Identitalia ovvero piccola storia d’Italia tra i nostri brand iconici

Tra le iniziative mirate a fare conoscere i lati migliori del nostro Paese, scelgo oggi di raccontarne una del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT). Mi riferisco alla mostra intitolata Identitalia, The Iconic Italian Brands.

Come ben suggerisce il titolo, si tratta di un’esposizione che raggruppa alcuni di quei marchi che hanno fatto e continuano a fare la nostra storia.

Nata per celebrare i 140 anni dell’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, la mostra è curata dai professori Carlo Martino e Francesco Zurlo, docenti di Design all’Università La Sapienza di Roma e al Politecnico di Milano. L’esposizione è a Roma a Palazzo Piacentini, sede del MIMIT.

L’iniziativa coinvolge oltre 100 aziende che sono simbolo del Made in Italy e che fanno parte del vivere quotidiano in settori che vanno dall’abbigliamento alla cura della persona passando per arredamento, automotive e agroalimentare.

Attraverso disegni originali, pezzi rappresentativi, fotografie e documenti storici, i visitatori vengono accompagnati in un viaggio attraverso i marchi che fanno parte del vivere quotidiano.

La mostra, infatti, ripercorre la routine di tutti noi grazie a un percorso museale che racconta le abitudini del nostro Paese attraverso i prodotti iconici di alcune aziende. E questi prodotti sono diventati simboli di italianità ed eccellenza in tutto il mondo.

Tra le tante storie raccontate da Identitalia, ne ho scelte due che corrispondono ad altrettanti marchi ai quali sono anch’io legata per motivi affettivi personali. Mi riferisco a Tassoni e Algida.

La storia di Tassoni, e in particolare della sua famosa Cedrata, ha accompagnato il processo di sviluppo industriale italiano. E anche quello del costume e della comunicazione.

A partire dagli Anni Venti del Novecento, Tassoni ha intuito la necessità di far conoscere la marca partendo da manifesti futuristi per arrivare fino a uno dei programmi simbolo della Rai: il Carosello.

Lo spot televisivo di Cedrata Tassoni degli Anni Settanta, con protagonista Mina e il jingle “Quante cose al mondo puoi fare, costruire, inventare, ma trova un minuto per me”, ha rappresentato uno degli esempi di massima longevità della pubblicità italiana fino al 2023. anno del lancio di uno spot che rappresenta la nuova era Tassoni all’insegna del lusso di osare.

Da 78 anni, ovvero dal 1946, Algida è protagonista delle estati e dei sogni di vacanza di tante generazioni.

Nato nell’immediato dopoguerra con il Cremino, il marchio Algida accompagna da allora grandi e piccoli. E si lega di generazione in generazione ai momenti più belli e spensierati dell’estate.

I primi gelati prodotti industrialmente furono quelli da passeggio su stecco che conquistarono immediatamente i bambini. Sono poi arrivati tante proposte diventate vere e proprie icone del gelato italiano nel mondo. Uno su tutti? Il Cornetto.

I visitatori della mostra hanno modo di scoprire anche l’evoluzione dei simboli di Algida. Due, infatti, sono i loghi che più sono impressi nella memoria delle persone.

Il primo è il logo sole del 1983 a firma di Bob Norda. E poi c’è il cuore di panna del 1998 di Carter Wong Design. Sono entrambi simboli d’amore, amicizia e gioia di vivere, valori distintivi che caratterizzano la personalità del brand.

Mi basta leggere le parole del jingle Tassoni per canticchiarlo automaticamente. Ricordo mia mamma e mio papà in estati lontane regalarsi fresche pause pomeridiane sorseggiando un bicchiere di Cedrata. E mi basta leggere il nome Algida e le parole cuore di panna per canticchiare, anche in questo caso. E per pensare a sole, mare e primi amori. Insomma, in entrambi i casi c’è tutto il profumo delle estati più felici.

