Approvata a Milano la mozione per l’istituzione dell’Albo dei caregiver

Sono molto orgogliosa di Milano, la città in cui sono nata, vivo e lavoro.
Milano e io ci assomigliamo: siamo imperfette, certo, ma non ci manca la voglia di fare, di evolverci, di migliorare.
Non ci manca la voglia di trovare strade nuove, di provare a immaginare soluzioni.

Ecco perché sono felice di dare voce alla mozione per l’istituzione dell’Albo dei caregiver approvata dal consiglio comunale di Milano nella seduta del 17 ottobre 2022.

Caregiver: si definiscono così quelle figure che si prendono cura di una persona che non è autosufficiente per cause diverse, supportando questa persona nelle attività di vita quotidiana; in particolare, il caregiver familiare è una persona legata da motivi affettivi e/o di parentela alla persona non autosufficiente.

Prendersi cura della propria famiglia è qualcosa che fa profondamente parte della struttura sociale e culturale del nostro Paese; trovo giusto che, in un momento di forti cambiamenti (sociali, culturali, economici), si dia un riconoscimento ufficiale a questo ruolo e compito fondamentale affinché non vada perso e non venga a mancare la funzione di cura, supporto, assistenza, trovando una dimensione che permetta l’adeguamento ai cambiamenti.

Credo dunque che la mozione approvata sia un primo passo importante e necessario nella direzione di un riconoscimento che è un giusto atto di civiltà: per chi voglia saperne di più, ricevo e volentieri condivido qui sotto il comunicato con maggiori dettagli.

Manu

 

 

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Immagine elaborata con PhotoFunia

Il consiglio comunale di Milano nella seduta di lunedì 17 ottobre ha approvato l’ordine del giorno – presentato dalla consigliera Diana De Marchi e dai consiglieri Pedroni, Osculati, Pontone, Cucchiara e altri – sulla proposta di istituzione dell’Albo dei caregiver.

«Assistere una persona cara non autosufficiente ed esserle di aiuto nelle difficoltà di gestione della vita quotidiana costituisce una funzione cardine delle relazioni di convivenza, basate sulla libera scelta e alimentate da motivazioni affettive e sentimentali – spiega Diana De Marchi, prima firmataria della proposta, che aggiunge anche che – ci sono situazioni in cui questa funzione di aiuto assume connotati di impegno tali da rendere necessari e opportuni interventi di sostegno da parte delle istituzioni pubbliche, in favore delle persone che si trovano nella condizione di assistere una persona, cui sono legate per motivi affettivi o di parentela, quale che sia la loro età, perché affette da patologie invalidanti, anche croniche o degenerative.»

«Il caregiver familiare deve farsi carico dell’organizzazione delle cure e dell’assistenza, nonché di ogni altro atto, anche amministrativo, che la persona assistita non è più in grado di compiere; può trovarsi, dunque, in una condizione di sofferenza e di disagio riconducibile ad affaticamento fisico e psicologico, solitudine, consapevolezza di non potersi ammalare per le conseguenze che la sua assenza potrebbe provocare», ribadisce la consigliera De Marchi.

Stime non ufficiali indicano che in Italia sono più di 3 milioni i caregiver familiari, le persone che in maniera gratuita e continuativa si prendono cura di familiari non autosufficienti o con patologie croniche invalidanti.

Il 70% dei caregiver sono donne con età compresa tra i 45 e i 55 anni, che talvolta svolgono anche un lavoro fuori casa o che sono state costrette ad abbandonarlo, nel 60% dei casi, per potersi dedicare a tempo pieno alla cura dei familiari (fonte 46esimo rapporto Censis 2017).

L’Italia è uno degli ultimi paesi in Europa a non aver ancora riconosciuto giuridicamente la figura del caregiver familiare.

L’istituzione dell’Albo potrebbe non soltanto valorizzare la figura del caregiver, ma anche prevedere interventi di sollievo in caso di malattia grave, ricovero, visite e prestazioni specialistiche o impedimento del caregiver familiare.

Prevedere consulenze per l’adattamento dell’ambiente domestico dell’assistito al fine di migliorare la qualità della vita dell’assistito e rendere più agevole l’intervento del caregiver; prevedere percorsi preferenziali nelle strutture sanitarie al fine di ridurre i tempi di attesa per l’accesso alle prestazioni sanitarie per il caregiver familiare e per l’assistito; sono solo alcuni esempi che la mozione indica.

L’invito, quindi, che la mozione rivolge al Sindaco e alla Giunta è quello di proporre a Regione Lombardia l’istituzione dell’Albo delle persone caregiver, allo scopo di valorizzare la figura del caregiver e anche allo scopo di pensare a strumenti che li possano facilitare durante lo svolgimento del loro impegno tramite l’istituzione di un tavolo congiunto per la definizione delle caratteristiche e dei requisiti di coloro i quali intendano iscriversi a suddetto albo.

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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