Nella Cripta del Tempo a Milano nella Chiesa di San Sepolcro

Ci sono tante storie e tante nozioni che ho appreso alla scuola elementare e che, tuttora, sono vividamente impresse nella mia memoria.

Questo è anche perché ho avuto la fortuna di avere una maestra appassionata. Gabriella Consolandi (non dimenticherò mai il suo nome) era capace di far letteralmente vivere ciò che ci insegnava. Ci coinvolgeva, ci affascinava, ci divertiva.

Tra le storie che ricordo particolarmente bene c’è quella della scrofa semilanuta, creatura leggendaria e uno dei simboli del capoluogo lombardo, Milano. Quante volte, da bambina, ho fantasticato sulla mitologica creatura. Avrei voluto avvistarla proprio come avvenne a Belloveso, il principe dei Celti citato da Tito Livio come fondatore della mia città.

Immaginate quindi il mio sorriso quando, finalmente, pochi giorni fa, mi sono trovata davanti la scrofa semilanuta. Sono impazzita? No, il prodigio è avvenuto grazie alla Pinacoteca Ambrosiana e a un nuovo progetto realizzato insieme a Kronoscope.

Mercoledì 8 novembre, KronoScope e la Veneranda Biblioteca Ambrosiana hanno presentato in anteprima assoluta Nella Cripta del Tempo, una esperienza culturale immersiva che rende vivo il passato. Lo fa grazie all’utilizzo della mixed reality, ovvero dalla realtà mista, tecnologia decisamente all’avanguardia.

In cosa consiste esattamente l’esperienza Nella Cripta del Tempo che ho provato e che mi ha permesso di concretizzare il mio sogno di bambina?

I visitatori indossano dei cronovisori e possono esplorare la storia di Milano in una nuova dimensione, partendo dal vero centro della città, la Cripta di San Sepolcro, mentre la narrazione coinvolgente trasporta attraverso varie epoche.

I cronovisori sono occhiali tecnologici che permettono di vedere nel passato attraverso ologrammi proiettati negli ambienti circostanti. I visitatori sono così immersi in un mondo ibrido tra il passato e il presente, in una dimensione che va oltre la realtà virtuale e la realtà aumentata e che offre un alto livello di coinvolgimento e interattività.

Si tratta di uno dei primissimi esperimenti al mondo che applica la mixed reality al settore culturale in un servizio stabilmente aperto al grande pubblico.

Ciò avviene grazie a una tecnologia che, abbinata alle modalità della visita guidata e allo storytelling, crea una esperienza unica, portando l’Italia all’avanguardia nella fruizione culturale.

Non solo, questa nuova esperienza conferma il ruolo di innovazione della Biblioteca Ambrosiana che – ricordiamolo – fu tra le prime al mondo a consentire l’accesso a chiunque fosse in grado di leggere e scrivere con il fine di rendere la cultura accessibile a tutti.

Vi racconto qualcosa anche di KronoScope, una start up italiana fondata da Davide Scalisi insieme a Stefano Scarsi.

Scalisi è attivo da oltre 25 anni nel settore della comunicazione interattiva come designer e progettista. Ci ha raccontato della prima fase di test in ambito archeologico e ci ha rivelato di aver avuto l’idea visitando la Valle dei Templi. Ci ha spiegato che KronoScope vuole offrire il proprio contributo, ispirando un profondo rinnovamento del linguaggio culturale e avvicinando nuove fasce di pubblico.

Come? Rendendo più efficace e divertente l’apprendimento. Insomma, andrebbe d’accordo con la mia maestra.

«Desideriamo trasformare le visite – spiega Scalisi – in appassionanti avventure interattive, dove gli eroi sono le persone, coinvolte in prima persona in una storia che le rende protagoniste del processo di ricerca e acquisizione delle informazioni.»

La tecnologia mixed reality è una soluzione in grado di attivare contemporaneamente diverse aree funzionali del cervello, coinvolgendo la parte cognitiva, emozionale e motoria. KronoScope la utilizza per creare nuovi modelli narrativi e nuovi format interattivi in grado di coinvolgere, emozionare, informare, educare.

Una delle caratteristiche distintive dell’esperienza Nella Cripta del tempo è la sua fruibilità per tutti. Non è infatti richiesta alcuna conoscenza pregressa di tecnologia o di storia per partecipare.

Il pubblico è invitato a vivere un’avventura affascinante che abbina passato e presente in un modo che è coinvolgente per tutti, dai curiosi fino agli amanti della tecnologia.

La scelta della Cripta di San Sepolcro come luogo aggiunge un ulteriore strato di autenticità all’esperienza.

La cripta è stata eretta nei primi decenni dell’anno Mille sull’antico Foro di Mediolanum. Vero centro della città (umbilicus civitatis come fu definito da san Carlo Borromeo), offre un ambiente unico e suggestivo che si fonde perfettamente con l’elemento storico dell’esperienza.

KronoScope mira dunque a cambiare il paradigma dell’apprendimento, offrendo un’esperienza innovativa che varca i confini temporali e fa viaggiare nel tempo, dai Celti ai Romani, dai Crociati al Rinascimento.

L’esperienza Nella Cripta del Tempo permette anche di toccare con mano (letteralmente!) i solchi lasciati dalle ruote dei carri nel selciato originale del Foro di epoca romana. Oppure i fossili di ammonite rimasti imprigionati nella pietra.

Come? Proprio quelle pietre sono state usate per la pavimentazione della cripta di San Sepolcro. Quindi si passa dagli ologrammi della realtà mista fino a toccare le pietre o ammirare gli affreschi sulle pareti, tutto salvato grazie al restauro completato nel 2019.

Io sono rimasta entusiasta e non solo per l’incontro con la scrofa semilanuta. Credo che sia un’opportunità unica per tutti i cittadini di Milano, per i visitatori e per gli amanti della tecnologia. È l’opportunità di esplorare la storia della città in un modo completamente nuovo.

La storia prende vita a Milano e KronoScope è pronta a scrivere un nuovo capitolo dell’educazione e dell’intrattenimento.

Anzi, dell’edutainment, bellissimo termine inglese che unisce education ed entertainment. E che indica, quindi, la possibilità di insegnare e imparare divertendosi (ah, quant’era moderna la mia maestra).

Emanuela Pirré

 

Trovate tutte le informazioni pratiche e i link di prenotazione per l’esperienza Nella Cripta del Tempo qui

Potete seguire KronoScope e i suoi progressi qui

 

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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