Io penso positivo: concorso di idee per la Villa Reale di Monza
Villa Reale di Monza, foto Gianluca Di Ioia © Triennale Milano
Ho voluto dedicare il primo post dopo la pausa estiva alla condivisione di una bella scoperta fatta proprio durante le vacanze; oggi, nell’ottica di portare avanti un clima di fiducia e ottimismo, inauguro quello che spero diventi un ciclo e che voglio intitolare “Io penso positivo”.
«Io penso positivo / Ma non vuol dire che non ci vedo / Io penso positivo / In quanto credo!»
Così cantava Lorenzo Cherubini alias Jovanotti nel lontano 1994, sottolineando con semplicità come il pensiero positivo non sia sinonimo di cecità dinnanzi alla realtà ma, al contrario, segno di una precisa volontà, quella di credere che le cose possano migliorare e andare bene: la penso esattamente come lui, nonostante veda le tante difficoltà che ci troviamo quotidianamente ad affrontare.
Inauguro questo ciclo di post all’insegna della positività parlandovi di un’iniziativa che mi piace, un concorso internazionale di idee per la rigenerazione della Villa Reale di Monza.
La Villa Reale di Monza, chiamata anche Reggia di Monza, è un palazzo realizzato dagli Asburgo durante la dominazione austriaca del XVIII secolo: è stata costruita per volontà dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria tra il 1777 e il 1780 come residenza estiva per il figlio Ferdinando d’Asburgo, governatore generale della Lombardia austriaca.
Il sito, adagiato ai piedi dei colli brianzoli, fu scelto per la sua bellezza e per la sua posizione, strategicamente importante, lungo la direttrice Milano-Vienna: a progettarla fu l’architetto Giuseppe Piermarini (1734 – 1808) che configurò un edificio a “U”, in stile neoclassico, secondo la sobria tradizione tipologica della villa lombarda, ma ispirato al fasto e alla grandiosità della Reggia di Caserta alla cui realizzazione aveva partecipato come allievo del Vanvitelli.
Triennale Milano, con il contributo di Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, promuove un concorso internazionale di idee rivolto a urbanisti, architetti, business manager e comunicatori, progettisti, ingegneri, makers, economisti, sociologi, antropologi e soggetti di varia formazione per la rigenerazione della Villa Reale di Monza.
Lo scopo principale del concorso è quello di individuare strategie, progetti e azioni volte alla valorizzazione sostenibile della Villa Reale, bene di eccezionale rilevanza storica, culturale e paesaggistica la cui storia è strettamente legata a quella di Triennale.
Come?
Nel 1923 nasce la Biennale delle Arti Decorative: le prime edizioni si svolgono proprio nella Villa Reale di Monza e l’ultima edizione monzese, la quarta, del 1930, ne vede la trasformazione in manifestazione a carattere triennale.
A partire dalla V Triennale, tutte le successive manifestazioni si svolgono a Milano nel Palazzo dell’Arte, progettato da Giovanni Muzio, attuale sede della Triennale.
I partecipanti al concorso di idee sono invitati a elaborare, attraverso la realizzazione di un video e di una relazione illustrata, una visione progettuale indicativa e suggestiva dei processi di rilancio e promozione della Villa Reale di Monza, visione che tenga conto delle peculiarità dell’edificio storico e delle necessità funzionali e di attività dello spazio, definendo un programma innovativo e sostenibile che possa anche sviluppare e implementare le sinergie con gli altri comparti del sistema della Villa Reale.
La partecipazione è in forma aperta e si svolge in un’unica fase: si concluderà con la formulazione della graduatoria di merito a cura della Commissione giudicatrice che sarà composta da cinque membri, esperti in architettura, urbanistica, comunicazione, economia, sociologia.
Villa Reale si trova al centro di un sistema del quale fanno parte altre due ville storiche, Mirabello e Mirabellino, trentacinque edifici di origine rurale, tre mulini, un celeberrimo autodromo di Formula 1, un fiume, un sistema di rogge e un vastissimo parco di oltre 730 ettari che ospita al suo interno circa 110.000 alberi tra cui diversi alberi monumentali e che costituisce il più grande parco recintato di tutta Europa.
La Villa, insieme al Parco di Monza, è già stata oggetto nei decenni scorsi di importanti azioni per la sua manutenzione e valorizzazione: la volontà di gestire questo sistema complesso in maniera unitaria per permetterne un’adeguata valorizzazione è alla base della costituzione nel 2009 del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza che ha portato, oltre che al restauro di un gran numero di ambienti interni, anche all’avvio nel 2014 di una serie di attività aperte al pubblico come mostre, eventi e visite guidate.
A cinque anni dalla conclusione del restauro del corpo centrale – volto al recupero e alla valorizzazione delle stanze storiche ai piani nobili e del Belvedere – è di vitale importanza per Villa Reale di Monza l’elaborazione di una strategia di riposizionamento a livello nazionale e internazionale e di una riflessione sul ruolo e sulle funzioni che deve svolgere come istituzione culturale anche in rapporto al territorio su cui sorge, al parco in cui è inserita e al vicino autodromo.
Il concorso, aperto dal 12 luglio, continua per tutto questo mese e si chiude al 30 settembre 2019.
Le proposte e la documentazione dovranno essere caricate nella sezione del sito dedicato dove sono pubblicati approfondimenti e informazioni sul progetto.
Come ho già accennato, il concorso di idee si concluderà con una graduatoria di merito e con l’attribuzione di un rimborso spese pari a 1.000 euro per le proposte selezionate. Saranno individuate cinque idee vincitrici.
I risultati del concorso saranno annunciati a novembre 2019 durante un evento pubblico alla Villa Reale di Monza.
A me non resta che augurare in bocca al lupo a tutti coloro che decideranno di accettare questa sfida affascinante.
Manu
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Emanuela Pirré
Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.