Domenica 15 giugno 2025, WOW Spazio Fumetto termina la sua attività

WOW Spazio Fumetto di Milano chiude. La notizia era nell’aria da un po’, ma ora è realtà. Una triste realtà.

L’annuncio ufficiale è arrivato martedì 10 giugno attraverso i canali dello spazio culturale.

«È con grandissimo dispiacere che la Fondazione Franco Fossati annuncia il definitivo abbandono degli spazi di WOW Spazio Fumetto di Milano gestito con grande passione e successo per ben 14 anni.»

Chiarisco subito alcune cose.

Esiste una questione burocratica ed economica molto complessa e nel merito della quale non voglio e non posso addentrarmi. Non sono sufficientemente preparata dal punto di vista legale per occuparmi di questo aspetto e non è da me essere superficiale.

Tuttavia, in qualità di professionista che si occupa di cultura, desidero mettere il focus su un punto che considero fondamentale.

Quale? Non è possibile né tacere né fare finta di nulla davanti all’agonia di un progetto che di cultura si è occupato. Per molti anni e facendolo bene. Posso testimoniarlo poiché ho personalmente visitato varie mostre organizzate da Wow Spazio Fumetto. Ne ho ospitate tante altre in A glittering calendar, la rubrica che dedico agli eventi.

Non è mia intenzione attaccare il Comune di Milano né accusarlo o colpevolizzarlo, lo ripeto.

Comprendo che money is money e che un’amministrazione pubblica sia chiamata a far tornare i conti. Concedetemi però di dire, in maniera forte e chiara, che questa è una di quelle notizie che MAI avrei voluto leggere. Reputo che la chiusura sia una sconfitta, per tutti, dal punto di vista culturale e sociale. E al Comune vorrei chiedere un ulteriore impegno affinché tale débâcle non si consumi.

Non so come, perché non è il mio lavoro, ma sono certa che qualcuno più competente di me possa lavorare su questo e possa provare a ipotizzare soluzioni.

Specifico inoltre che il mio non è un «ricatto emotivo», definizione usata da un consigliere durante la seduta del Municipio 4 dell’8 maggio 2025 (momento 2:06:50 – link qui in fondo).

Non è l’emotività a portarmi verso il fumetto, universalmente considerata la Nona Arte, né verso il WOW. La cultura è importante e chi ne parla – come me e come testate tra cui Il Giorno, Corriere Milano, Exhibart – non lo fa né per emotività né per affettività né per simpatia né, ancor meno, per convenienza. E mi rammarica sentire che un consigliere comunale definisca genericamente «ricatto emotivo» ciò che invece è attenzione verso un fatto grave.

Pertanto, ho deciso di dare spazio alla notizia e di condividere il comunicato stampa emesso dal WOW. Lo trovate qui sotto.

Penso che quando un’istituzione culturale chiude dovremmo preoccuparci e indignarci. Tutti. E ciò che mi sta a cuore è che la questione non passi sotto silenzio.

Questo è il mio piccolo contributo affinché non sia così.

Emanuela Pirré

 

 

MUSEO DEL FUMETTO DI MILANO: È FINITA
Domenica 15 giugno
WOW Spazio Fumetto termina la sua attività

Comunicato stampa
Milano, 10 giugno 2025

È con grandissimo dispiacere che la Fondazione Franco Fossati annuncia il definitivo abbandono degli spazi di WOW Spazio Fumetto, il museo del fumetto di Milano gestito con grande passione e successo per ben 14 anni. Il Comune di Milano (con il quale, grazie all’impegno dell’Avvocatura, abbiamo concordato l’estinzione del debito che impediva di fatto alla Fondazione di partecipare al nuovo bando di assegnazione dello spazio) ha comunicato che lo stabile va comunque lasciato completamente libero entro il 15 giugno con conseguente cessazione di ogni attività.

È evidente a chiunque che per la Fondazione Franco Fossati non è possibile affrontare la spesa onerosa di un trasloco per lasciare i locali vuoti per poi rientrare dopo pochi mesi, una volta (auspicabilmente) vinto il bando. Si è quindi ritenuto che si stesse lavorando per consentirci di restare fino alla risoluzione del bando stesso, ma non è così.

Non si può chiedere alla Fondazione di svuotare tutto lo stabile, mettere tutto il materiale in un magazzino per pochi mesi, salvo poi rientrare come se nulla fosse. Le spese di un’operazione di questo genere sono insostenibili. Qualora per qualsiasi motivo la Fondazione non dovesse vincere il bando, allora l’abbandono dei locali sarebbe la richiesta più logica e comprensibile. Ma ora risulta del tutto incomprensibile.

A fronte del diniego da parte del Comune di poter restare per pochi mesi, la Fondazione Franco Fossati non può quindi fare altro che prendere atto delle decisioni burocratiche. E lasciare libero uno spazio nel quale molto probabilmente non potrà più rientrare per mancanza di fondi, consumati per il trasloco.

Con la chiusura di domenica, WOW Spazio Fumetto perde molte occasioni che avrebbero contribuito anche economicamente al suo futuro e al pagamento di futuri affitti. Due grandi mostre che erano in programma, tra cui una con un’importante realtà internazionale. I campus estivi che sono sempre stati apprezzati dalla cittadinanza e visti come un servizio indispensabile ai cittadini della zona. Il presidio culturale del Giardino Oreste del Buono. I corsi di fumetto per ragazzi.

