Stavolta, per questa bella avventura, ho scelto che ad accompagnarmi fosse un’amica speciale, una persona con la quale ho grande sintonia: il suo nome è Annalisa Bombarda, Anna per gli amici, e tutte le foto che state per vedere sono state scattate da lei.
Io, libera dal pensiero delle foto e assolutamente certa che l’occhio di Anna avrebbe colto i particolari giusti, mi sono rilassata e mi sono goduta i gioielli e la loro storia.
Vi lascio con il risultato del lavoro di Anna: come direbbero gli inglesi… enjoy.
Manu
Ecco il racconto del pomeriggio attraverso le immagini di Annalisa Bombarda.
La collezione Cosmos, la boutique Van Cleef & Arpels, le leccornie coi quali siamo stati viziati, la cartella stampa con tanto di meraviglioso e profumato bouquet di fiori veri che hanno ben reso lo spirito primaverile della nuova linea.
E poi io, intenta a provare i meravigliosi anelli oppure a sfogliare i libri che raccontano la storia della maison.































Per approfondire:
Qui il sito Van Cleef & Arpels, qui la pagina Facebook, qui Instagram, qui Twitter e qui il canale YouTube.
Se volete…
Se vi sono piaciute le bellissime foto di Annalisa Bombarda (buongustai!), potete vedere altri suoi lavori sui suoi due siti, qui e qui, sulla sua pagina Facebook e sul suo profilo Shutterstock. Come potrete vedere, Anna è una fotografa assai eclettica: sa vedere, cogliere e raccontare la bellezza in immagini e riesce a farlo in molti ambiti. Grazie, cara amica 🙂
Qui trovate invece l’articolo con la mia precedente avventura da Van Cleef & Arpels per la presentazione della collezione Perlée.
Personal look: nelle foto indosso ciondolo Sebastian by Caolina di Silvia Zampa e anello Obelisco by GRAZIOSIanelli di Chiara Graziosi
Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.