Credo che valga lo stesso per tanti anzi tantissimi italiani, giovanissimi inclusi. Ed è per questo motivo che ho voluto parlare di Identitalia.

E anche perché credo nello scopo di questa mostra: valorizzare un patrimonio industriale, progettuale e materiale di inestimabile valore per il nostro Paese. Un patrimonio fatto di storie imprenditoriali di successo e di designer che hanno cambiato il modo di comunicare i prodotti. E non solo.

La mostra Identitalia, The Iconic Italian Brands resta aperta fino al 6 aprile nell’atrio principale di Palazzo Piacentini in via Veneto 33 a Roma. La visita è possibile ogni venerdì (dalle 17 alle 20) e ogni sabato e domenica (dalle 10 alle 20). Ingresso gratuito.

Emanuela Pirré

 

 

A proposito di Tassoni

Tassoni è nata a metà Settecento ed è divenuta farmacia nel 1793 a Salò sul Lago di Garda dove ancora oggi si trovano sede e produzione. Nel corso dei suoi 230 anni di storia, Tassoni è diventato un marchio evocativo entrato a far parte dell’immaginario collettivo e del patrimonio culturale italiano. Artigianalità, filiera corta e Made in Italy sono i punti di forza su cui si basa il successo dell’azienda riconosciuta come una delle poche realtà a produrre da sempre al suo interno gli aromi, esclusivamente naturali. Fiore all’occhiello è la Cedrata, luxury soft drink italiano per eccellenza, prodotta con aromi estratti da cedri Diamante di Calabria.

 

A proposito di Algida

La storia di Algida si intreccia con la cultura del nostro Paese, in particolare con quella musicale e televisiva grazie anche al Carosello. Tra gli spot iconici primeggiano, infatti, quello del 1963 “Posso dire una parola” e quello del 1968 andato in onda sulle note del brano “Se c’è l’amore”. A segnare la storia della pubblicità c’è stato poi il “Cuore di panna” di Cornetto, jingle creato da Adriano De Carlo e diventato un tormentone estivo. Nel 1964, Unilever ha acquistato il marchio contribuendo alla sua espansione sul mercato globale e rendendo i gelati nati in Italia delle vere e proprie icone nel mondo.

 

Elenco dei brand presenti in Identitalia

Alce Nero, Alfaromeo, Algida, Alpitour, Amarelli, Amarena Fabbri, Aperol, Artemide, Auricchio, Aurora, B&B Italia, Baci Perugina, Baglietto, Barilla, Bassetti, Bauli, Bialetti, Bio-Presto, Borotalco, Brunello Cucinelli, Bticino, Buccellati, Bvlgari, Campari, Cantine Florio, Casa Ricordi, Cassina, Cirio, De Cecco, De Nigris, De Rosa, Diesel, Disaronno, Dolce & Gabbana, Ducati, Eataly, Eko, Enel, Eni, Esselunga, Fabriano, Fandango, Fantoni, Fazioli, Felce Azzurra, Feltrinelli, Ferrarelle, Ferrari, Ferrero Rocher, Ferrovie dello Stato, FIAT, Flos, Flou, Fratelli Rossetti, Galbani, Giotto, Granarolo, Ichnusa, Kartell, Kiton, La Gazzetta dello Sport, Lancia, Lavazza, Leonardo, Lines, Martini, Marvis, Maserati, Mediaset, Modiano, Moleskine, Mondadori, Motta, Marchesi Antinori, MSC, Mulino Bianco, Negroni, Nexi, Nonino, Nutella, Oluce, Panini, Parmigiano Reggiano, Persol, Pirelli, Poste Italiane, Proraso, Pupa, Rai, Rana, Rinascente, Riva, Robe di Kappa, RTL 102.5, Sammontana, San Carlo, San Pellegrino, Sanlorenzo, Stone Island, Sugar, Superga, Tassoni, Technogym, Telepass, Terme di Saturnia, TIM, Trudi, United Colors of Benetton, Vespa, Wudy, Yomo, Zanotta, Zucchi

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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