«Siamo soddisfatti – dichiara Luigi Bona, presidente della Fondazione Fossati – di aver portato a termine la pratica per l’estinzione del debito, in collaborazione con l’Avvocatura del Comune, che ringraziamo di cuore, così da non avere sulla coscienza un “enorme” (come è stato definito) danno erariale a scapito dei cittadini milanesi. Ma siamo anche completamente scoraggiati da una burocrazia che chiede alla Fondazione di abbandonare uno spazio per poi rientrare dopo pochi mesi, sempre che si vinca un bando che si annuncia decisamente complicato, viste le condizioni dello stabile che si è anche recentemente allagato. Abbiamo lottato contro i mulini a vento, siamo stati definiti ‘fumettari che vivono con la testa fra le nuvolette’, ma così è troppo anche per dei supereroi.

Ringraziamo tutti coloro che in questi mesi hanno avuto belle parole per noi, che ci hanno aiutato con donazioni e sottoscrivendo una petizione che conta 12.000 firme. La soluzione? Farci restare fino alla risoluzione del bando (nella speranza che non presenti condizioni impraticabili) e permetterci di partecipare senza dissanguarci per affrontare due inutili traslochi. Non è possibile, ci dicono. Allora altro non resta che salutarci con un SOB. Ci tengo a ringraziare di cuore tutti i membri del Consiglio della Fondazione, i nostri instancabili dipendenti che resteranno senza lavoro dopo anni di impegno, i collaboratori, i volontari e tutti i visitatori che ci sono stati vicini in questi anni. Resta aperto l’appello a qualsiasi Comune e privato che voglia progettare seriamente con noi una possibile alternativa».

Domenica 15 giugno, dalle 15 alle 20, WOW Spazio Fumetto invita tutti gli amici per un saluto che – speriamo – sia un arrivederci. Saranno presenti disegnatori, sceneggiatori, amici e visitatori che in questi anni ci hanno aiutato, sostenuto e incoraggiato.

Invitiamo infine a visionare la seduta del Consiglio di Municipio 4 (da momento 1:47:00 a) dell’8 maggio 2025 (qui) e la riunione delle Commissioni Cultura e Bilancio del Comune di Milano del 27 maggio (visionabile qui).

 

 

Aggiornamenti & sviluppi successivi

Non ho mai avuto paura né del confronto né del contraddittorio. Inoltre mi piace continuare a seguire i casi di cui mi occupo. Quindi do voce, molto volentieri, ai diversi punti di vista e anche ai successivi sviluppi.

Nota tecnica di chiarimenti del Comune di Milano – 13 giugno 2025: qui

Replica di Wow Spazio Fumetto – 14 giugno 2025: qui

Nuovo aggiornamento del 14 agosto 2025: qui (in breve – dopo la grande risposta del mondo del fumetto e dell’opinione pubblica, un intervento dell’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi consente a WOW Spazio Fumetto di restare dentro lo spazio comunale, pagando una quota corrispondente all’affitto, fino alla nuova concessione che sarà definita dall’esito del bando ancora in fase di preparazione)

Avviso pubblico della Direzione Cultura Area Biblioteche del Comune di Milano per la concessione d’uso della palazzina precedentemente occupata da Wow Spazio Fumetto – 23 dicembre 2025: qui

La dichiarazione di Luigi F. Bona, presidente della Fondazione Franco fossati e direttore dell’unità operativa WOW Spazio Fumetto, a seguito dell’avviso del 23 dicembre 2025: qui

Aprile 2026, l’archivio della Fondazione Franco Fossati e di WOW Spazio Fumetto hanno trovato ospitalità a Desio: qui

Luglio 2026: WOW Spazio Fumetto avrà finalmente una nuova casa e sarà a Monza. Un investimento da oltre un milione di euro punta a trasformare l’ex biblioteca di via Zuccoli in un moderno polo culturale. Qui la notizia che è ora ufficiale.

 

 

 

 

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Emanuela Pirré

Mi chiamo Emanuela, semplicemente Manu per gli amici di vita quotidiana e di web. Sono nata a Milano un tot di anni fa con una malattia: la moda. Amo la moda perché per me è una forma di cultura, una modalità di espressione e di comunicazione, un linguaggio che mi incuriosisce. Dal punto di vista lavorativo, mi occupo soprattutto di scrittura e creo contenuti in ambito editoriale, principalmente proprio per la moda. Insegno in due scuole materie tra cui Fashion Web Editing, Storytelling, Content Creation. Dal 2013 dirigo questo sito che ho creato e che, oggi, è orgogliosamente un piccolo magazine. Vivo sospesa tra passione per il vintage e amore per il futuro e sono orgogliosa della mia nutrita collezione di bijou iniziata quando avevo 15 anni. Per fortuna Enrico, la mia metà, sopporta (e supporta) entrambe, me e la collezione, con pazienza e amore. Oltre a confessare un'immensa curiosità (in senso positivo), dichiaro la mia allergia a pregiudizi, cliché, luoghi comuni, conformismo e omologazione. Detesto i limiti, i confini, i preconcetti – soprattutto i miei – e mi piace fare tutto ciò che posso per superarli. La positività è la mia filosofia di vita: mi piace costruire, non distruggere. Moda a parte, amo i viaggi, i libri e la lettura, l'arte, il cinema, la fotografia, la musica, la buona tavola e la buona compagnia. Se volete provare a diventare miei amici, potete offrirmi un piatto di tortellini in brodo, uno dei miei comfort food. Oppure potete propormi la visione del film “Ghost”: da sognatrice, inguaribile romantica e ottimista quale sono, riesco ancora a sperare che la scena finale triste si trasformi miracolosamente in un lieto fine.

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