22 marzo, Giornata dell’Acqua, l’attrice e cantante Kaze e Amref raccontano “il peso dell’acqua”

La Giornata dell’Acqua, formalmente Giornata mondiale dell’acqua o World Water Day, è una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992. Si celebra ogni 22 marzo per ricordare che, nel mondo, 2,2 miliardi di persone non hanno ancora accesso ad acqua potabile gestita in modo sicuro. Solo in Africa sono 845 milioni (Joint Monitoring Programme – OMS/UNICEF).

In Africa Sub-Sahariana, tra il 70% e il 76% del carico della raccolta d’acqua è affidato a donne e bambine. La mancanza di servizi igienici sicuri nelle scuole è la causa principale dell’abbandono scolastico delle ragazze adolescenti, costrette a lasciare la scuola anche a causa delle mestruazioni.

Ogni giorno, circa 1.000 bambini e bambine sotto i cinque anni muoiono globalmente a causa di malattie diarroiche legate ad acqua e igiene non sicure. La stragrande maggioranza di questi decessi avviene in Africa. Nelle comunità rurali africane, il tasso medio di mortalità per malattie trasmissibili legate all’acqua è del 50,3%, mentre è una cifra quasi nulla in Europa.

Acqua e Genere è stato scelto da UN-Water (Nazioni Unite) come tema ufficiale della Giornata dell’Acqua. La redazione di A glittering magazine dà volentieri spazio a questo tema e al racconto fatto da Kaze, attrice e cantante afroitaliana, che ricorda quando, qualche mese fa, in Kenya, ha voluto trasportare delle taniche d’acqua dal pozzo al villaggio, insieme ad altre giovani donne.

«Sentire il peso dell’acqua – testimonia Kaze – è stata un’esperienza indimenticabile: da quel momento guardo le piccole sfide quotidiane con occhi diversi e vedo possibilità dove prima non riuscivo».

«Il peso dell’acqua non è, purtroppo, solo quello della fatica fisica – sottolinea Roberta Rughetti, Direttrice di Amref Italiama è quello di morti facilmente evitabili, anacronistiche per i livelli di sviluppo che viviamo, e di disuguaglianze inaccettabili».

Giornata dell’Acqua 2026 – Kaze per Amref, visita al Kumpa Water Project
Giornata dell’Acqua 2026 – Kaze per Amref, visita al Kumpa Water Project

L’Unione Africana ha dichiarato l’intero 2026 anno per “Garantire la disponibilità sostenibile di acqua e sistemi igienico-sanitari sicuri”.

«C’è una guerra sotterranea e silenziosa che miete morte – continua Rughetti – e quello che fa male, oltre al silenzio, è che la gran parte di quelle morti potrebbero essere evitate. Si aggiunga che, in alcune parti del mondo, le cause che le provocano sono spesso storia del passato. Come ci spieghiamo che oggi si possa ancora morire di malattie diarroiche? Oppure che l’Europa, nel 2025, abbia registrato zero casi per colera, mentre l’Africa ha ospitato i focolai più letali? Al peso dell’acqua, legato alle malattie, si aggiunge quello del clima. Le piogge, che hanno portato morte in questi giorni in Kenya e Etiopia, non hanno generato benefici sufficienti. Alcuni territori dei due Paesi sono colpiti da una vera e propria emergenza siccità».

Nell’area di Isiolo e Marsabit – nord ovest del Kenya, al confine con l’Etiopia – gli operatori Amref raccontano di un 20% di pozzi non funzionanti per sovrautilizzo, di un ampissimo fallimento dei raccolti, di bestiame costretto a percorrere fino a 15 km (solo andata) per raggiungere una fonte d’acqua. Le fonti locali riportano che le piogge tra ottobre e dicembre 2025 hanno raggiunto solo il 30-60% della media stagionale. È una delle stagioni più secche dal 1981.

Sempre gli operatori Amref, nella regione Somala dell’Etiopia, in particolare il Filtu Woreda (Liben Zone), consegnano un report che parla di costi proibitivi dell’acqua, del 50% delle strutture sanitarie a secco, di diffusione di varie malattie infettive, di malnutrizione acuta in aumento tra i bambini. Secondo gli osservatori si tratta della peggiore siccità degli ultimi 25 anni a seguito del fallimento consecutivo delle stagioni delle piogge del 2025.

«È qui che la salute dell’ambiente si intreccia con quella dell’animale e dell’uomo. È su questi incroci, di cui difficilmente sentiremo parlare, che dobbiamo accendere i nostri riflettori. Soprattutto, dobbiamo rafforzare e sostenere quei progetti di One Health in cui dottori, veterinari ed esperti di cambiamenti climatici cooperano per la salute delle comunità. È doveroso restare in queste frontiere sconosciute. Per questo motivo testimonianze come quelle di Kaze sono preziose, perché mostrano ad altri quei territori», conclude Rughetti.

Giornata dell’Acqua 2026 – Kaze per Amref, visita al Kumpa Water Project
Giornata dell’Acqua 2026 – Kaze per Amref, visita al Kumpa Water Project

Kaze è nata a Nairobi ed è cresciuta in Burundi. «L’esperienza in Kenya – racconta – mi ha segnata profondamente e continua a farlo. In quei giorni ho potuto sentire in maniera indimenticabile il peso dell’acqua. I chilometri e le ore infinite per andarla a recuperarla in posti impervi. L’approvvigionamento della stessa, che richiede la rinuncia ad altre possibilità, soprattutto la scuola. Le operazioni in un centro sanitario che si bloccano senza acqua. La forza delle comunità e un progetto ben congegnato hanno accorciato i tempi per recuperare l’acqua. Hanno incentivato piccole e medie coltivazioni e hanno garantito igiene nelle scuole e nei centri di salute». 

L’attrice lancia dunque un appello in occasione della Giornata dell’Acqua.

«Capisco che, a suo modo, è un privilegio aver potuto vedere tutto questo e che non tutti abbiano l’opportunità di confrontarsi con realtà diverse per rivalutare la propria. Detto questo, però, ciò che mi piacerebbe suggerire a tutti è di avvicinarsi alla tematica acqua innanzitutto informandosi, attraverso iniziative e spazi dedicati. E poi provare a prestare attenzione, nella vita di tutti i giorni, ai piccoli gesti che fanno una differenza enorme se applicati con costanza. Per esempio, la quantità di acqua che usiamo per lavarci o per cucinare».

Amref Heath Africa è la più grande organizzazione sanitaria africana senza fini di lucro, fondata a Nairobi nel 1957. In Africa, Amref crea le condizioni per una vita in salute. Lo fa attraverso interventi di assistenza e formazione sanitaria, tutela della salute materno infantile, protezione dell’infanzia, accesso all’acqua e ai servizi igienici ed empowerment delle donne. Ogni anno sono più di 30milioni i beneficiari raggiunti attraverso progetti attivi in 35 Paesi a sud del Sahara.

Per chi vuole documentarsi e approfondire, qui c’è il sito Amref Italia.

 

 

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