Master of Hits, che lo show di Roberto Neri abbia inizio

Da anni, ormai, porto avanti quella che ho battezzato “campagna di sostegno al talento” dando evidenza a realtà create da persone coraggiose che hanno cambiato vita e hanno buttato il cuore oltre l’ostacolo, come si suol dire, per scelta o anche perché obbligate da varie situazioni.

Tutte queste persone, pur molto diverse tra loro, sono in realtà unite da una caratteristica comune: portano avanti i loro progetti tra sacrifici, difficoltà e burocrazia grazie a tonnellate di coraggio, talento, fantasia e creatività.

Sono particolarmente felice del fatto che questa mia “campagna” incontri oggi l’amicizia, visto che desidero parlare di una persona speciale, un essere pieno di umanità e autenticità; di un amico che gode in più della mia stima professionale in quanto è anche ricco di talento.

Roberto Neri – questo è il suo nome – non ha fondato un brand: non è un designer o uno stilista, figure delle quali parlo spesso, bensì è un esperto di comunicazione e pubbliche relazioni.

Vive nella sua amata città, Rimini, ed è stato contributor per alcune riviste della celeberrima casa editrice Rizzoli – come Max, Sport Life, Io Donna, Style Magazine – per le quali si è occupato di moda, musica, costume e società.

Ha tra l’altro ideato e curato le Pagelle di Stile di Style Magazine, riuscendo a creare connubi e connessioni inedite tra dimensioni che a volte appaiono lontane, come per esempio politica e moda, miscelando serietà e ironia.

Il 2022 è stato l’anno in cui Roberto ha deciso di fare il grande passo e di buttare il cuore oltre l’ostacolo pubblicando il suo primo romanzo: Master of Hits è il frutto di anni di curiosa osservazione del mondo dei talent show ed è un viaggio tra sogno e realtà alla ricerca del senso del successo nonché della radice della felicità.

La trama?

Il protagonista si chiama Roberto (guarda un po’…) ed è un neo quarantenne convinto che la vita non gli abbia riservato grandi soddisfazioni.

Trasferito a Milano dalla provincia riminese (altra coincidenza…) per inseguire il sogno di diventare una firma del giornalismo in ambito moda, Roberto impara a sue spese che impegno e realizzazione non sempre coincidono e che il fallimento è spesso e nonostante tutto in agguato.

Tornare a Rimini dichiarandosi sconfitto è un’ipotesi tuttavia inaccettabile e allora preferisce accettare qualsiasi lavoro pur di pagare l’affitto e mantenere rifornito il Sancta Sanctorum, ovvero l’armadio in cui custodisce gelosamente la sua collezione di alta moda, passione costosa ma per lui necessaria per esorcizzare le proprie insicurezze.

L’ultimo lavoro che il fidato amico Andrea propone a Roberto è però una vera follia, quasi una missione suicida: il nostro riminese si ritrova a fare da assistente a Jake Brown, celeberrima star del rock e giudice di Master of Hits, il talent show più importante della televisione.

Perché missione suicida? Perché non solo le mansioni affidate a Roberto sono decisamente limitate rispetto alle sue ottime e reali capacità e competenze, ma anche e soprattutto perché Jake Brown è una persona piena di abitudini, atteggiamenti, manie e vizi riprovevoli, per usare un eufemismo.

Roberto ha comunque tutta l’intenzione di resistere, fino al giorno in cui, in maniera del tutto inaspettata, Jake prende una decisione estrema che mette Roberto in una situazione a dir poco surreale…

Improvvisamente costretto ad affrontare nuovi problemi e difficili compromessi, Roberto si trova ad affrontare la domanda delle domande: cosa può rendere davvero felice una persona?

Roberto Neri e <em><strong>Master of Hits</strong>,</em> sua prima fatica letteraria
Roberto Neri e Master of Hits, sua prima fatica letteraria

Naturalmente non posso e non voglio svelare altro per non rovinare la narrazione attentamente costruita da Roberto Neri.

Posso però dirvi che, leggendo il romanzo, io mi sono divertita, molto, e che, in alcuni momenti, mi sono anche indignata, forse perché a mia volta conosco i retroscena della moda, meccanismi che nel romanzo si mischiano con quelli della musica e che ormai assomigliano (ahimè) a quelli di qualsiasi mestiere che preveda una dose di celebrità che sia piccola o grande, di nicchia o mondiale, virtuale o reale.

Diversi decenni fa, il grande Andy Warhol, geniale quanto lungimirante, aveva predetto che, in un futuro che credo sia il nostro presente, tutti avrebbero avuto diritto a 15 minuti di celebrità; da artista delle parole qual è, Roberto dimostra proprio questa teoria, interrogandosi anche sul reale valore della tanto discussa celebrità.

Grande appassionato (e fine conoscitore) di moda e musica nonché attento e acuto osservatore di usi e costumi della nostra società, Roberto Neri usa sapientemente la sua penna alternando tocchi emozionanti e profondi ad altri pungenti e divertenti; leggero quando serve ma mai superficiale, riesce a dipingere manie, nevrosi e difetti dell’era web con garbata ironia e notevole precisione.

Il risultato è un romanzo godibile, dalla prima all’ultima pagina, per sorridere e anche per riflettere.

Se vi va, trovate Master of Hits qui.

E se vi va di seguire Roberto, date un occhio al suo profilo Instagram: scoprirete che riserva la medesima ironia a sé stesso.

«Ho scritto così tanto – racconta – che c’è scappato fuori un libro.»

Io ne sono felice.

Manu

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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