Moda e tecnologia insieme grazie ad Angelo Caroli e Haltadefinizione

Ricevo e volentieri condivido – Martedì 11 giugno, in occasione di Pitti Immagine Uomo, Angelo Caroli e Haltadefinizione hanno presentato una preview dell’innovativo progetto che consentirà di accedere digitalmente allo straordinario archivio A.N.G.E.L.O. Vintage.

Questo scrigno della storia della moda è frutto di oltre 40 anni di lavoro di Angelo Caroli, autentico pioniere dell’ambito vintage. Apre ora le sue porte al pubblico tramite una modalità di visione innovativa, offrendo uno scorcio del patrimonio di oltre 150.000 capi di abbigliamento e accessori di varie epoche, custoditi tra le mura di un edificio storico di suggestiva bellezza.

I visitatori della rassegna fiorentina Pitti Uomo hanno dunque potuto vivere l’esperienza di visita dell’archivio A.N.G.E.L.O., già destinazione d’eccellenza per la ricerca stilistica, in modalità totalmente digitale, coinvolgente e interattiva attraverso visori Apple Vision Pro.

L’esperienza immersiva a elevato contenuto tecnologico è stata progettata da Haltadefinizione con l’utilizzo di realtà aumentata e mista, scansioni ambientali di ultima generazione e software sviluppati ad hoc.

La collaborazione tra A.N.G.E.L.O. VINTAGE e Haltadefinizione rappresenta il primo passo di un ambizioso progetto di integrazione tra tecnologia e storia, fisico e digitale. Una contaminazione innovativa volta a valorizzare il patrimonio storico della moda italiana, con un modello di fruizione e studio all’avanguardia che lo renda accessibile, universale e indelebile.

A.N.G.E.L.O. ARCHIVE by Angelo Caroli – ph. Manzotti
A.N.G.E.L.O. ARCHIVE by Angelo Caroli – ph. Manzotti

Perché ho deciso di dare spazio a questa notizia condividendola con voi, cari lettori?

A me la tecnologia piace e non ne ho mai fatto mistero.

Mi piace quando è strumento buono, quando è al servizio delle nostre capacità. E anche delle nostre possibilità. Quando riesce ad amplificare entrambe.

Per me la tecnologia è un ottimo mezzo per non avere confini. Raggiungo persone che mai avrei creduto di poter approcciare e posso confrontarmi con loro. Posso consultare testi e documenti che si trovano magari dall’altra parte del mondo. È in questo modo che la tecnologia mi aiuta a moltiplicare le mie possibilità, appunto, e a soddisfare la mia infinita curiosità verso il mondo.

Sono stata una nativa analogica e oggi sono un’immigrata digitale, ovvero una persona che ha imparato a utilizzare le tecnologie digitali in età adulta. Per me la realtà fisica resterà sempre la prima scelta eppure – lo ribadisco – apprezzo molto la tecnologia quando mi consente di fare cose che non erano possibili nell’era analogica.

Dovete sapere che, anni fa, sono stata a Lugo di Romagna e ho avuto l’opportunità di visitare A.N.G.E.L.O. Vintage.

Ho visitato sia il bellissimo negozio aperto a tutti gli appassionati di moda vintage e di ricerca sia il prezioso archivio nel quale mi è stato permesso di dare un’occhiata. Purtroppo, non avevo il tempo necessario per una consultazione più approfondita; da allora, non ho poi più avuto modo di tornare, nonostante mi fossi riproposta di farlo. Ora, con la possibilità di accesso virtuale, riuscirò probabilmente a fare ciò che non sono riuscita a fare in presenza. E – ancora una volta – la tecnologia mi aiuterà a moltiplicare le mie possibilità.

Direi quindi che questo progetto è il perfetto emblema del lato virtuoso della tecnologia. Ne parlo per questo motivo e, per ora, ho voluto contribuire al lancio dell’idea.

Vi aggiornerò sugli sviluppi. Se vi va e se, come me, credete nel sogno di una dimensione digitale amica.

Emanuela Pirré

 

 

A.N.G.E.L.O. Vintage Archive by Angelo Caroli

Nato nei primi Anni Ottanta, l’archivio A.N.G.E.L.O. è uno dei più grandi e importanti archivi di moda d’Europa. È una vera e propria biblioteca materiale della moda, con una collezione di oltre 150.000 capi d’abbigliamento e accessori, dalla fine del XIX secolo fino ai giorni nostri.

La collezione è stata raccolta in oltre 40 anni da Angelo Caroli, pioniere del vintage e fondatore anche dell’omonima azienda, boutique e store online.

L’archivio racchiude pezzi iconici della storia della moda, disponibili solo per consultazione e noleggio a scopo di ricerca o esposizione. Ha sede in due suggestivi edifici che costituivano un orfanotrofio nella prima metà del Novecento, a Lugo di Ravenna, in Romagna. Il primo, interamente dedicato al womenswear, accoglie capi di designer, abbigliamento vintage dagli Anni Quaranta agli Anni Duemila e autentici gioielli della moda, risalenti alla fine del XIX secolo. Nel suggestivo contesto dell’ex chiesa centrale, si trovano le calzature, i cappelli, la pelletteria, borse, cinture e piccoli accessori. Il secondo palazzo racchiude il menswear, il denimwear, capi militari, sportivi, da lavoro e formali. Infine, il prezioso Solaio custodisce i tesori più pregiati che raccontano la storia della moda dalla metà dell’Ottocento, con capi iconici di celebri couturier e stilisti del Novecento, destinati a mostre ed esposizioni.

L’archivio accoglie, su appuntamento, professionisti della moda come designer, uffici stile e stylist, oltre a ricercatori, studenti e curatori di mostre di costume, per ricerche stilistiche, shooting fotografici o esposizioni.

Se volete saperne di più, qui trovate il sito.

 

Haltadefinizione

Nel 2005, Haltadefinizione ha rivoluzionato l’approccio alla fruizione del patrimonio storico-artistico grazie alla prima digitalizzazione al mondo di un’opera d’arte in gigapixel.

Nel corso del tempo, si è specializzata nella realizzazione di acquisizioni particolarmente complesse e sfidanti come gigapixel, 3D e indagini multispettrali su opere d’arte e documenti. È in grado di gestire cantieri complessi garantendo la massima sicurezza per le opere d’arte e l’istituto culturale che le conserva.

Oltre alle campagne di digitalizzazione, Haltadefinizione promuove lo studio e la ricerca, rendendo fruibili gratuitamente online le proprie immagini in altissima risoluzione.

L’azienda, inoltre, offre servizi di gestione, archiviazione digitale e preservazione di immagini in alta e altissima risoluzione. Lo fa tramite Coosmo, il proprio sistema di Digital Asset Management pensato appositamente per i patrimoni storico-artistici e per quelli aziendali.

Dal 2024 fa parte del Gruppo Panini Cultura, un ecosistema di imprese che offre una gamma di servizi complementari e sinergici nell’ambito della tutela e valorizzazione dei beni culturali.

Se volete saperne di più, qui trovate il sito.

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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